Politik | la polemica

Scuola: le multe fanno ridere i polli?

L'asseora Ramoser e il vicesindaco Walcher si prendono gioco di Vettorato. Per entrambi l'unica soluzione è l'espulsione dei bimbi di famiglie italiane non collaborative
Galline
Foto: upi

L'SVP, in particolare quella cittadina, è sull’orlo di una crisi di nervi. L’unico tema su cui sta facendo campagna elettorale, l’invasione di italiani (e in misura minore, di stranieri) nelle scuole tedesche, non sta per ora trovando la soluzione spettacolare auspicata dai pasdaran dell’involuzione. L’atteggiamento è simile a quello sulla questione lupo: si vuole semplicemente la testa mozzata della belva da sbattere sulla prima pagina del Dolomiten. Non esistono soluzioni intermedie. Si vuole cioè l’espulsione dalle scuole tedesche dei bimbi invasori le cui famiglie non sono collaborative: tutti in piedi sugli spalti del Colosseo a fare il pollice verso. Ave Caesar, morituri te salutant. Questo è il clima.

Il Dolomiten di oggi contiene molti spunti che fanno capire che la sintesi appena fatta non è per nulla esagerata. Gli assessori leghisti, ed in particolare Giuliano Vettorato, portato su un palmo di mano dal pianeta Athesia da almeno 4 anni e mezzo, sono finiti letteralmente sulla graticola per avere finora osteggiato l’idea del ricorso alla commissione paritetica prevista dallo Statuto di autonomia. L’assessora Ramoser è arrivata a dire – e il quotidiano l’ha riportato paro paro – che la proposta di Vettorato di dare delle multe, invece che prevedere le espulsioni, “fa ridere i polli”. Proprio così. Fa ridere i polli. A stretto giro Vettorato replica: "Se le sanzioni fanno ridere i polli, nel 2023 le esclusioni fanno semplicemente rabbrividire. Questo è il primo passo. Poi chi vogliamo escludere? E qui mi fermo".

Achammer contraddice poi Kompatscher dicendo che per lui la questione della commissione è ancora sul tavolo. "Devono esserci conseguenze per chi si rifiuta di fare qualcosa, come la commissione mista. Se i bambini sono più a loro agio nell'ambiente italiano, dovrebbero frequentare la scuola italiana. Le multe fanno ridere. Tutti le pagherebbero, ma il bambino non viene aiutato", dice Ramoser al quotidiano della famiglia Ebner.
"La scuola non serve per incassare le multe, ma perché i bambini possano imparare nella loro lingua madre", aggiunge, sempre sul Dolomiten, il vicesindaco di Bolzano Luis Walcher alla disperata ricerca di consensi elettorali per abbandonare il Municipio. E poi aggiunge frasi che fanno sembrare moderate le parole dell’assessora. “Non bisogna nascondersi dietro gli stranieri. I genitori italiani che non sanno né vogliono imparare il tedesco, ma che mettono i loro figli in una scuola tedesca per avere un futuro migliore, sono il problema più grande. Invece di essere arrabbiato, Vettorato dovrebbe chiedersi perché così tanti vogliono andare nelle scuole tedesche. Forse perché lì le cose vanno meglio".