La nuova giovinezza del Colle Isarco
-
Il viadotto Colle Isarco non è semplicemente una delle opere simbolo dell’intera A22, posto com’è a pochi chilometri dal confine di Stato, ma un vero e proprio laboratorio di innovazione ingegneristica e tecnologica, dove nei decenni si sono applicati interventi di manutenzione e monitoraggio all’avanguardia. La Società ha compiuto un altro importante passo in questa direzione, deliberando un intervento da 53,3 milioni di euro che contempla numerose azioni, dal consolidamento all’integrazione del sistema di monitoraggio con nuovi sensori e con l’acquisizione di immagini satellitari.
Ubicato a più di 1.100 m di altezza sul livello del mare, il viadotto attraversa un’ampia vallata che, in corrispondenza dell’incisione più profonda, presenta una campata della luce di 163 metri, alta ben 100 metri sul fondo valle. Il Colle Isarco è stato progettato all’inizio degli anni Sessanta con caratteristiche di robustezza tali da garantire adeguati livelli di sicurezza anche rispetto alle norme tecniche attuali. La lungimiranza avuta in fase progettuale e i costanti interventi manutentivi eseguiti nei decenni hanno reso possibile assicurare un utilizzo regolare del viadotto, senza mai ricorrere a limitazioni di uso o di portata.
Tra il 2014 e il 2015 è stato eseguito un importante intervento di consolidamento strutturale che ha aumentato notevolmente i coefficienti di sicurezza. Nell’ambito dei lavori il viadotto è stato dotato di un moderno sistema di monitoraggio strumentale, in grado di misurare in continuo le deformazioni degli impalcati. Per interpretare in maniera ancora più efficace i dati, la Società si è dotata di un sistema basato su algoritmi di intelligenza artificiale applicati al Gemello digitale del viadotto, finalizzato all’analisi predittiva del comportamento strutturale.
Misurazioni successive hanno confermato l’efficacia degli interventi, portando alla decisione di estenderli anche ad altre parti del manufatto. L’intervento prevederà inoltre il potenziamento del sistema di monitoraggio, già dotato di quasi 200 sensori, con nuovi dispositivi per rendere le analisi ancora più precise e approfondite. A ciò si aggiungerà un’applicazione altamente innovativa: grazie alla collaborazione con l’Università di Trento, verranno integrate rilevazioni satellitari per analizzare spostamenti e comportamento dinamico dell’opera.
Il combinato disposto del consolidamento strutturale e del monitoraggio continuo tramite Gemello digitale consentirà non solo un incremento dei coefficienti di sicurezza, ma anche un prolungamento della vita utile del viadotto stimabile in almeno 50 anni. Un risultato davvero importante.
-
Per saperne di più visita il sito: www.autobrennero.it
-
Articoli correlati
Umwelt | Mobilità elettricaSvolta green al miglior prezzo
Gesellschaft | Viaggiare sereniEsodo invernale: partire informati
Acconsenti per leggere i commenti o per commentare tu stesso. Puoi revocare il tuo consenso in qualsiasi momento.