Milano Hockey, c'è Leitner in regia
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Non sono più voci, Milano si prepara davvero per tornare ad essere una piazza importante dell’hockey europeo. Il progetto è ancora in una fase preliminare, ma intanto è già arrivato sul tavolo della ICE Hockey League, dove sabato a Villach è stato presentato come possibile nuovo candidato per l’ingresso nella lega. Dietro all’iniziativa, secondo quanto riferito dal portale Hockey Italia, ci sono principalmente due realtà: la società legata alla criptovaluta Dogecoin House of Doge e l’azienda altoatesina Intercom Dr. Leitner GmbH di Vipiteno.
Il volto altoatesino dell’operazione è Christof Leitner, imprenditore della Val d’Isarco che conosce bene il mondo dell’hockey. Leitner - che è cugino di Martin dell’omonimo colosso delle funivie - siede infatti nel direttivo dei Wipptal Broncos Vipiteno, attualmente impegnati nella Alps Hockey League, di fatto la serie B della ICEHL e campionato dove militano anche le squadre farm team di diversi club della massima lega (Vipiteno è farm team dell‘HC Pustertal Wölfe).
“Quando a gennaio ci sono state le Final Four all’Arena di Santa Giulia si è visto quanta voglia di hockey c’è.”
La sua azienda, intercom Dr. Leitner GmbH, è una società altoatesina specializzata in tecnologie per ambienti invernali e in particolare per la realizzazione e gestione di piste di ghiaccio e produzione di motoslitte. Fondata alla fine degli anni Settanta e con sede a Campo di Trens, l’impresa opera a livello internazionale con il marchio Realice – Ice Rink Technologies, progettando e installando piste permanenti e temporanee per impianti sportivi, eventi e strutture ricreative. Negli ultimi anni la società ha lavorato su tutte le infrastrutture legate agli eventi olimpici e su diversi impianti del ghiaccio realizzati a Milano, un’attività che ha portato Leitner a frequentare sempre più da vicino l’ambiente sportivo milanese.
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L’idea di portare una squadra milanese nella ICEHL non nasce all’improvviso. Leitner racconta che il progetto gli frullava in testa già da tempo, ma che alcuni eventi recenti hanno rafforzato la convinzione che Milano sia una piazza pronta per il ritorno dell’hockey di alto livello.
“Quando a gennaio ci sono state le Final Four all’Arena di Santa Giulia - spiega Leitner al telefono - si è visto quanta voglia di hockey c'è. Si è visto che a Milano esiste proprio una cultura dell’hockey, basta pensare agli scudetti vinti dalle squadre milanesi”, racconta. “Negli ultimi tre anni ho lavorato molto a Milano perché noi abbiamo realizzato il ghiaccio per tutti gli impianti. Ho scoperto che ci sono 300-400 bambini che giocano a hockey in piccole società pur non essendoci più una grande squadra. Milano è una metropoli che merita una società di hockey che giochi in ICE Hockey League. Vedo un grandissimo potenziale”.
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In città infatti l’hockey non è scomparso del tutto. Esiste un piccolo ma vivace movimento giovanile distribuito tra varie società, che tengono viva la tradizione sportiva pur senza una squadra di vertice. Tra le realtà più attive ci sono l‘Hockey Club Diavoli Rossoneri Milano e l’HC Milano Bears, che organizzano attività e settori giovanili nell’area milanese.
L’obiettivo dichiarato dal sindaco è chiaro: sfruttare l’entusiasmo generato dalle Olimpiadi.
Il progetto di Leitner ha preso forma proprio negli ultimi mesi, anche grazie al contesto olimpico. “Durante le Olimpiadi abbiamo avuto diversi incontri in collaborazione con il presidente della federazione Andrea Gios. Per partire ci vuole tutto il supporto da parte della politica, con un’infrastruttura all’altezza di Milano e l’apporto della Federazione”.
Un riferimento diretto va alle dichiarazioni rilasciate il 19 febbraio dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, che durante una conferenza stampa ha delineato il possibile futuro degli impianti per gli sport su ghiaccio in città. Sala ha spiegato che Milano intende procedere in due fasi: prima utilizzando i padiglioni della Fiera Milano Rho per realizzare una struttura temporanea per hockey e pattinaggio, e successivamente costruendo un vero palazzo del ghiaccio permanente. L’obiettivo dichiarato dal sindaco è chiaro: sfruttare l’entusiasmo generato dalle Olimpiadi e dare finalmente alla città una squadra e un impianto adeguato per gli sport del ghiaccio.
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Per Leitner il sostegno istituzionale e federale è uno dei punti decisivi del progetto. “Per noi è importante creare qualcosa che non duri tre anni. Vogliamo un progetto duraturo, per cui è fondamentale che si crei un centro federale a Milano. E poi vogliamo partire con una squadra da ICE Hockey League ma contemporaneamente costruire un settore giovanile che dia linfa alla squadra”.
Negli ultimi mesi House of Doge ha avviato diverse operazioni.
Sul piano economico si era parlato della necessità di un investimento tra i sei e gli otto milioni di euro. Leitner invita però alla cautela. “Otto milioni sono tanti. Per partire credo servirà meno. Ma oltre a House of Doge stiamo parlando con alcuni imprenditori milanesi, perché sarebbe importante che oltre agli americani e all’altoatesino ci siano anche imprenditori ancorati al territorio”.
Gli investitori americani non sono nuovi al mondo dello sport europeo. Negli ultimi mesi House of Doge ha avviato diverse operazioni, tra cui l’ingresso nella proprietà della US Triestina Calcio 1918. Oltre al calcio, la società americana ha già investito anche nell’hockey europeo con l’ingresso nell'HC Sierre, squadra della Swiss League. “Per loro è un grande investimento di marketing”, spiega Leitner. “E Milano, da questo punto di vista, è una piazza molto importante”.
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House of Doge è una struttura collegata alla Dogecoin Foundation e rappresenta di fatto il braccio commerciale legato alla criptovaluta Dogecoin. L’obiettivo è portare la moneta digitale fuori dal mondo puramente finanziario e sperimentarne l’utilizzo in contesti concreti come sport, entertainment e comunità di tifosi.
Dogecoin è una delle monete digitali più conosciute anche grazie all’attenzione del miliardario Elon Musk.
Dogecoin è nata nel 2013 come una sorta di parodia delle criptovalute, basata sul celebre meme del cane Shiba Inu, ma negli anni è diventata una delle monete digitali più conosciute anche grazie all’attenzione del miliardario Elon Musk uscito temporaneamente un po' dai radar dopo le sue ripetute uscite “neonaziste”, che con i suoi tweet e le sue dichiarazioni ha contribuito in modo decisivo alla sua popolarità e alle oscillazioni del prezzo, creando nel settore finanziario ed anche tra i risparmiatori molti malumori fra il 2022 e il 2023.“Il progetto intendiamo presentarlo ufficialmente nel mese di aprile”, annuncia Leitner. L’obiettivo è ottenere il via libera per l’ingresso nella ICE Hockey League già a giugno, quando i club della lega saranno chiamati a votare sull’eventuale ammissione della nuova squadra.
Per ora restano ancora diversi punti da definire. Il nome della squadra e i colori sociali sono ancora top secret. Eppure chi era a Milano a gennaio durante le finali non ha potuto fare a meno di notare un dettaglio: centinaia di tifosi sugli spalti con maglie e bandiere rossoblù, i colori del Saima degli ultimi anni. Comunque la si veda, se tutto andrà in porto, questa è una notizia di enorme importanza per l’hockey italiano. Dita incrociate.
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