L’onda “antifa” batte la remigrazione
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Un’adesione gigantesca alla contro-manifestazione antifascista promossa nel capoluogo da settanta sigle della società civile sudtirolese – e sostenuta dai vertici della SVP e dai partiti del centrosinistra provinciale – in risposta al corteo pro-remigrazione di CasaPound indetto oggi a Bolzano. Sono oltre tremila le persone di ogni età e da ogni parte del Sudtirolo che hanno risposto alla chiamata antifascista, invadendo con cori, musica e striscioni le vie del quartiere Dodiciville, tra il viale della Stazione e la funivia del Renon.
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Non in pieno centro, dunque, dove invece si è svolto il corteo nero partito alle 16 – con un’ora di ritardo sulla tabella di marcia e una partecipazione al di sotto delle previsioni della vigilia. Da Piazza della Vittoria, circa quattrocento neofascisti (una gran parte da fuori Regione) si sono spinti fino in Piazza Domenicani, dove s'è tenuto un piccolo comizio tra molti tricolori e qualche bandiera biancorossa tirolese. La città è stata presidiata da un enorme dispiegamento di forze dell’ordine, con mezzi blindati ed elicotteri – anche per via della concomitante partita tra FC Südtirol e Venezia allo Stadio Druso.
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Il ritorno di Bonazza
I giornalisti non sono ben visti dalla piazza d’estrema destra. “Alto Adige, Corriere e SALTO non hanno pubblicato una parola dei nostri comunicati, sono complici di questa schifosa situazione, quindi non ci parlate” ordina ai suoi commilitoni il leader di CasaPound ed ex consigliere comunale Andrea Bonazza, al suo “ritorno in scena” dopo alcuni anni d’assenza in prima fila. “Guerra ai nemici della guerra” si legge sulle felpe in Piazza Vittoria – ma anche qualche scritta in tedesco a caratteri gotici, sinonimo della presenza di neonazisti sudtirolesi tra le fila dei manifestanti pro-remigrazione, che perlopiù intonano cori nazionalisti italiani.
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Inizialmente sono circa duecento le persone presenti, ma alla partenza del corteo raddoppiano di numero e l’estetica neofascista si fa ancora più evidente. “A casa devono andare, a casa loro” scandiscono durante il comizio improvvisato in Piazza Domenicani, “Bolzano merita questa manifestazione” spiega al microfono il consigliere di quartiere della Lega Maurizio Puglisi Ghizzi rispondendo al “suo” sindaco Claudio Corrarati. “La proposta di legge sulla remigrazione non è anticostituzionale, trovano le peggiori parole per definirla” prosegue ancora Puglisi Ghizzi in prima fila con l’altro consigliere di quartiere Massimo Trigolo, “eh, ma la forza lavoro?, ci chiedono i giornalisti. Sono degli schiavi che lavorano”.
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“Oggi siamo qui dopo i successi di Piacenza e Parma” aggiunge un esponente nazionale del Comitato Remigrazione e Riconquista, “per i cittadini italiani paganti che soffrono queste situazioni, come in questa piazza, con la mafia nigeriana che domina”. “Ai cittadini italiani e a quelli di cultura germanica, ai nostri padri che hanno dato il sangue per queste terre diciamo: procediamo insieme verso la remigrazione – aggiunge – fianco a fianco, giovani patrioti di questa terra”.
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A proposito d’informazione sgradita, momenti di tensione quando il giornalista della trasmissione tv “È sempre Cartabianca” Marco Sales (noto per essere stato più volte nel mirino di CasaPound per le sue inchieste sui neofascisti) s’avvicina al portavoce di CP Luca Marsella per porgli alcune domande. Marsella di tutta risposta gli porge insistentemente una rosa rossa e si forma un capannello di militanti. I partecipanti al corteo urlano “scemo! scemo! Ecco, scappa. Hai voluto un momento di gloria, bravo”. La polizia ha cercato di abbassare la tensione convincendo il giornalista a non proseguire oltre.
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Antifascismo trasversale ed euroregionale
La manifestazione antifascista è rumorosa e colorata, nonché la più partecipata in Alto Adige dopo il Pride del 2025, che diede il via a una lunga serie di piazze. Spicca la presenza annunciata del Landeshauptmann Arno Kompatscher: “Bisogna metterci la faccia per difendere i valori scritti nella Costituzione, presenti anche nel nostro accordo di governo” spiega il presidente della Provincia ai microfoni di RadioTandem, “sono contento ci siano così tante persone della società civile. Dicono che ‘parlano per il popolo’, ma questo è il popolo che difende i valori della Costituzione. Dobbiamo ricordarci la nostra storia: forse questi fatti ci rendono più consapevoli, i colleghi di coalizione hanno ribadito la distanza dalla legge sulla remigrazione anche se mi spiace non siano qui”, conclude il presidente.
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Nel corteo, il capogruppo della SVP Harald Stauder tiene lo striscione “BZ Antifascista” con le senatrici delle Autonomie Julia Unterberger (SVP) e Aurora Floridia (Verdi), i consiglieri provinciali Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Madeleine Rohrer (Verdi) e Sandro Repetto (PD). Presenti anche il consigliere provinciale del Team K Franz Ploner e il consigliere comunale della SVP Christoph Buratti, unico volto di spicco della maggioranza bolzanina. Nessun esponente del centrodestra – nemmeno il sindaco Corrarati – ha ritenuto di dover partecipato alla manifestazione, nonostante la presa di distanza dichiarata in Consiglio comunale.
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Tra gli interventi in testa al corteo, la sintesi più efficace (e in chiave euroregionale) arriva da un esponente del Centro Sociale Bruno di Trento, che ha aderito alla manifestazione così come gli Antifa di Innsbruck: “Siamo qui contro chi ci vuole fare ripiombare nei peggiori incubi del Novecento. Tutti i popoli dell’area trentino-tirolese sanno che i difensori dello Stato-Nazione sono contro tutte e tutti noi. Già una volta nella storia le classi dirigenti della nostra regione hanno pensato che si potessero fare accordi coi fascisti e nazisti – e che quelli del proprio gruppo logistico fossero amici. Non è così” spiega il membro del “Bruno” di Trento.
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“Il fascismo non è un’opinione: saremo sempre antifascisti” scandisce uno dei primi interventi in lingua tedesca, “siamo tantissimi, ben 70 organizzazioni, pacifiche e solidali”. “Lo dobbiamo alle partigiane e ai partigiani, alle migliaia di morti nel cimitero del Mediterraneo” dice al megafono Matteo De Checchi di Spazio77, “lo dobbiamo a chi continua ad attraversare le frontiere, e alle persone che verranno dopo di noi”. Il corteo, tra “Bella ciao” e brani antifa, si è poi concluso con una vera e propria street parade: musica techno e bassi al massimo hanno animato la folla, che ha ballato al ritmo del 4/4 lungo il viale della Stazione. All’ombra del centro commerciale Waltherpark, tantissimi giovani di tutti i gruppi linguistici hanno acceso la città – con un’energia che non si vedeva dal Pride dello scorso anno.
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