In piazza contro il caro-asili
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I genitori dei bambini e delle bambine iscritte alle scuole dell’infanzia di Bolzano alzano la voce. Dopo aver inviato una lettera pubblica in cui criticano l’aumento delle tariffe degli asili, nella serata di oggi - martedì 17 marzo - un gruppo di madri e padri è sceso in piazza, organizzando un presidio in Parco Alcide Berloffa a Bolzano, in prossimità di Palazzo Widmann.
I genitori hanno ribadito che mentre finora per il tempo prolungato si pagava una quota fissa di 102 euro al mese, da settembre se ne pagheranno 160, il 57 percento in più. Questo perché la Provincia ha introdotto un nuovo sistema di calcolo che prevede dai 4 ai 5 euro per ciascun pomeriggio, in aggiunta agli 81 euro al mese previsti per il tempo normale, finora erano 78 euro. Ciò si traduce in un aggravio di 60 euro mensili e 540 all’anno.
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“Siamo in piazza per via dell’aumento elevato delle tariffe, in particolare per quello che riguarda il tempo prolungato. Una offerta, quest’ultima, che viene incontro a una necessità delle famiglie”, dice Martina Bonandini, che ha un figlio di quattro anni e mezzo iscritto al secondo anno alla Scuola dell’Infanzia Città Dei Bambini. “L’accesso al prolungato da quest’anno è cambiato, se fino all’anno scorso era possibile esclusivamente per chi aveva entrambi i genitori lavoratori, da quest’anno lo è per tutti. Ma poi - continua Banandini - l’accessibilità passa in base a chi se lo può realmente permettere”.
I genitori criticano il fatto che l’aumento sia stato comunicato a iscrizione dei figli già fatta. “Anche se poi - precisa Bonandini - è stata data la possibilità di rivedere i giorni di iscrizione ed eventualmente diminuirli”.
Sulle necessità dei genitori, Bonandini dice: “Credo sia molto importante allungare il servizio prolungato dalle sedici o sedici e trenta, fino alle diciassette, perchè non tutte le aziende garantiscono il part-time, quindi si tratta di un servizio essenziale per i genitori”.“Impensabile il fatto di non promuovere certe politiche sociali che aiutano le famiglie che non hanno una rete di supporto familiare qui”
La famiglie, quindi, sperano che la Provincia ci ripensi. In tal senso il vicepresidente della Provincia Marco Galateo ha dichiarato che venerdì porterà in Giunta una delibera per rivedere la portata degli aumenti. “Stiamo a vedere cosa faranno in giunta venerdì. Se ci ripensano bene, altrimenti torneremo in piazza”, dice Giulio Righele, padre di un bambino iscritto alla Città dei bambini.
“In una Regione che vuole promuovere anche il personale che viene dall’estero, soprattutto per quanto riguarda profili specializzati, è impensabile il fatto di non promuovere certe politiche sociali che aiutano le famiglie che non hanno una rete di supporto familiare qui”, dice invece Alessia Castura madre di una bambina iscritta al Kindergarten “Quirein”. “Considerando che nel 2030 ci saranno tantissime posizioni specializzate vacanti, anche il fatto di non far lavorare le donne o farle lavorare solo part time è controproducente per la Regione Trentino Alto Adige anche in termini economici e di posizionamento internazionale”, conclude.
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L'opposizione chiede chiarimenti
Presenti in piazza anche i consiglieri comunali dell’opposizione Chiara Rabini (dei Verdi) e Abdallah Chniouli (Io Sto Con Bolzano). “Questo aumento di tariffe non ci vede concordi soprattutto perché questa è una delibera provinciale che però nasce in una sede con il Consorzio dei Comuni”, dice Chniouli. “Si tratta di una misura che va a gravare sulle famiglie e soprattutto sulla gestione di un nucleo familiare, intaccando anche la parità di genere e di tutte quelle donne che cercano un equilibrio tra casa e lavoro. La Provincia - prosegue il consigliere - non avrebbe alcun tipo di interesse a disciplinare una materia nella quale non può riscuotere soldi. Perciò mi chiedo: il Comune di Bolzano che ruolo ha avuto in tutto questo? E nel momento in cui il Consorzio dei Comuni ha dato parere favorevole che cosa ha detto il Comune di Bolzano? Era attento o disattento in quella sede lì? Non vale dire che la colpa è della Provincia”.
Anche per Rabini non è chiaro quale sia stata la politica adottata dal Comune: “Sia nel settore di sostegno delle famiglie sia da parte dell’assessorato alle pari opportunità che dovrebbe sostenere fortemente delle condizioni favorevoli per le donne, per conciliare lavoro e famiglia”.
E la consigliera attacca: “Volendo il Comune di Bolzano avrebbe potuto benissimo non approvare questo aumento, trovando fondi dal bilancio per coprire gli aumenti senza gravare sulle famiglie, soprattutto sui nuclei monogenitoriali o su chi ha più di un figlio”. -
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