Economia | La protesta

Acciaierie, sindacati in piazza

Venerdì 10 luglio alle 9 Fiom Fim e Uilm in piazza Magnago. "Da sei mesi ci dicono che la trattativa è in chiusura, ma non sappiamo nulla. Operai preoccupati".
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Dopo mesi di attesa e di trattative che sembrano non arrivare mai al traguardo, i lavoratori delle Acciaierie Valbruna tornano a mobilitarsi. Domani (10 luglio), alle ore 9, una delegazione composta dalla Rsu e dai dipendenti dello stabilimento sarà in presidio nei pressi di piazza Magnago a Bolzano per chiedere risposte sul rinnovo della concessione e sul futuro del sito produttivo.

“In queste ultime due settimane - spiega l’assessore Christian Bianchi, cui competono gli aspetti patrimoniali - ci sono stati vari incontri di natura tecnica con i miei uffici. Stiamo procedendo a esaminare una serie di questioni”.

A spiegare il clima che si respira in fabbrica è Massimo Bernardoni, segretario della Fiom Alto Adige: “Sono sei mesi che ci dicono che la trattativa è in chiusura ma noi non sappiamo nulla. Gli operai sono preoccupati da questi silenzi. È ora di tornare a far sentire la nostra voce”.

La mobilitazione è stata proclamata unitariamente da Fim, Fiom e Uilm, che denunciano lo stallo di una vertenza aperta ormai da quasi un anno. Dopo il bando promosso dalla Provincia autonoma di Bolzano, conclusosi senza alcuna assegnazione, il negoziato si è trascinato tra rinvii e annunci di una soluzione ormai imminente, senza però che sia stato raggiunto un accordo definitivo. Una situazione che, sottolineano le organizzazioni sindacali, alimenta incertezza tra i lavoratori e lascia senza risposte uno degli stabilimenti industriali più importanti del territorio.

Il presidio si svolgerà nelle vicinanze di piazza Magnago perché la Provincia non ha autorizzato l’occupazione della piazza stessa. Per i sindacati, però, questo non cambia il significato dell’iniziativa: mantenere alta l’attenzione pubblica sulla vertenza e sollecitare una conclusione rapida del confronto.

Nel comunicato diffuso nei giorni scorsi, Fim, Fiom e Uilm chiedono infatti di “sbloccare immediatamente l’attuale fase di stallo”, garantire “la piena tutela dei livelli occupazionali e delle prospettive industriali dello stabilimento” e salvaguardare il futuro della produzione siderurgica nell’area industriale di Bolzano. “Le lavoratrici e i lavoratori meritano certezze e non possono più vivere in una situazione di continua precarietà”, ribadiscono i sindacati, che invitano cittadinanza e organi di informazione a seguire il presidio di domani.