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Il Busoni guarda avanti

Presentata la 65° edizione del Concorso, tra formule consolidate e belle novità.
Busoni
Foto: Busoni
  • Alla sua 65° edizione, il Concorso Busoni può vantarsi di avere una bella età e tanta storia alle spalle. Al passato si guarda con grande rispetto; ma il management del concorso ha gli occhi rivolti al futuro, in equilibrio tra formule consolidate e novità presentate nella conferenza stampa che ieri ha il dato il via alle Semifinali solistiche, prima tappa della selezione che porterà alla Finalissima del 7 settembre.
     

    Per i concorrenti, tra le novità ci sono due premi speciali in più...

  • Foto: Anna Cerrato

    Consueta carrellata di autorità e sponsor, che plaudono all’organizzazione e al suo dinamismo. “Chi non cresce sparisce”, tuona Kainrath, aggiungendo più morbidamente che la crescita deve essere comunque sostenibile. Che poi bisogna vedere cosa si intende per “crescere”: certo non “aumentare” (i numeri degli aspiranti concorrenti è già altissimo, e la struttura delle prove è ideale nel suo fare sintesi dell’arte pianistica); piuttosto, “migliorare”, ovvero offrire sempre di più a chi al Busoni suona, arrivando a Bolzano da tutto il mondo, e a chi il Busoni lo ascolta. Ma anche a quei bolzanini che il Busoni forse lo conoscono, forse no, e per vari motivi ne restano lontani: portare la musica alla città e la città alla musica attraverso le Gallerie dei Talenti, che anche quest’anno tornano con le esibizioni di studenti di pianoforte nei luoghi del commercio cittadino; attraverso incontri divulgativi con membri della giuria, manager musicali, direttori d’orchestra (Talk&More, al Chiostro dei Domenicani nel pomeriggio del 2, 3 e 4 settembre) ma soprattutto con la vera novità di quest’anno, di cui si fregia il neo Sindaco Corrarati: un’iniziativa davvero nazional popolare che permetterà a tutti di seguire le prove solistiche (quindi fino a domenica 31) su maxischermo in alcune delle piazze principali della città.

  • Foto: Getty Images

    Per i concorrenti, tra le novità ci sono due premi speciali in più: il Premio Pollini, dedicato alla memoria del grande pianista milanese recentemente scomparso e istituito in collaborazione con Milano Musica, e il Premio Chopin, in collaborazione con il Fryderyk Chopin Institute. In più l’edizione 2025 inaugura un nuovo progetto di mentoring, “Meet the conductor”, che offrirà al vincitore la possibilità di audizioni con direttori del calibro di Manfred Honeck, Gianandrea Noseda, Daniel Harding. Da cosa nasce cosa, e anche questa iniziativa in fondo rientra nel “fare rete” e coltivare solide relazioni, sempre una ricchezza nel nostro mondo liquido e social.
    Intanto, il Busoni è partito. Ieri a sciogliere il ghiaccio e a tingere del bianco e nero dei tasti il magenta imperante del concorso è stato il cinese Yang Jack Gao, primo di una serie di connazionali che si sono succeduti tra la mattina e il pomeriggio: il suo Skrjabin (Seconda Sonata), suono sognante e rapide volatine, ha battezzato il concorso. Il livello della giornata da un punto di vista tecnico è stato indubbiamente alto: del resto, se sono arrivati fino a qua, è perché questi pianisti sono tecnicamente maturi, senza lacune e con rarissime incertezze. Altrimenti, non avrebbero superato la terribile selezione: gli aspiranti concorrenti erano 648, in 120 sono stati selezionati per il Glocal Piano Project che si è svolto l’anno scorso nelle sedi Steinway di tutto il mondo e adesso sono in 34 a giocarsi tutto. Ciò che può portarli alla vittoria, è proprio saper andare oltre alla tecnica, oltre alla precisione, che si da ormai per scontata. Come? Lo ha ribadito Sir David Pountney, Presidente di Giuria: regista teatrale e direttore artistico, è l’unico della giuria del Busoni a non essere pianista. A lui il compito di guidare i colleghi e le colleghe alla ricerca dell’eccellenza: come in tutti i linguaggi artistici, anche “del pianoforte bisogna conoscere sintassi, grammatica, vocabolario. Ma ciò che conta alla fine è quello che vuoi dire.”

  • Foto: Busoni
  • Le prove solistiche si svolgono fino al 31 agosto all’Auditorium Haydn. Dal 2 al 4 settembre la finale di musica da camera vedrà i sei concorrenti che hanno superato le prime due prove affiancati dal Simply Quartet, mentre i tre migliori si affronteranno nella Finalissima domenica 7 settembre alle 10 al Teatro Comunale con l’Orchestra Haydn diretta da George Pehlivanian. 

     

  • Il concorso si può anche seguire in streaming sul sito www.busoni-mahler.eu