Politica | I due cortei

“Un migrante per ogni manifestante”

Il centrodestra glissa sulla remigrazione e attacca il corteo antifascista, Galateo (FdI): “Sono dei pro-immigrazione, mi aspetto coerenza”. Sull'accoglienza il sindaco Corrarati chiede più condivisione ai Comuni.
Marco Galateo
Foto: Seehauserfoto
  • Accoglieteli “a casa vostra”: il vicepresidente della Provincia Marco Galateo (Fratelli d’Italia) si rivolge così alle tremila persone scese in piazza contro la remigrazione, manifestazione alla quale ha preso parte anche il presidente Arno Kompatscher (SVP) – ma nessun altro esponente dell’esecutivo provinciale né della Giunta comunale di Bolzano. “Se al corteo a favore dell’immigrazione (non ho capito se legale o illegale) a Bolzano c’erano 3 mila persone che hanno sfilato contro il razzismo e a favore dell’accoglienza – scrive sui social l’assessore a economia, scuola e cultura italiana – a questo punto mi aspetto coerenza da parte dei partecipanti. Se ognuno di loro si prendesse un solo migrante, avremmo risolto il problema dell’ospitalità in tutto l’Alto Adige”.

     

    “Se ognuno di loro si prendesse un solo migrante, avremmo risolto il problema dell’ospitalità in tutto l’Alto Adige”

  • Foto: M.Galateo/Facebook
  • “Parole assolutamente indegne per un vicepresidente provinciale: prendere in giro persone che scendono in piazza per difendere la Costituzione e i diritti civili, verso i quali un vicepresidente ha un obbligo primario!” commenta le parole di Galateo l’assessore provinciale alla cultura e scuola tedesca Philipp Achammer (SVP).

     

    “Parole assolutamente indegne per un vicepresidente provinciale”

     

    “Di fronte a 3000 persone scese in piazza in modo unitario e pacifico contro razzismo e discriminazioni, le istituzioni dovrebbero ascoltare e rispettare, non attaccare e dividere”, scrive la consigliera comunale Chiara Rabini (Verdi): “Riguardo a un modello serio e responsabile per l’accoglienza di famiglie migranti, va ampliato il sistema SAI (ex SPRAR), già in uso e ben funzionante, basato sulla distribuzione equa sul territorio provinciale e su percorsi di integrazione”. “Chi governa deve unire la città e la provincia, difendere diritti e convivenza, non alimentare paura e divisione. Ha fatto bene il Presidente Kompatscher a scendere in piazza” conclude Rabini.

  • Il caso Corrarati

    Dalle colonne del quotidiano Alto Adige, anche il sindaco di Bolzano Claudio Corrarati incalza: “Sono contento ci sia stata una risposta compatta della città e di molte persone, arrivate anche da fuori, alla manifestazione organizzata dall’estrema destra sulla remigrazione in piazza Vittoria”, però “da oggi torniamo a dover gestire concretamente il tema dell’accoglienza e dell’integrazione. Bisogna dare attuazione al progetto che prevede una famiglia di migranti per ogni comune dell’Alto Adige (non tutti i 116, ma in 94), per evitare di concentrare tutto su Bolzano. Vista la massiccia partecipazione anche di persone arrivate dal circondario e dalle valli, mi aspetto che non ci siano problemi a dare ospitalità ad un centinaio di famiglie”, fa sapere il sindaco.

  • Il grande corteo antifascista di sabato 28 febbraio a Bolzano: vi hanno preso parte più di tremila persone – da Sudtirolo, Tirolo e Trentino. Foto: Seehauserfoto
  • Dopo aver dichiarato in Consiglio comunale che la città non meritava la manifestazione dell’estrema destra, il sindaco sceglie così di spostare l’attenzione sui presenti nella piazza di sabato, compresa una SVP ritenuta reticente sull’accoglienza diffusa. Un rimpallo di responsabilità tra Comune e Provincia che abbiamo più volte raccontato su SALTO. Ma, complice la sintesi data dal quotidiano in prima pagina (Corrarati risponde alla piazza antirazzista dei tremila: ‘Adesso accoglieteli voi’), il nesso suggerito dal sindaco scatena subito l’indignazione dell’opposizione, dai Verdi al PD.

    “Basta non fermarsi al titolo ma leggere l’articolo. Il riferimento era ai Comuni diversi da Bolzano e non certo ai partecipanti alla manifestazione”, puntualizza Roberto Zanin (Civica per Bolzano) difendendo il sindaco. Lo stesso Claudio Corrarati poi specifica sui social: “Progettare con qualità l’accoglienza nello spirito di condivisione tra i Comuni è la vera sfida del nostro territorio. Stimolare ed agevolare poi le aziende per dare una risposta in posti di lavoro e abitare dev’essere un impegno comune”.

     

     “Bolzano non può farsi carico di tutto il contesto”

  • Il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati (centrodestra): “Progettare con qualità l’accoglienza nello spirito di condivisione tra i Comuni è la vera sfida del nostro territorio”. Foto: Seehauserfoto
  • Infine arriva la nota della Civica per Bolzano: “In riferimento alle dichiarazioni del sindaco sul tema dell’accoglienza, si ritiene necessario precisare che il contenuto del suo intervento è stato oggetto di una evidente semplificazione e manipolazione interpretativa e mediatica. Il sindaco non ha formulato un invito all’ospitalità privata né trasformato un principio politico in un obbligo personale. Il riferimento era esclusivamente al modello di accoglienza diffusa e alla necessità di una distribuzione più equilibrata tra i 116 Comuni della provincia”. “Il Piano provinciale di redistribuzione – prosegue il comunicato – prevede il coinvolgimento progressivo di oltre 90 Comuni: il richiamo del sindaco era dunque riferito a una responsabilità istituzionale condivisa tra territori, non a una sollecitazione individuale, che sarebbe risultata bizzarra”. “L’amministrazione comunale conferma la disponibilità al confronto con Provincia e Comuni per assicurare una gestione trasparente, proporzionata e coerente con le capacità di ciascun territorio, fermo restando che Bolzano non può farsi carico di tutto il contesto”, conclude la nota della lista civica di Corrarati.

  • Questione di DNA

    Ad apprezzare le parole del sindaco – con qualsiasi interpretazione – è il consigliere di quartiere Maurizio Puglisi Ghizzi (Lega), esponente di CasaPound e tra gli organizzatori del corteo di “Remigrazione e Riconquista”: “Il sindaco ha invitato i partecipanti alla contromanifestazione a contribuire concretamente alla gestione dell’emergenza cittadina, accogliendo quelle persone che oggi a Bolzano non trovano posto né nelle strutture locali né nei territori limitrofi. Un passaggio che evidenzia come il problema esista e richieda soluzioni pratiche, non soltanto posizionamenti ideologici”. 

  • La manifestazione pro-remigrazione indetta da CasaPound: sabato 28 ha marciato da piazza Vittoria al centro storico di Bolzano. Foto: Seehauserfoto
  • Puglisi Ghizzi non è stato l’unico esponente della maggioranza di centrodestra in prima fila al raduno nazionale per la remigrazione: anche Massimo Trigolo e Alan Bondoni, sempre consiglieri di quartiere della Lega, hanno preso parte al corteo d’estrema destra. Intervistato dalla Rai regionale, il leader nazionale di CasaPound Luca Marsella ha specificato di voler “mandare a casa anche gli immigrati regolari perché c'è un discorso di manodopera a basso costo e di identità nazionale”.

  • Leghisti e CasaPound aprono la strada del corteo: in prima fila Massimo Trigolo (primo da sinistra) con Luca Marsella (terzo) e Maurizio Puglisi Ghizzi (quarto). Foto: R&R/Instagram
  • Questo mentre, attraverso i social, lo snodo bolzanino di CasaPound “Rockaforte” (frequentato anche dall’assessore comunale leghista Marco Caruso) risponde ai critici della remigrazione parlando di “storia e genetica che raccontano qualcosa di diverso” da un’Italia “miscuglio indistinto di popoli”,  e farneticando di “studi sul DNA antico” (anzi, “specifici aplogruppi del DNA”) e ovviamente di “sostituzione etnica” in Europa. Fratelli d’Italia, Lega e Manuel Nardo (Forza Italia) si sono astenuti in Consiglio comunale sulla condanna alla parola “remigrazione”, mentre i Freiheitlichen hanno attaccato più volte la SVP per la partecipazione al contro-corteo antifascista.