Society | Body shaming

Sul corpo, né critiche, né complimenti

“Quando entro in classe i miei compagni urlano ridendo: State attenti, entra il pachiderma, potrebbe sprofondare il pavimento”.
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Foto: pch.vector

La ragazza che ci racconta tra le lacrime il suo vissuto ha 13 anni e non è per niente obesa. Forse leggermente in sovrappeso. Da qualche mese si è messa in testa di voler dimagrire ma non ci riesce. Gioca a tennis a livello agonistico, si allena moltissimo e ha bisogno di mangiare.

Moltə dellə ragazzə che chiedono consulenza all'INFES, il centro specialistico per disturbi alimentari del Forum Prevenzione, raccontano di aver iniziato a voler cambiare il proprio corpo, dopo aver subito giudizi offensivi al corpo da compagnə di classe o dopo aver letto commenti stupidi sotto le proprie foto nei social media.

"Era solo una battuta", spiegano di solito lə autorə dei commenti, non capendo cosa ci sia di male. Si tratta spesso di ragazzinə di 10-12 anni che probabilmente sono abituatə a sentire i commenti ai corpi da parte di persone adulte.

Il bodyshaming è diventato normalità

È normale commentare il corpo degli altri, giudicarlo o criticarlo ferocemente, che si tratti dell’attrice in TV o della ragazza della classe accanto. “Mio papà commentava sempre il corpo delle donne alla televisione. Guarda quella che culo basso, ma quella è proprio senza tette. Io mi sono sempre chiesta: ma io, gli piacerò?” ci racconta una giovane donna che da anni soffre di un grave disturbo alimentare e non riesce proprio a piacersi.

 

Non avevo mai pensato tanto al mio aspetto. Tutte le mie insicurezze sono nate solo quando gli altri hanno iniziato a giudicarmi

Le critiche non risparmiano nemmeno chi ha un corpo virtuoso che meriterebbe solo applausi. Simone Biles, la ginnasta più famosa al mondo, si è ritirata durante le Olimpiadi del 2021, accusando problemi di salute mentale. La pluricampionessa olimpica e 25 volte campionessa del mondo si era già lamentata nel 2016 dei frequenti commenti sul suo corpo sui social media, che la stressavano molto e la ferivano. Lei, che è famosa in tutto il mondo grazie a quel corpo, un corpo che le permette esibizioni di una perfezione unica, viene criticata per avere polpacci troppo grossi o capelli troppo crespi.

Anche il cantante britannico Ed Sheeran ha raccontato in un'intervista nel 2020 quanto i costanti commenti al suo aspetto gli facciano male. Sheeran è il detentore del record per il tour più frequentato di tutti i tempi, per il tempo più lungo al n. 1 nelle classifiche britanniche e per la canzone più trasmessa al mondo. Dovrebbe essere sufficiente per considerarlo una persona di valore. Ma nemmeno lui è stato risparmiato dalle critiche al suo aspetto fisico. Sheeran è troppo normale, poco attraente, non ha gli addominali scolpiti. "Non avevo mai pensato tanto al mio aspetto. Tutte le mie insicurezze sono nate solo quando gli altri hanno iniziato a giudicarmi". Sheeran ha cercato di modellare il suo corpo ed è scivolato nella bulimia. Ne ha sofferto per anni.

"Tanti giovani predicano la body-positivity, però il mondo là fuori è strapieno di commenti negativi sui corpi", ha ribadito nell'intervista.

Perché così tante persone si sentono in diritto di giudicare i corpi degli altri? Le ragioni possono essere molte: senso di inferiorità, invidia, insicurezza, mancanza di empatia o pressione di gruppo. Una cosa però è certa: i commenti sprezzanti sul corpo di una persona non dicono molto su quella persona, ma dicono molto della persona che fa il commento.

I complimenti sul corpo e sul peso sono giudizi

Sul corpo però, anche i complimenti sono fuori luogo. “Ero dimagrita molto durante una malattia e dopo ho ricevuto così tanti complimenti come non era mai successo prima. Ho pensato che probabilmente prima ero una ciofeca e che solo magra ed emaciata piacevo al mondo. Quindi ho cercato di mantenere il sottopeso con lunghi digiuni”. È il racconto di una donna che soffre di bulimia.

I complimenti sul corpo e sul peso sono giudizi, che definiscono quali corpi vanno bene e quali no e non dicono mai nulla della qualità di una persona.

Il 15 marzo l'Italia si colora di lilla per ricordare Giulia Tavilla, una ragazza di 16 anni morta nel 2010 a causa della sua bulimia. La giornata nazionale del fiocchetto lilla è stata indetta per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi alimentari. Il bodyshaming non è una battuta. Il bodyshaming è uno dei fattori che possono scatenare un disturbo alimentare.