L’assessore alla remigrazione
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“Facciamo abbastanza, quando sentiamo parlare di ‘remigrazione’, che vuol dire ‘deportazione’? In troppi tendono oggi a dare la colpa di tutto ciò che non piace a un determinato gruppo, a determinate persone. Non dimentichiamo che lo sterminio iniziò così”. Parole dure, quelle pronunciate pochi giorni fa dal Presidente della Provincia Arno Kompatscher (SVP) durante la commemorazione ufficiale al muro del lager di Bolzano, in occasione della “Giornata della memoria”. Un duro affondo contro chi, anche in Sudtirolo, parla di “remigrazione”, il termine diventato caro all'estrema destra in Europa per sostenere l’espulsione forzata di tutte le persone straniere ritenute “problematiche”.
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“La cornice politica che tiene unito il centrodestra non prevede la parola remigrazione: ho chiesto alla Lega di essere garante di questo”, spiegò a novembre il sindaco di Bolzano Claudio Corrarati (centrodestra) interpellato sull’argomento da SALTO. Eppure nella città capoluogo dell’Alto Adige, il partito di Kompatscher e il sindaco Corrarati siedono in Giunta comunale proprio con chi non solo appoggia ma addirittura promuove la campagna politica pro-remigrazione. A partire proprio dalla Lega e dall’assessore comunale all’ambiente Marco Caruso, seppure – analogamente ai suoi colleghi nell’esecutivo municipale – abbia tenuto un profilo molto basso nei primi mesi di consigliatura del centrodestra.
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Caruso ha firmato la proposta di legge d’iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”, che ha appena superato sulla piattaforma del Ministero della Giustizia le 50mila firme necessarie per poter essere presentata in Parlamento. “Io stesso ho firmato online, convintamente, sono tra quelli che hanno contribuito al raggiungimento delle firme in 24 ore” spiega l’assessore Caruso a SALTO, criticando l’intervento di Kompatscher: “Ha strumentalizzato la cosa, bisogna andare a leggere esattamente cosa c'è scritto dentro. Anche paesi non governati dalla destra, come la Danimarca, stanno puntando sulla remigrazione, far andare via chi è qui per delinquere. La frase di Kompatscher che ha accostato nel Giorno della memoria la parola remigrazione a quanto successo agli ebrei non c’azzeccava proprio per niente. È stata una forzatura, un brutto esempio”. Detto questo, riguardo alla proposta di legge sottoscritta da Caruso, “ogni associazione in Italia è libera di fare le proprie proposte e mi sembra che questa proposta sia in linea con tutte le leggi”.
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Il Comitato, la Lega e Vannacci
La proposta di legge doveva essere presentata ufficialmente alla Camera dei Deputati dal Comitato Remigrazione e Riconquista, rappresentato da quattro esponenti della destra extraparlamentare – il portavoce di CasaPound Luca Marsella, l’esponente del gruppo neonazista Veneto Fronte Skinheads Ivan Sogari, l’ex membro di Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti –, ma la conferenza stampa è stata annullata dopo le forti proteste delle opposizioni. A promuoverla era stato il deputato della Lega Domenico Furgiuele, che dovrebbe seguire l’europarlamentare ed ex generale Roberto Vannacci (già autore del libro Il mondo al contrario) appena fuoriuscito dal Carroccio per fondare un nuovo partito di destra con la “remigrazione” come nuova parola d’ordine.
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Qualche leghista seguirà Vannacci in Sudtirolo? “Sono referente della Lega per gli enti locali a livello provinciale e posso dire che da noi non avrà alcuna ripercussione” risponde Caruso alla domanda posta da SALTO, ma “ci dispiace che se ne sia andato, sono deluso perché aveva dato la parola – anch’io ero presente – di restare nella Lega. Rinnoviamo la fiducia nel nostro segretario Matteo Salvini: la forza della Lega sono i militanti e i tesserati, non queste personalità”.
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Caruso & CasaPound
Lo snodo bolzanino del Comitato “Remigrazione e Riconquista” è la sede di CasaPound, ovvero lo “Spazio identitario Rockaforte”, il garage di Via Cesare Battisti nelle cui vicinanze avvenne nel 2016 il pestaggio per il quale fu condannato in via definitiva per lesioni personali l’esponente di CasaPound Davide Brancaglion. Pure dopo essere diventato assessore della Giunta Corrarati, Caruso frequenta la sede bolzanina di CasaPound “alla luce del sole” – anche se di sole, nello scantinato, ne batte assai poco. Lo dimostrano le foto postate negli ultimi mesi dal collega di partito e consigliere di quartiere a Don Bosco Maurizio Puglisi Ghizzi, già candidato sindaco e consigliere comunale di CasaPound, al cui fianco marciò un anno fa alla fiaccolata in ricordo delle foibe il vicepresidente della Provincia Marco Galateo (Fratelli d’Italia).
Dietro al Comitato “Remigrazione e Riconquista” si cela il movimento neofascista di CasaPound. Nella cui sede entra anche l’assessore leghista Marco Caruso: “Non ne faccio un mistero, non me ne vergogno”.
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“CasaPound è un’associazione, qualsiasi persona può iscriversi” puntualizza Caruso a SALTO. Ma è iscritto? “No, sono iscritto solo alla Lega”. Nello spazio Rockaforte, sede del movimento, l’assessore ammette di esserci stato, “non ne faccio un mistero anche perché non me ne vergogno”. Marco Caruso ha, in effetti, un passata militanza nell'estrema destra altoatesina: come dichiarò nel 2015 l’allora consigliere comunale di CasaPound Andrea Bonazza, “uno degli eletti di Unitalia è un nostro caro amico (Caruso, ndr), un ragazzo che è cresciuto con noi e che viene dalla scuola politica di CasaPound, quindi gli facciamo gli auguri”.
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Gli spazi di CasaPound in via Cesare Battisti sono un ricettacolo di simboli del fascismo: sul soffitto sono appese le bandiere del Partito Fascista (con il simbolo del fascio littorio su sfondo nero) e della Repubblica Sociale Italiana, la bandiera del “sole nascente” giapponese della seconda guerra mondiale, quella della divisione San Marco, la bandiera di Fiume, il gladio degli Arditi nonché il logo della falange spagnola e, alle pareti, alcune riproduzioni del bassorilievo di Piffrader in piazza Tribunale a Bolzano.
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Nelle immagini dello spazio si riconosce infine una libreria che riprende l’architettura del “Palazzo della Civiltà italiana” all‘EUR a Roma, sul cui frontone campeggia la famosa scritta “un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”. La frase è estratta dal discorso pronunciato il 2 ottobre 1935 da Benito Mussolini, nel quale il duce annunciò che l’Italia era in guerra con l’Etiopia: un concentrato di tutte le più importanti argomentazioni fasciste, dalla volontà di riscattare la disfatta di Adua sino alla cosiddetta “vittoria mutilata”. “Ed è contro questo popolo, al quale l’umanità deve talune delle sue più grandi conquiste, ed è contro questo popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di navigatori, di trasmigratori, è contro questo popolo che si osa parlare di sanzioni”, disse Mussolini.
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Tra i consiglieri di quartiere eletti dalla Lega nel 2025 a Bolzano, assieme a Puglisi Ghizzi, ci sono altri due in “quota CasaPound”: Massimo Trigolo a Oltrisarco-Aslago e Alan Bondoni a Europa-Novacella, a loro volta frequentatori della spazio Rockaforte. Trigolo e Puglisi Ghizzi sono i due rappresentanti istituzionali locali che aderiscono al Comitato “Remigrazione e Riconquista” – e ne condividono assiduamente i post sui loro profili social. Lo scorso 4 novembre, per celebrare la “vittoria italiana” nella prima guerra mondiale, il Comitato aveva tappezzato la città di Bolzano con bandiere tricolori.
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La manifestazione del 28 febbraio
Nella giornata di oggi, il Comitato ha annunciato una manifestazione nazionale proprio a Bolzano, il 28 febbraio alle ore 15 in piazza Vittoria. Nell’annuncio ufficiale, “rivolto a tutta la cittadinanza sia di lingua italiana sia di lingua tedesca”, si legge come “Bolzano, città bilingue di oltre centomila abitanti, è stata a lungo considerata un’isola felice. Tuttavia negli ultimi anni anche il capoluogo altoatesino è stato investito dalle conseguenze di una gestione fallimentare dei flussi migratori: fenomeni di degrado urbano, criminalità, violenza e allarme sicurezza. La sua posizione di confine con l’Austria ha inoltre contribuito, negli anni delle precedenti amministrazioni, a trasformarla in un punto di approdo per centinaia di immigrati”, scrivono i promotori del corteo. Voci non confermate parlano di una possibile partecipazione di Vannacci.
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“La rete di estrema destra cui è stato impedito l’accesso alla Camera per presentare la proposta di legge sulla cosiddetta ‘remigrazione’ ha annunciato una manifestazione a Bolzano. Non ci può essere tolleranza alcuna per manifestazioni che incitano alla deportazione etnica” dichiara la Presidente del Gruppo per le Autonomie Julia Unterberger (SVP). “Si tratta di un’idea nata nella galassia dell’estrema destra austriaca e tedesca, con Martin Sellner come principale ideologo, che punta a espellere dal territorio nazionale tutti gli stranieri, inclusi coloro che possiedono un regolare permesso di soggiorno o hanno già acquisito la cittadinanza – scrive la senatrice Unterberger – queste folli idee sono state trasformate in Italia in un disegno di legge di iniziativa popolare promosso da ambienti neofascisti. Basti pensare che, secondo l’articolo 7 del testo depositato, persino i nostri nonni nati sotto l’Impero austro-ungarico e poi naturalizzati italiani sarebbero potuti essere espulsi dal Sudtirolo”, aggiunge Unterberger.
“La manifestazione di Bolzano non va autorizzata. Non è libertà di espressione, ma un atto di intolleranza xenofoba da parte di chi vuole riportare l’Italia ai tempi delle leggi razziali del 1938”, conclude la esponente della Südtiroler Volkspartei. Chissà se i colleghi del partito di raccolta della minoranza tedesca e ladina, in maggioranza col centrodestra a Bolzano, manderanno lo stesso messaggio ai propri alleati di governo.
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