Di nuovo in piazza contro il caro-asili
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I genitori dei bambini iscritti alla scuola dell’infanzia lo avevano detto: se la Provincia non avrebbe fatto passi indietro sull'aumento delle tariffe sarebbero ritornati in piazza. E così è stato. Nella serata di oggi - martedì 24 marzo - una trentina di madri e padri ha svolto un presidio in piazza Municipio a Bolzano, mentre nel palazzo stava per iniziare una seduta del Consiglio Comunale. Quello di oggi è il secondo raduno dopo quello di martedì scorso.
Nel frattempo, venerdì 21 marzo, la Giunta provinciale ha scelto di tirare dritto sull’aumento delle rette - che va fino a 550 euro all’anno in più per il tempo prolungato - non facendo nessun passo indietro, anzi, invitando i Comuni a diminuire la retta mattutina. La palla è quindi passata ai Comuni, che però - almeno quelli più grandi come Bolzano, Merano e Laives - non sembrano volersi fare carico dei costi aggiuntivi. -
“Siamo in piazza, sotto al Municipio, perché continuiamo a credere che la Provincia debba fare un passo indietro. Quindi cerchiamo un alleato nel Comune di Bolzano, come anche in quelli di Laives e Merano”, dice Giulio Righele, padre di un bambino iscritto alla Città dei bambini. “Personalmente credo che il Comune debba insistere con la Provincia affinché ci ripensi, visto che in entrambi i luoghi governano le stesse coalizioni. Il Comune si faccia portavoce delle esigenze della cittadinanza”, conclude Righele.
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Domani vertice con Kompatscher
In questa direzione sembra andare anche la scelta della Giunta comunale - guidata dal sindaco Claudio Corrarati - di dialogare con la Provincia. “Domani mattina - annuncia l’assessora comunale Svp Johanna Ramoser - io e il sindaco incontreremo il Presidente Arno Kompatscher”. Ramoser, che ha parlato al microfono messo a disposizione dai manifestanti, ha ricordato che l’aumento è dovuto a una delibera provinciale e che anche lei lo ritiene troppo elevato. “Per il tempo prolungato - ha detto Ramoser - si passa da 102 euro al mese a 160. Serve trovare una soluzione perchè è troppo. Per noi è importante sostenere le famiglie”.
Aumento pagato dal Comune? “Sarebbe una entrata in meno. Possiamo supportarla e la condividiamo”
Alla domanda se il Comune di Bolzano è pronto a farsi carico dell’aumento e a stanziare i fondi necessari, l’assessora ha risposto: “Sarebbe una entrata in meno. Possiamo supportarla e la condividiamo”.
Presenti al presidio anche i consiglieri bolzanini dell’opposizione (Partito Democratico, Verdi/Sinistra, lista Andriollo, Io sto con Bolzano e Team K) che tra le altre cose hanno ricordato che la richiesta di aumentare le tariffe non è stata una iniziativa della Provincia ma è arrivata del Consorzio dei Comuni dove è presente anche Bolzano. I consiglieri chiedono quindi che ruolo abbia avuto Bolzano in quella sede.
“Trasformato il tempo prolungato in un lusso”
Intanto però le famiglie temono di ritrovarsi a dover sostenere una spesa maggiore per mandare i figli agli asili anche nel pomeriggio. “Questa non è una battaglia di partito, ci sono le famiglie che cercano risposte”, ha detto una madre in piazza. “La politica ha scelto la strada del rimpallo, trasformando il tempo prolungato in un lusso o una offerta aggiuntiva e facoltativa com'è stata definita da qualche assessore. Invece siamo qui per ricordare a tutti che il tempo prolungato permette la conciliazione vita lavoro soprattutto per le donne”, ha concluso la madre.
Le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 sono terminate a gennaio (e gli aumenti sono stati comunicati successivamente), il tempo scorre e le famiglie chiedono certezze. -
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