Armistizio Seppi-Brunini
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Dopo un braccio di ferro tra i più estenuanti che si possa immaginare il sindaco Giovanni Seppi fa un passo indietro e apre al dialogo con Paolo Brunini, ex dirigente dell’ufficio V di Laives con cui si era aperto un conflitto appoggiato da una trentina di dipendenti. “Un passo indietro di tutti due e la convinzione di riniziare con una ristrutturazione dell’apparato amministrativo”, commenta il primo cittadino. Ed è ovvio che dica così, ma è altrettanto chiaro che Brunini – essendo inoltre tornato funzionario – non aveva alcuna possibilità di fare passi in nessuna direzione, mentre Seppi in varie interviste si era sempre detto non disponibile neppure al confronto.
Cosa è cambiato? Senza dubbio ad imprimere la svolta decisiva è stato il lavoro svolto dalla commissione d’inchiesta presieduta da Alberto Giuliani e in particolare la sorta di “incidente probatorio” nel quale i due si sono “scambiati opinioni” davanti ai commissari. E' stato dopo quel confronto che Seppi ha capito che sarebbe stato più saggio cercare di ripartire da zero.
Senza dubbio ad imprimere la svolta decisiva è stato il lavoro svolto dalla commissione d’inchiesta presieduta da Alberto Giuliani
“La Commissione speciale d’indagine - si legge in una nota - prende atto della lettera congiunta del Sindaco, Giovanni Seppi, e del dott. Paolo Brunini, indirizzata alla Commissione stessa. Il percorso di chiarimento avviato dalle parti rappresenta un elemento significativo, reso possibile anche dal lavoro rigoroso e imparziale della Commissione, che in questi mesi ha raccolto testimonianze e documentazione per ricostruire fatti e responsabilità. Ogni passo che contribuisca a ristabilire un clima di collaborazione negli uffici comunali va valutato positivamente, nell’interesse dell’amministrazione e della città. La Commissione proseguirà comunque i propri lavori fino alla conclusione, con piena autonomia, al fine di formulare una lettura organica degli eventi e proporre indicazioni utili a prevenire il ripetersi di situazioni analoghe. La serenità negli uffici si ricostruisce attraverso chiarezza dei ruoli, rispetto delle competenze e delle procedure, regole condivise. Questo resta l’obiettivo del lavoro in corso”. La lettera oltre che dal coordinatore è firmata anche da Marion Heinz, Sara Endrizzi, Simone Pellizzari, Dino Gagliardini, e Giuliano Vettorato.
Il conflitto era esploso l’anno scorso dopo che Brunini si era dimesso dall’incarico dirigenziale in polemica con le ingerenze politiche nella prassi amministrativa e, cosa davvero inusuale, aveva trovato l’appoggio di una trentina di dipendenti disposti a firmare con nome e cognome un documento di sostegno.
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