Società | Bolzano

Detenuti al lavoro per la città

Il progetto di Comune e carcere “Un ponte per ripartire” coinvolgerà fino a 20 detenuti in attività di manutenzione del verde e cura del territorio nel 2026. Corrarati critica l'ipotesi del CPR accanto al carcere: “Per i rimpatri serve presto una struttura”.
carcere bolzano
Foto: Seehauserfoto
  • “Un ponte per ripartire”, è il nuovo protocollo d’intesa firmato tra la Casa circondariale e il Comune di Bolzano per coinvolgere alcuni detenuti in lavori socialmente utili. Il progetto prevede che, da febbraio 2026, chi ha tenuto una buona condotta in carcere ed è in stato di semilibertà possa essere impiegato dalla giardineria comunale per lavori di manutenzione del verde e piccoli interventi sul territorio comunale. “È un modo per chi ha un debito con la società di riscattarsi e contribuire al benessere della collettività”, dichiara il direttore della Casa Circondariale Giovangiuseppe Monti. Il primo progetto riguarderà la pulizia delle tombe. “Da anni i cittadini si lamentano di un particolare micelio che inscurisce le tombe - racconta l’assessora al sociale Patrizia Brillo - già dalle prossime settimane alcuni detenuti le ripuliranno”. 

    Chi parteciperà sarà scelto dall’amministrazione penitenziaria e valutato non pericoloso dal Tribunale di sorveglianza, svolgerà turni da due o tre giorni a settimana per tre\quattro mesi, lavorando gratuitamente per il Comune. L’obiettivo è di coinvolgere tra i 15 ed i 20 detenuti già nel 2026. Una riabilitazione sia per i detenuti che per il Comune, che dichiara il Sindaco Claudio Corrarati, “da troppi anni è rimasto fuori dalle questioni del carcere”. “Non vogliamo più ospitare le strutture nella città, vogliamo collaborare. Questo protocollo si inserisce nel solco di iniziative come quelle con il NOI-Techpark e Unibz”, aggiunge il primo cittadino. 

  • da sinistra l'assessora al sociale Patrizia Brillo, il Sindaco Claudio Corrarati ed il direttore della Casa circondariale Giovangiuseppe Monti Foto: Comune di Bolzano
  • Le reazioni al nuovo carcere e CPR

    Rispetto alle recenti notizie di un acceleramento nella costruzione del nuovo carcere, il Sindaco dichiara: “Al di là di dove sia la struttura, dobbiamo pensare a chi sta dentro e a come reinserirlo, questo protocollo è un primo passo in questa direzione”.  Sul punto si è espresso anche il direttore Monti, ricordando che “avere un carcere in centro città è la più grande prova di civiltà che una comunità possa dare all’esterno, facilita il coinvolgimento di tante realtà. Il problema non è il contenitore ma è la mentalità aperta”. 

     

    “Avevamo chiesto di svincolare la struttura del CPR da quella del carcere per avere prima un CPR di piccole dimensioni operativo”

     

    Più problematica invece per Corrarati l’idea, delineatasi nelle ultime settimane, di creare un CPR affianco al carcere. “Avevamo chiesto al Ministro di svincolare la struttura del CPR da quella del carcere, in modo da avere un CPR di piccole dimensioni già operativo per le persone sul territorio che aiuti nell’attività delle forze dell’ordine. Basta pensare che nel periodo natalizio in 15 sono stati portati in altri CPR dalla nostra Questura”. L’evoluzione degli accordi tra il Presidente Arno Kompatscher ed i ministri della giustizia Carlo Nordio  e dell’interno Matteo Piantedosi potrebbe allungare invece le tempistiche di realizzazione del CPR.