Io ci sarò

Vorrei che tutti sapessero che, ora come ora, trattate come siamo state trattate per due lunghi anni della nostra vita, non si può pretendere che pensiamo in avanti, oltre... non ora.
Noi siamo sotto shock.
Per il modo scorretto con cui è successo tutto. Più che per la chiusura. Umiliante. Diffamante. Per il fatto di venirlo a sapere solo perché ho acceso la radio.
Si potevano fare grandi progetti. Con Bressanone. Unire il primariato. Ruotare. Si potevano fare bei progetti per il futuro.
Abbiamo sempre sostenuto che chiudere non è la soluzione. Ottimizzare. Sfruttare al meglio le risorse nel comprensorio certo che si può. Se si vuole.
Ora vogliono tutti venire a parlarci? Dirigenti di Bressanone mai visti. Addirittura l'assesora? Ora? Hanno proposto al primario di 'prendere' anche (!) Bressanone qualche settimana fa dopo le dimissioni del primario lì. E sì. Noi abbiamo anche visto una possibilità. Wow, che assistenza ostetrica ottimale che potevamo costruire insieme a Bressanone.
Lì ci sono un sacco di colleghe in gambissima (i medici non li conosco).
Insomma lo sappiamo. Che il problema sono le assicurazioni che non coprono certe situazioni non fisiologiche al 100% anche se scelte dalle donne. Beh. Che dire. Se non ci fossero le gare tra le strutture per il numero parti. Se davvero ad ogni donna si consigliasse il meglio senza ignorare le evidenze. Il meglio per la sua situazione.
Ecco, i podalici, i vbac (parto naturale dopo un cesareo, ndr) a Bressanone si potevano fare.
E chiedo: se a Vipiteno ci fosse solo fisiologia? Ho letto poco fa in un gruppo su internet nel quale interagisce Serena Donati dell'ISS Pietro Puzzi dell'associazione Andria scrivere: forse va rivisto il decreto se devono chiudere delle realtà importanti (ha menzionato anche Vipiteno). Sappiamo che in Svizzera e in Germania da qualche parte stanno riaprendo i piccoli punti nascita.
Ho scritto forse una settimana fa un post nel quale dicevo che a Roma devono solo chiedere tempo i nostri politici. Per fare un progetto con le colleghe di Bressanone. Col primario. Insomma noi insieme che lì ci lavoriamo.
Chiudere non è la soluzione ottimale. Ne sono sicura al 100%. Ottimizzare sì. Forse anche creare un centro madre bambino con pronto soccorso emozionale. Sappiamo che le donne hanno bisogno di noi. E noi vorremmo costruire.
Ma non chiudendo. Ora parlano in radio. Lei. Martha Stocker del Hebammenkreissaal. Ecco. C'è in collegio e tra di noi professioniste, in realtà, chi in questa direzione vuole andare da un sacco di tempo. Tra l'altro a Vipiteno abbiamo quasi solo fisiologia e siamo praticamente Hebammenkreissaal. Ma anche quando lavoravo a Bolzano noi ostetriche avevamo molta autonomia. Ora servono tutti quei medici sempre? Ovunque? In ogni situazione? Se solo ogni tanto ci ascoltassero... abbiamo un primario (o avevamo? A breve, Chi lo sa) che è abilitato a insegnare. E chiede di poterlo fare da quando è qui. Forse ora c'era qualche medico in più se si sfruttavano le buone risorse che in azienda ci sono. C'erano?
Potremmo noi ostetriche e professionisti costruire il futuro migliore per le donne. Noi che ci lavoriamo e sappiamo. Non qualche commissione che scrive protocolli prima di decisioni importanti. A me queste cose, i modi, il fatto che loro distruggono realtà costruite negli anni. Team funzionanti. Motivazione e voglia di creare di molti di noi. A me fanno paura queste cose. Pensando al futuro. Che sistema è questo? Che rappresentanti abbiamo? Che ci fanno sapere attraverso la radio che ci chiudono e poi ci vorrebbero vedere per costruire Bressanone tre giorni dopo...
Purtroppo chi ci rimette sono le donne i bambini e gli uomini.
E noi che eravamo motivati e avevamo anche voglia di costruire. Insieme.
Fa solo tanto male tutto questo sistema.
Io oggi vado a Vipiteno alla manifestazione a dire No! Così no!
Daiana Foppa lavora come ostetrica nell'ospedale di Vipiteno dal 2008. Precedentemente, in Provincia, è stata impiegata anche nel comprensorio sanitario di Bolzano dal 2002 al 2008.