“No alla chiusura Monaco-Rosenheim”
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Il traffico torna a far discutere. Venerdì a Kufstein si sono incontrati i rappresentanti politici dei Verdi di Alto Adige, Austria e Germania per mobilitarsi contro la “valanga” di traffico di camion che si teme a causa della chiusura totale dei due binari ferroviari tra Monaco e Rosenheim, prevista dal 1° gennaio 2028 al 23 giugno 2028. La deputata al Bundestag Victoria Broßart e il deputato al Landtag bavarese Markus Büchler vogliono che un simile scenario da incubo per questo importante collegamento ferroviario internazionale non si verifichi affatto. La “cieca furia edilizia” deve lasciare il posto a una “soluzione intelligente” con almeno un binario percorribile. Alternativamente, si rischia il caos per i pendolari e uno spostamento del traffico merci sull’autostrada, già sovraccarica, che attraversa Baviera, Tirolo e Alto Adige.
La consigliera provinciale altoatesina Madeleine Rohrer si è detta delusa: a 1.000 giorni dall’accordo non si vedono risultati degni di nota. “Il presidente della Provincia di Bolzano Kompatscher e i suoi omologhi in Tirolo e Baviera sono bravissimi ad annunciare e pessimi a realizzare. Tutte le persone lungo l’autostrada aspettano un alleggerimento, che potrebbe arrivare dal sistema digitale di prenotazione SLOT, se fosse dotato di un limite massimo. Finora, tuttavia, non esiste nemmeno una bozza su cui discutere”, critica Rohrer. Come Mair, anche Rohrer mette in guardia dall’aumento di camion a sud del Brennero e osserva: “Le aziende che finora hanno puntato sulla ferrovia verrebbero messe con le spalle al muro da una chiusura totale. Basta immaginare cosa sarebbe successo se il ponte Lueg al Brennero fosse stato completamente chiuso: l’indignazione si sarebbe sentita immediatamente a Berlino e a Roma”, afferma Rohrer.
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Il portavoce regionale dei Verdi del Tirolo, Gebi Mair, mette in guardia dalle centinaia di camion che andrebbero ad aggiungersi ogni giorno ai molti che già circolano sull’autostrada della Valle dell’Inn e sollecita la Giunta regionale tirolese ad agire. “Il presidente Mattle deve avviare immediatamente negoziati con la Baviera, la Germania e la Deutsche Bahn per evitare la chiusura totale. Dobbiamo evitare che il trasporto merci su rotaia si fermi: il peso per i tirolesi diventerebbe ancora più insopportabile”, afferma Mair. Vista la strozzatura causata dai lavori di risanamento al ponte Lueg, se dalla Germania non dovesse arrivare alcuna apertura, il Tirolo si troverebbe costretto a contingentare significativamente i camion a Kufstein. “L’autostrada e i tirolesi non possono tollerare altro traffico pesante”, afferma Mair. Inoltre, esiste il serio rischio che le aziende decidano di passare stabilmente al trasporto su strada, visto che nei prossimi anni in Germania dovranno essere risanati numerosi tratti ferroviari.
La ripartizione modale del traffico merci tra strada e ferrovia in Tirolo, pari a 70:30, è sempre più sbilanciata. La ferrovia perde quote perché la strada apparentemente più “economica” si rivela più redditizia per gli spedizionieri. “Dobbiamo cambiare le condizioni di base e le regole del gioco: solo così si potrà invertire la tendenza”, ha affermato Elisabeth Götze, portavoce dei Verdi del Tirolo per i trasporti al Consiglio nazionale, spiegando la dichiarazione congiunta sul sistema SLOT, firmata a Kufstein nell’aprile 2023 da Baviera, Tirolo e Alto Adige. Si prevede l’introduzione di un sistema digitale di prenotazione (SLOT) per i mezzi pesanti, che dovrebbe determinare uno spostamento duraturo del traffico verso la ferrovia.
La deputata al Consiglio nazionale tirolese Elisabeth Götze ha inoltre chiamato in causa il livello nazionale, poiché le possibilità di contenere il traffico di transito sono tutt’altro che esaurite. “Il fatto che attraverso il Tirolo transitino 2,4 milioni di camion è dovuto anche al fatto che l’ÖVP continua ad aggrapparsi al privilegio del diesel, nonostante sia ormai dimostrato quali danni provochi”. Inoltre, l’SPÖ quest’anno non ha sfruttato appieno il livello dei pedaggi per i mezzi pesanti, e l’inasprimento degli standard sulla qualità dell’aria continua a farsi attendere. “Se solo il governo federale sfruttasse le possibilità esistenti, centinaia di migliaia di camion in meno attraverserebbero il Tirolo. Ma in caso di dubbio l’ÖVP preferisce rappresentare gli interessi della lobby degli autotrasportatori piuttosto che quelli delle persone sul territorio”, conclude Götze.
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