Note to a Friend
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Ryūnosuke Akutagawa, scrittore e poeta, conosciuto da molti attraverso la versione cinematografia a firma di Akira Kurosawa del suo Rashōmon, nel 1927 scrisse il racconto breve Memorandum per un vecchio amico. Rivela la sua decisione di suicidarsi, che attuerà di lì a poco.
In gioventù David Lang, visto il film di Kurosawa, si interessò all’opera di Akutagawa. Ricorda il compositore newyorchese: “A sedici anni decisi di leggere tutte le opere di Akutagawa che riuscii a trovare e, molto rapidamente, mi imbattei nella lettera che lo scrittore scrisse a un suo amico, spiegando perché aveva deciso di togliersi la vita. Ero sicuramente troppo giovane per comprendere davvero ciò che la lettera stava dicendo, e così il ricordo di quella lettura mi è rimasto dentro.”
Una commissione della Japan Society è stata per David Lang, divenuto nel frattempo uno dei compositori più eseguiti della scena internazionale, l’occasione di rileggere il testo e rielaborarlo in un monodramma per baritono e quartetto d’archi, dandogli titolo Note to a Friend.
“Il mondo mi sembra molto più bello ora che l’ho lasciato.”
Nella stesura del libretto David Lang ha scelto di sostituire la figura reale di Akutagawa con un enigmatico dead man. Dice il compositore: “Ancora oggi, non riesco davvero a comprendere il ruolo complesso che il suicidio ha avuto nella cultura giapponese. Ho pensato che il modo migliore per affrontare questo tema, per me, fosse immaginare un personaggio che ritorna dalla morte per spiegare cosa lo abbia portato a uccidersi. Ho chiamato quel personaggio l’uomo morto e ho basato tutto ciò che dice sulle traduzioni della lettera d’addio di Akutagawa e su altri due suoi racconti”.
Sulla scena l’uomo morto esordisce affermando che “Le persone che si tolgono la vita solitamente non ti dicono cosa pensano sul togliersi la vita” e narra della morte della madre, mentalmente instabile, della sorella mai conosciuta, del padre assente. Con lucidità e distacco, eppure commovente, l’uomo racconta poi di aver analizzato tutte le vie percorribili: il cappio, l’annegamento, la pistola, il coltello, la caduta, per scegliere infine le pillole. “Quando ci diamo alla morte stiamo cercando la pace, non la felicità, ed essendomi dato alla morte tutto mi sembra più bello ora… il mondo mi sembra molto più bello ora che l’ho lasciato, l’ho visto, l’ho amato, l’ho capito, e questo ha reso la vita che ho vissuto degna di essere vissuta nonostante il dolore che ho provato mentre la vivevo”.
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Nella interpretazione del regista Fabio Cherstich l’elemento centrale dell’opera è “la ricostruzione dell’esistenza di un suicida, o comunque di una persona che ha lasciato la propria esistenza, attraverso gli oggetti che gli sono appartenuti. Mi interessa insomma il contenuto di memoria nascosto negli oggetti che accompagnano la vita quotidiana delle persone.”
Così sul palco del Teatro Studio, oltre al dead man sono apparsi quattro personaggi, muti. Fin dall’inizio “il Detective”, che dalla sua scrivania raccoglie, esamina, ascolta e osserva gli oggetti della memoria. E poi il padre, la madre e la sorella . Un scena di forte impatto, anche grazie al design delle luci e dei video a firma rispettivamente di Veronica Varesi Monti e Francesco Cileo, e grazie al lavoro dei tanti collaboratori. Una scena che a nostro giudizio a tratti toglieva però “peso” alla musica e alla parola intonata.
A interpretare l’uomo morto è stato Theo Bleckmann, cantante e compositore più volte nominato ai Grammy, che può vantare la collaborazione con Ambrose Akinmusire, Laurie Anderson, Philip Glass, John Hollenbeck, Kneebody, Ulysses Owens, The Westerlies, John Zorn e i Bang on a Can All-Stars. Nel comporre Note to a Friend David Lang lo aveva scelto quale ideale interprete. A Bolzano si è dimostrato ancora una volta come tale.
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Le note scritte per gli archi sono state appannaggio del Quartetto Prometeo, ossia Mirei Yamada e Aldo Campagnari ai violini, Danusha Waskiewicz alla viola, e Francesco Dillon al violoncello. Un ensemble di chiara fama, ha inciso anche per ECM, Sony e Brillant, che ha offerto una mirabile interpretazione.
Questa straordinaria opera da camera per baritono e quartetto d’archi, che in 60 minuti affronta i temi dell’amore, della morte, della famiglia e i fantasmi della nostra esistenza quotidiana, inquietante nella sua serena e dolorosa ineluttabilità, ha raccolto dal numeroso pubblico gli applausi che meritava, calorosi, insistenti, riconoscenti.
“Questa opera da camera possa essere fraintesa come un omaggio a chi sceglie con consapevolezza il suicidio.”
La prima registrazione di Note to a Friend ha per interpreti Theo Bleckmann e Attacca Quartet. Nella pagina dedicata (https://davidlangmusic.com/music/note-to-a-friend/) dove si può anche acquistare la registrazione, o semplicemente ascoltarne degli estratti, si trova il seguente “avviso sui contenuti”: questa registrazione contiene riferimenti al suicidio e alla depressione, che alcuni ascoltatori potrebbero trovare angoscianti. Se avete bisogno di assistenza in caso di crisi legate al suicidio o alla salute mentale, o se siete preoccupati per qualcun altro, chiamate o inviate un SMS al numero 988 o visitate la chat della National Suicide Prevention Lifeline per mettervi in contatto con un consulente esperto in situazioni di crisi.
Questo avviso ci ricorda come questa opera da camera possa essere fraintesa come un omaggio a chi sceglie con consapevolezza il suicidio.
E' nostro auspicio che Note to a friend sia diffusa e accolta da tante e diverse istituzioni, conosciuta da molti. In un tempo in cui tanti politici valutiamo inadeguati al loro ruolo, la presenza in sala del presidente Arno Kompatscher ci è parsa importante.
Mercoledì la replica a Trento.
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mercoledì 11.03.2026 ore 20.00
David Lang
Note to a Friend
opera da camera per baritono e quartetto d’archi
Theo Bleckmann e Quartetto Prometeo
regia di Fabio Cherstich
Trento, Teatro SanbàPolis
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