Poste italiane, cartellino giallo
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Il Consiglio provinciale ha approvato oggi (14 gennaio) la mozione “Rendere più attrattivo il servizio postale in Alto Adige”, presentata da Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) e cofirmata da Josef Noggler (SVP). Al centro la rinegoziazione della convenzione tra Provincia autonoma di Bolzano e Poste Italiane Spa, con l’obiettivo di rendere il lavoro alle Poste più competitivo sul territorio, intervenendo su organizzazione, orari e riconoscimenti economici. Il rinnovo dell’accordo è imminente mentre i disservizi sono da tempo un tema ricorrente tra cittadini e amministrazioni locali. Ritardi nella consegna dei quotidiani, recapiti irregolari delle lettere e uffici sotto organico continuano a “segnare l’esperienza quotidiana” con il servizio postale, nonostante un sostegno pubblico rilevante: dal 2009, ha spiegato Leiter Reber in aula, la Provincia copre i costi dei servizi di spedizione e consegna con circa 3,2 milioni di euro l’anno, a cui si aggiungono 7,8 milioni per servizi aggiuntivi (tra cui consegna giornaliera dei quotidiani, gestione del centro logistico di Bolzano e circa 100 cassette postali blu per l’internazionale). In totale, una spesa che supera gli 11 milioni annui.
Secondo il consigliere della Freie Fraktion, proprio la combinazione tra finanziamento pubblico e prestazioni spesso giudicate insufficienti rende necessario “comprare” maggiore capacità di incidere sull’organizzazione locale: se il territorio contribuisce economicamente, allora la convenzione deve poter prevedere assetti più aderenti alla realtà altoatesina, in particolare nelle aree rurali.
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Il nodo principale, in aula, è stato ricondotto alla carenza di personale. Leiter Reber ha sottolineato che per molte persone del posto l’impiego alle Poste “non è più attraente come un tempo”, anche perché sono cambiate le condizioni che in passato favorivano l’assunzione di lavoratori e lavoratrici locali: part-time e inizio mattutino, soluzione storicamente apprezzata soprattutto da donne e da agricoltori nelle zone periferiche, in grado di incastrare gli impegni familiari o aziendali. La consigliera Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha confermato tale lettura: il problema riguarderebbe soprattutto retribuzioni e orari, sempre più spostati verso il pomeriggio. Un adeguamento dei turni – ha osservato – non sarà semplice, ma si potrebbe intervenire su indennità e riconoscimenti economici. Paul Köllensperger (Team K) ha sostenuto la mozione evidenziando che Poste Italiane – società quotata in borsa – ha interessi forti su logistica e servizi finanziari, mentre la consegna delle lettere è meno redditizia e tende a essere gestita “al minimo indispensabile”. Se l’accordo non venisse più rinnovato, i servizi potrebbero ridursi ulteriormente; se invece si rinegozia, bisogna fissare paletti e correttivi locali, compresi quelli relativi ai centri di distribuzione e alla reale conoscenza delle lingue.
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Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sollevato il tema del bilinguismo, chiedendo verifiche più stringenti e penali in caso di inadempienze, e rilanciando l’idea – già evocata anche in passato – di un servizio postale provinciale. Dal lato del centrosinistra, Sandro Repetto (Partito Democratico) ha definito la convenzione la soluzione più realistica e ha espresso preoccupazione per l’ipotesi che la Provincia possa “prendere in carico” direttamente un servizio così complesso. Pronta la rassicurazione del presidente della Provincia Arno Kompatscher: il servizio universale postale resta competenza dello Stato, e un eventuale incarico diretto alla Provincia non c’è – “c’è stato un no chiaro”. La strada praticabile, quindi, è continuare con l’accordo, senza però accettare qualunque modifica: serve un risultato “accettabile”, soprattutto sugli orari. Kompatscher ha spiegato che lo slittamento dei turni è legato anche alla consegna dei pacchi (più redditizia per Poste) e che la Provincia cercherà di intervenire, fermo restando le difficoltà legate alla natura privatistica del soggetto. Il consigliere Leiter Reber, replicando, ha riconosciuto la posizione di debolezza al tavolo – Poste “conosce perfettamente” la situazione locale – ma ha rivendicato l’utilità del mandato del Consiglio provinciale per rafforzare la posizione negoziale della Giunta.
La mozione è stata votata per parti separate ed è passata con ampia convergenza: premesse approvate con 33 sì (unanimità), punto 1 con 34 sì (unanimità), punto 2 con l’aggiunta di un riferimento al bilinguismo con 28 sì e 6 astensioni. Ora la palla passa alla Giunta: la mozione la incarica di far inserire nella convenzione da rinegoziare orari e organizzazione adattabili alle esigenze altoatesine e delle zone rurali, per rendere più facile assumere personale in loco, riconoscimenti economici per qualifiche, prestazioni e flessibilità – con risorse da reperire nel bilancio provinciale – così da offrire stipendi più attrattivi nel settore postale in Alto Adige.
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