Next stop Waltherpark
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Davanti all'Università di Bolzano compare una fermata dell’autobus. Il mezzo arriva puntuale, vengono controllati i biglietti e le persone salgono a bordo. Non si tratta però di una linea urbana, ma di una performance artistica: un tour che conduce studenti e docenti dall’università al parcheggio del WaltherPark. Il progetto realizzato il 21 gennaio è firmato da Jonathan Coen, studente del nuovo master Critical Creative Practices di Unibz, e nasce come una riflessione sul concetto di privatizzazione dello spazio pubblico.
“Quando sono arrivato a Bolzano a settembre per studiare sono venuto a conoscenza della vicenda di WaltherPark ed pensato che ci fosse sicuramente una storia interessante da raccontare”, spiega lo studente. Una volta nato l’interesse, Coen ha iniziato ad informarsi anche attraverso SALTO. “Ho letto gli articoli di Martin Hanni su Waltherpark, scritti poco prima dell’inaugurazione, e mi sono piaciuti moltissimo per l’approccio ironico e critico”. Quando Coen ha scoperto anche che il giornalista non era stato ammesso alla conferenza stampa ufficiale, è nata l’idea della performance artistica. “Mi è sembrato un episodio significativo. Non tanto per il singolo caso, ma per ciò che racconta del rapporto tra il progetto e le voci critiche”.
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Il concetto prende la forma di una performance: una fermata costruita ad hoc, un van Volkswagen trasformato in autobus, biglietti stampati e distribuiti in università. Mercoledì 21 gennaio il progetto prende vita con corse ogni 20 minuti. Il percorso è sempre lo stesso: partenza dall’università, breve giro per Bolzano, ingresso nel parcheggio del WaltherPark, una sosta di nove minuti e mezzo, poi il ritorno. “Per sottolineare il contrasto tra spazio pubblico e spazio privato ho deciso di utilizzare i 10 minuti di permanenza gratuita nel parcheggio di Waltherpark per effettuare il tour senza dover pagare”.
In totale si sono svolte 13 corse, con circa 50 partecipanti tra studenti e professori. Durante il viaggio, all’interno del bus, è stato trasmesso un mixtape che alterna le letture dei testi di Martin Hanni alla musica dei Peachnoise, band punk sudtirolese degli anni '80. “Ci interessava creare un contrasto - spiega Coen - musica punk in un centro commerciale, con in mezzo una voce critica che lì non ha trovato spazio”. -
“Volevo che anche gli studenti potessero conoscere con una voce critica la storia di Waltherpak, che non è molto diffusa tra la popolazione studentesca. In più volevo usare un’auto visto che molti studenti non ce l’hanno e per me era importante che il progetto permettesse loro di attraversare quello spazio, anche solo per pochi minuti”. Anche l’impatto visivo fa parte dell’esperienza: il bus nero con scritte gialle e la fermata collocata davanti all’università creano una situazione riconoscibile, quasi ambigua, capace di attirare l’attenzione senza spiegarsi subito.
Il progetto, nato come azione temporanea e privata di Coen, è poi confluito nella mostra di fine semestre della Facoltà di Design e Arti GOG – Gäste Ospiti Guests, dove è stata presentata la documentazione completa: fotografie, testi esplicativi e un piccolo contributo editoriale che racconta il processo di sviluppo, dal design dei biglietti alla costruzione della fermata. Coen si dice soddisfatto del progetto e dell’adesione e sta valutando un secondo tour visto l’alto interesse per la proposta. Oggi, guardando al WaltherPark, sottolinea: “Dovrebbe essere un progetto per Bolzano. Ma dalla mia ricerca emerge un rapporto complesso con la città”.
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