“Giù le mani dalle Acciaierie”
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"Se Valbruna fosse una azienda di lingua tedesca il trattamento riservato dalla Provincia a questa azienda sarebbe stato diverso". A parlare, riassumendo un sentimento comune dei lavoratori delle Acciaierie Valbruna, che questa mattina hanno portato circa 1.500 persone lungo le strade del capoluogo, è un giovane metalmeccanico di Bolzano, che da anni lavora presso la sede di Via Volta. Cori, petardi e bandiere delle sigle sindacali Fim/Cisl, Fiom/Cgil, Uilm/Uil provinciali, hanno invaso la città dalla zona industriale fino al centro. Il corteo delle tute blu - a cui hanno aderito sia 400 lavoratori della sede vicentina di Valbruna sia gli operai di Aluminium Bozen, che hanno scioperato in gesto si solidarietà - è terminato in piazza Magnago, sotto la sede del palazzo del Consiglio provinciale.
"Se chiude la sede di Bolzano chiuderà anche quella veneta. Sono due realtà che si completano a vicenda"
Ricordando che nel 2025 Valbruna è giunta a 100 anni di attività, numerosi dipendenti hanno sottolineato come l'azienda sia in buona salute e offra buoni stipendi. "Siamo una famiglia e a lavoro non facciamo distinzioni tra chi è di Bolzano e chi arriva da altri Paesi europei o meno. La storia di questa azienda è lunga e non è frutto di un caso ma di impegno e stabilità", dice un dipendente. "Ho 22 anni e da due lavoro presso la sede di Vicenza. Vedo il mio futuro in questa azienda, ma se chiude la sede di Bolzano chiuderà anche quella veneta e così perderanno il posto di lavoro migliaia di persone. Sono due realtà che si completano a vicenda", aggiunge invece un altro giovane dipendente.
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"Viviamo in una situazione che ha dell'assurdo - sottolineano invece i rappresentanti sindacali - perché abbiamo portato sui tavoli del ministero, a Roma, dove di solito si va per le aziende in crisi, una realtà sana e stabile".
A fare da eco alle parole dei sindacalisti, ci sono quelle del deputato di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì: "A livello nazionale solitamente si scende in piazza per le imprese che hanno difficoltà economiche. Noi oggi, paradossalmente, siamo qui per manifestare per un'azienda in salute". Al corteo hanno preso parte anche militati di Lega e Forza Italia, nonché del centrosinistra, tra cui Verdi e Partito Democratico. Tra questi anche Juri Andriollo, che ha attaccato la Provincia, sottolineando come la vicenda sia stata gestita male fin dall'inizio: "Per dare certezze a questa realtà e ai lavoratori, che si trovano ad avere commissioni di medio e lungo termine, l'unica soluzione è la vendita del terreno da parte della Provincia".Per il futuro di Valbruna si prospettano infatti tre scenari. L'azienda siderurgica della famiglia Amenduni, che da 30 anni occupa i terreni della ex Falck, non ha intenzione di partecipare al bando provinciale da 150 milioni di euro che mette a gara il diritto di superficie per i prossimi 50 anni. Di conseguenza il bando, che scadrà il 15 gennaio, andrà deserto. A quel punto, la Provincia potrebbe pubblicare un nuovo bando, magari con una durata inferiore così da ridurne il valore, oppure aprire una trattativa diretta con gli Amenduni (cosa auspicata dall'azienda) o, persino, vendere i terreni, cedendo un asset strategico.
"Se vi state abituando ad avere in piazza, oltre ai mercatini di Natale, anche i metalmeccanici noi vi accontenteremo"
Il corteo ha proseguito per le strade del centro storico con fischietti, musica e frasi quali: "Non possiamo più aspettare, vogliamo lavorare", "Giù le mani da Valbruna" e "Valbruna non è un campo da frutti". Arrivati in Piazza Magnago, dove dal palco i sindacati hanno ricordato l'operaio morto oggi presso l'Ilva di Taranto, i rappresentanti sindacali hanno preso la parola e, rivolgendosi alla Giunta provinciale guidata dal Presidente Arno Kompatscher, hanno detto: "Se vi state abituando ad avere in piazza, oltre ai mercatini di Natale, anche i metalmeccanici noi vi accontenteremo. Siamo pronti a svolgere presìdi permanenti".
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Marco Bernardoni, di Fiom/Cgil, ha invece sottolineato: "Dai nostri politicanti abbiamo sentito dire che sono dalla parte dei lavoratori, ma se fosse vero noi non saremmo qui. Non siamo venuti per fare da stampella alla politica o alla azienda, ma per rivendicare i diritti dei lavoratori. Se c'è qualcuno che salverà le Acciaierie, sempre che ci riusciremo, non saranno i politici che faranno invece a gara per prendersi i meriti, ma i lavoratori che hanno fatto sacrifici e hanno avuto pazienza". Presente in piazza anche un delegato del sindaco di Vicenza, il consigliere comunale di una lista civica di centrosinistra Raffaele Colombara, che ha ricordato come la sua amministrazione comunale si sia schierata subito dalla parte di Valbruna e dei lavoratori.
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Hier eine stilistisch und…
Hier eine stilistisch und argumentativ geschärfte Fassung:
> Ein Artikel, der eine sachlich nicht gerechtfertigte nationalistische Behauptung ungeprüft reproduziert, entfaltet kaum journalistischen Mehrwert. Gerade auf Salto, das mit dem Anspruch antritt, differenzierte und faktenbasierte Debatten zu ermöglichen, ist das besonders enttäuschend.
Antwort auf Hier eine stilistisch und… von WerPram
Danke! Unterschreibe ich.
Danke! Unterschreibe ich.
Die Stahlwerke sind vom…
Die Stahlwerke sind vom damals faschistischen Staat nach Bozen gebracht worden. Daher sollten sich die Arbeiter an ihren postfaschistischen Staat und nicht an die nur teilweise postfaschistische Landesregierung wenden, wenn sie um ihre Arbeitsplätze fürchten.
Antwort auf Die Stahlwerke sind vom… von Hartmuth Staffler
Von der eigenen warmen…
Von der eigenen warmen Ofenbank, inklusive monatlicher INPS Überweisung, lässt es sich leicht gescheit daher schreiben. Die eigene Existenz bzw. das eigene Auskommen und das vieler Familien steht ja nicht auf dem Spiel. 2025 ist doch vollkommen egal wie die Stahlwerke einst nach Bozen gekommen sind. Fakt ist, dass der Betrieb vielen Menschen Arbeit gibt, Steuern und Sozialabgaben bezahlt und NICHT marode oder defizitär ist. Ich jedenfalls verstehe den Einsatz der Beschäftigten für ihre Zukunft und unterstütze die Anliegen.
Antwort auf Von der eigenen warmen… von Cicero
Es ist nicht egal, wie die…
Es ist nicht egal, wie die Stahlwerke nach Bozen gekommen sind. Wer dafür gesorgt hat, und das ist nun einmal der italienische Staat, muss auch die Verantwortung dafür übernehmen. Die Arbeiter haben ein Recht darauf, dass ihre Existenz gesichert wird. Sie sind das unschuldige Bauernopfer in diesem politischen Schachspiel.
Antwort auf Es ist nicht egal, wie die… von Hartmuth Staffler
Würden Sie bei Rheinmetall…
Würden Sie bei Rheinmetall auch darauf hinweisen, dass der Betrieb früher als Hermann Göring Werke bekannt war?
Antwort auf Würden Sie bei Rheinmetall… von Ludwig Thoma
Ich sehe da zwar keinen…
Ich sehe da zwar keinen Zusammenhang, aber selbstverständlich darf keine Unternehmensgeschichte verschwiegen werden. In unserem Fall geht es nicht um einen Namen, sondern darum, wer den Beschluss gefasst hat, den Unternehmer und faschistischen Senator Giorgio Enrico Falck zur Eröffnung eines Stahlwerkes in Bozen zu drängen. Die Familie Falck (der Sohn des faschistischen Senators Giorgio Enrico Falck, Enrico Falck, war übrigens ein überzeugten Antifaschist) hat schon lange mit dem Bozner Stahlwerk nichts mehr zu tun. Die Verantwortung für die wirtschaftlich unsinnige und nur politisch bedingte Standortwahl Bozen liegt aber in Rom und nicht bei der Südtiroler Landesregierung, die jetzt von verschiedenen Seiten, sowohl von den Gewerkschaften als auch von den rechtsextremen Koalitionspartnern der SVP, zur Verantwortung gezogen wird.
Antwort auf Ich sehe da zwar keinen… von Hartmuth Staffler
Nach dieser Logik könnte…
Nach dieser Logik könnte sich Österreich einen Teil seiner Autobahnen von Deutschland instandhalten lassen.
Antwort auf Nach dieser Logik könnte… von Ludwig Thoma
Das ist ihre seltsame Logik,…
Das ist ihre seltsame Logik, nicht meine.
Antwort auf Würden Sie bei Rheinmetall… von Ludwig Thoma
Dazu haben Sie sicherlich…
Dazu haben Sie sicherlich eine Quelle?
Meines Wissens stimmt Ihre Aussage nicht.
Antwort auf Dazu haben Sie sicherlich… von Peter Gasser
Wenn das Ihres Wissens nicht…
Wenn das Ihres Wissens nicht stimmt, dann wird auch eine Quellenangabe meinerseits nicht viel bringen.
Antwort auf Wenn das Ihres Wissens nicht… von Ludwig Thoma
nun denn: es stimmt nicht,…
nun denn: es stimmt nicht, es ist eine falsche Behauptung.
Die Hermann-GöringxWerke, das waren andere.
Haben Sie nun eine Quelle, oder wollen Sie weiter nur, so meine ich, rhetorisch herumtricksen?
Mein Gott, Sie sind sicher kein Jurist, auch wenn Sie dies gerne ANONYM behaupten.
ANONYM behaupten kann man ja alles, auch das (falsch) mit den Göringwerken.
Antwort auf nun denn: es stimmt nicht,… von Peter Gasser
Hallo Herr Gasser, genau das…
Hallo Herr Gasser, genau das meinte ich. Es bringt einfach nichts.
Trotzdem: Wenn Sie bei Google "Rheinmetall Hermann Göring Werke" eingeben, bringt (jedenfalls bei mir) die KI-Zusammenfassung folgendes:
"Die „Hermann Göring Werke“ waren keine eigenständige Firma, sondern eine Bezeichnung für die mit der
Reichswerke Hermann Göring AG verbundenen Industrieanlagen, die vor allem im Zweiten Weltkrieg eine massive Rüstungsproduktion für Nazi-Deutschland betrieben, und Rheinmetall war ein wichtiger Teil davon, besonders im Bereich Waffenproduktion und Munition, wobei die Werke später in die Rheinmetall-Borsig AG integriert wurden und eine komplexe Geschichte der Verflechtung und Übernahmen im NS-Regime aufweisen."
...
Integration: Rheinmetall (Rheinische Metallwaaren- und Maschinenfabrik) wurde in die neuen Strukturen der „Hermann Göring Werke“ eingegliedert, was die Kapazitäten für Waffenproduktion, insbesondere Artilleriemunition und Panzerabwehrwaffen, stark ausbaute.
Rheinmetall-Borsig AG: Durch die Übernahme der Borsig Werke (einem weiteren großen Rüstungskonzern) durch die Göring-Werke entstand 1938 die Rheinmetall-Borsig AG, die zentrale Produktionsstätte für viele wichtige Waffen des Zweiten Weltkriegs.
.....
Kurz gesagt: Rheinmetall war ein zentraler Bestandteil der Rüstungsanstrengungen der „Hermann Göring Werke“ während des Zweiten Weltkriegs, was in der Bildung der Rheinmetall-Borsig AG gipfelte.
Auf der Seite von Rheinmetall steht unter "Aktiengeschichte"
"1938 gehen die Aktien an die Reichswerke Aktiengesellschaft für Erzbergbau und Eisenhütten „Hermann Göring“, 1943 an die reichs-, später bundeseigene Bank der Deutschen Luftfahrt AG über."
Aber für Sie mag das alles nicht stimmen, genau so wie Sie ganz bestimmt wissen, was ich nicht bin und wie ich nicht heiße.
Warum triggert Sie das mit den Göringwerken so? Sind Sie Rheinmetallaktionär und verdienen als solcher am (Ukraine-)Krieg?
Herr Staffler, mit dieser…
Herr Staffler, mit dieser Aussage leisten Sie einen weiteren Beitrag zur Ethnisierung dieses Falls.
Antwort auf Herr Staffler, mit dieser… von WerPram
Es handelt sich nicht um ein…
Es handelt sich nicht um ein ethnisches, sondern um ein rein politisches Problem. Leider gibt es bei uns Leute, die aus jedem politischen Problem sofort ein ethnisches Problem machen wollen.
Ist dieses Stahlwerk eine…
Ist dieses Stahlwerk eine moderne Anlage oder eine veraltete Dreckschleuder?
... in Bozen mit -a n g e s…
... in Bozen mit -a n g e s c h l e p p t e n- ROHSTOFFEN + ...? ENERGIE einen Spezial-Stahl zu erzeugen, der irgendwo wieder mit teurer Umwelt-schädlicher Energie für die weitere Verarbeitung wieder erhitzt werden muss, ist ... ...???