Politik | Gastbeitrag

La politica dello struzzo

Dopo la lettera aperta dell’ex primario Elio Dellantonio sulla questione dei patentini falsificati, pubblichiamo un commento del costituzionalista Francesco Palermo.
Zweisprachigkeit
Foto: Suedtirol Foto/Othmar Seehauser
  • Elio Dellantonio mette il dito in una piaga. Una piaga nota, di cui non si parla perché la cura rischia di essere peggiore del male. È sui presupposti più che sul problema in sé che ci si dovrebbe concentrare. I presupposti sono quelli di una società ingabbiata nella separazione tra i gruppi linguistici, che prova con le migliori intenzioni a superare le rigidità di un sistema costruito su una realtà che non esiste più. Al netto di alcuni professionisti della contrapposizione, che però devono cercare nuovi bersagli (gli stranieri, rigorosamente provenienti da sud e catalogati in base a pigmentazione cutanea e reddito) perché sui rapporti tra gruppi linguistici ormai non si prendono più voti.

     

    Lo struzzo viene accusato di pusillanimità, ma spesso ci si dimentica di chiedersi se il povero pennuto abbia qualche possibilità reale di combattere il pericolo che incombe.

     

    Le migliori intenzioni sono quelle di una tendenziale moratoria dei temi etnici nel processo politico (prevista negli accordi di giunta e faticosamente rispettata, salvo qualche scivolone), che si riflette in una rimozione di questi temi anche sul piano della vita quotidiana – o forse riflette nel dibattito politico questa rimozione già presente nel quotidiano. Siccome non esiste la soluzione perfetta, nel complesso si tratta del minore dei mali: lo struzzo viene accusato di pusillanimità quando nasconde la testa sotto la sabbia, ma spesso ci si dimentica di chiedersi se il povero pennuto abbia qualche possibilità reale di combattere il pericolo che incombe. Se non ce l’ha – come al momento non ce l’ha la politica locale – la testa nella sabbia è meglio che affrontare un branco di elefanti senza poterli contrastare.

  • Il costituzionalista Francesco Palermo Foto: EURAC Research
  • Nel caso della sanità la conclusione cristallina di Dellantonio è: se non si riesce a garantire la presenza capillare di personale bilingue (dialetto compreso), “o si rinuncia ai medici o si rinuncia al patentino obbligatorio”. Ma rinunciare ai medici non si può, e rinunciare al patentino obbligatorio significherebbe toccare le fondamenta del sistema e riattizzare il conflitto etnico, perché il personale in questione è in gran parte italiano o (perfino!) straniero, e sarebbe un invito a nozze per i professionisti della contrapposizione di cui sopra. E non basterebbero le “misure straordinarie” invocate: anche a parità di salario (con quali fondi?), siamo sicuri che un medico preferisca lavorare in Alto Adige piuttosto che a Vienna o Berlino? O anche a Milano o Verona, dove si guadagna di meno ma magari si va per un primariato che qui va assegnato ad altro gruppo linguistico? E siamo di nuovo agli aspetti strutturali.

     

    Affrontare strutturalmente il problema andrebbe a riaprire lo scontro, da cui avrebbe da perdere la parte più debole: il gruppo italiano.

     

    Smascherare l’ipocrisia sarebbe sacrosanto, ed è giusto che talvolta lo struzzo metta fuori un occhio per fare il punto della situazione – o gli venga ricordato di farlo, come con lo spunto di Dellantonio. Ma affrontare strutturalmente il problema andrebbe a riaprire lo scontro, da cui avrebbe da perdere la parte più debole: il gruppo italiano, e forse anche il sistema sanitario nel suo complesso. Nel breve termine, constatato che la mandria di elefanti è ancora lì, alla politica non resta che rimettere la testa nella sabbia. Nel lungo – pensa lo struzzo – se ne occuperanno le uova che ho lasciato dietro di me. Sperando che non siano già state schiacciate dagli elefanti.

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Snàporaz95 Mi., 02.04.2025 - 08:19

Questi ragionamenti sono altamente condivisibili, ma vogliamo per una volta essere un po' più "terra terra" e dire le cose come stanno? Il dato di fatto è che una grande fetta della popolazione altoatesina di "madrelingua" tedesca non è in grado né di comprendere il, né di esprimersi in tedesco standard ad un livello soddisfacente*. Tralasciando la retorica accademica sul valore del dialetto ecc., davvero siamo qui a montare polemiche su un circoscritto numero di medici di madrelingua italiana - che contribuiscono materialmente a lenire i problemi cronici della nostra sanità - sprovvisti di patentino di bilinguismo? La politica dello struzzo è continuare a negare che il nostro problema è culturale.

[* e spesso probabilmente preferisce la medicina "alternativa" oppure non si fida del medico perché è un Walscher?]

Mi., 02.04.2025 - 08:19 Permalink
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Manfred Gasser Mi., 02.04.2025 - 09:13

Antwort auf von Snàporaz95

Was Sie über die Deutschkenntnisse der Südtiroler schreiben entspricht zum Glück nicht der Wahrheit. Sie sollten vielleicht mal versuchen mir den Menschen deutsch zu sprechen.
Und dass die Südtiroler so große Anhänger der Alternativmedizin sein sollen, und einem italienischen Arzt nicht trauen, wissen Sie genau woher?
Viel Polemik, wenih6 Substanz.

Mi., 02.04.2025 - 09:13 Permalink
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Christian I Mi., 02.04.2025 - 13:57

Antwort auf von Manfred Gasser

Snaporaz hat es ganz sicher ùbertrieben, aber ein Bisschen Wahrheit steckt schon in seiner Aussage. Ich bin nicht deutscher Muttersprache und mein Deutsch kònnte sicher besser sein, aber ich hatte Studienkollegen aus den verschiedensten Tàlern Sùdtirols und beim Hochdeutsch happerte es wohl òfters...

Mi., 02.04.2025 - 13:57 Permalink
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Manfred Klotz Do., 03.04.2025 - 06:59

Antwort auf von pérvasion

Um das geht es hier nicht. Es nicht nicht so, dass die Behauptung zur sprachlichen "Schieflage" in Südtirol - die es tatsächlich gibt - widerlegt wird, weil man in der Schweiz, in Österreich oder sonst wo ähnliche Probleme hat. Genauso wenig wie man das Problem vom Tisch fegen kann, weil ein Teil der Bevölkerung Deutsch sehr gut beherrscht. Pars pro toto ist nur ein literarisches Stilmittel.

Do., 03.04.2025 - 06:59 Permalink
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Evelin Grenier Mi., 02.04.2025 - 09:09

Affrontare strutturalmente il problema andrebbe a riaprire lo scontro, da cui avrebbe da perdere la parte più debole: il gruppo italiano.

La verità è che il conflitto c'è, non si è mai spento e probabilmente ci vorranno altri 100-200 anni affinché si attenui.
Gli altoatesini (gruppo italofono) hanno l'asso dalla parte del manico e la possibilità di far pressioni sul gruppo sudtirolese, metterlo con le spalle al muro per far sì che rinunci a dei suoi diritti.

Mi., 02.04.2025 - 09:09 Permalink
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Evelin Grenier Mi., 02.04.2025 - 09:22

Questi articoli, dei Signori Dellantonio e Palermo sembra vogliano soltanto difendere i medici che hanno falsificato il patentino.
Come se loro, poverini, fossero stati obbligati a produrre degli atti falsi e dichiarare il falso.
Io appunto faccio fatica a capire questa volontà di trasferire la colpa.

Quindi cogliere subito la palla al balzo, girare la frittata e farsi passare per vittime?
Comodo...

Mi., 02.04.2025 - 09:22 Permalink
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Evelin Grenier Do., 03.04.2025 - 12:29

Antwort auf von Manfred Klotz

Signor Klotz, io sono per il rispetto verso il paziente.
Il medico non sa il tedesco e si ritrova a lavorare in un ospedale pubblico?
Voglio che almeno abbia rispetto per il paziente, che gli parli chiaramente, dicendo che il suo tedesco non è così buono, ma che lui farà di tutto perché la comunicazione funzioni. Non è difficile.
Le racconto un caso che mi è successo di recente, così forse mi capisce meglio. All'ospedate di Brunico, sono in un letto nell'anticamera della sala operatoria, in attesa dell'operazione. Arriva un medico e si presenta. "Buongiorno sono l'anestesista. Lei capisce l'italiano, vero?" Lì per lì non ero riuscita a rispondere subito, a parte che tremavo dalla paura e preoccupazione per l'operazione. Di solito un medico la prima cosa che chiede è Italiano o tedesco. Comunque vedendo la mia esitazione e probabilmente leggendo nei miei occhi la preoccupazione, il medico si mette a ridacchiare dicendo "Ma sì, sì, certo che lo capisce".

Ora, premetto che per me è assolutamente OK parlare italiano con tutti e non ho nessuna preferenza per il tedesco. Ma il medico in questione ha proprio sbagliato totalmente approccio. Significa forse che è la mancanza del patentino il problema?
No, affatto. Il problema è non saper comunicare CON RISPETTO ed empatia verso un paziente preoccupato in un letto di ospedale.

Do., 03.04.2025 - 12:29 Permalink
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Dennis Loos Mi., 02.04.2025 - 11:01

Worauf will Francesco Palermo hinaus? Ich habe den Artikel drei Mal gelesen und habe es immer noch nicht verstanden. Warum traut er sich nicht, es deutlich auszusprechen?

Oder verstehe nur ich es nicht? Dann bitte ich die anderen Kommentatoren es mir zu erklären.

Mi., 02.04.2025 - 11:01 Permalink
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Evelin Grenier Mi., 02.04.2025 - 11:33

Il patentino di bilinguismo e la proporzionale contribuiscono a mantenere una certa presenza della lingua tedesca in ambito pubblico.

Chiedendo di abolire questi due meccanismi si chiede :
- la rimozione definitiva del tedesco dall'ambito pubblico,
- via libera all'occupazione della totalità dei posti nel settore pubblico da parte di personale monolingue (italiano).

Con la conseguenza di ottenere una ancora più massiccia migrazione di sudtirolesi in direzione di paesi germanofoni e una più massiccia migrazione di popolazione italofona (va bene anche di origine straniera, purché sia italofona) nella provincia, che così finalmente potrà essere considerata definitivamente conquistata.

Beh, complimenti Sig. Palermo. Ma non nasconda la testa, parli chiaro.

Mi., 02.04.2025 - 11:33 Permalink
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Snàporaz95 Mi., 02.04.2025 - 11:48

Antwort auf von Evelin Grenier

La proporzionale è uno strumento che ha avuto la sua validità e utilità nel contesto storico in cui è stato introdotto, ma ormai è divenuta un ostacolo giuridico ad ogni possibilità di adattamento alle problematiche contemporanee (si veda appunto la sanità). Ma, più che altro, mi chiedo: perché non la smettiamo con questo vittimismo infondato? In che modo l'assenza della proporzionale, che tutela una minoranza a livello statale ma maggioranza a livello locale (che è il livello a cui agisce) di enorme autonomia decisionale, porterebbe all'italianizzazione dell'Alto Adige? Alla stessa stregua si potrebbe allora obiettare, in modo inverso, che la proporzionale garantisce almeno un minimo di presenza della lingua italiana in ambito pubblico. Suffia, tutta fuffa ideologica.

Mi., 02.04.2025 - 11:48 Permalink
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Snàporaz95 Mi., 02.04.2025 - 11:59

Antwort auf von pérvasion

"Non è comunque dato sapere quante denunce hanno riguardato situazioni effettivamente illegali e quante invece no. Diversamente da ciò che avviene in altri paesi, ad esempio in Canada, per ora l’AfLB non sembra fare distinzioni tra denunce ricevibili e non."

Ripeto, qui si stanno facendo discorsi ideologici per posizione presa. Tutta fuffa.

Mi., 02.04.2025 - 11:59 Permalink
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pérvasion Mi., 02.04.2025 - 12:12

Antwort auf von Snàporaz95

Tutta fuffa per chi non vuol vedere. È da anni che i dati sulla discriminazione della lingua tedesca peggiorano, anche quelli ufficiali — e non solo relativi alle segnalazioni all'AfLB. Ce ne sono a bizzeffe, clicchi i link "08" e "09" in fondo all'articolo che Le ho segnalato, per esempio.

Mi., 02.04.2025 - 12:12 Permalink
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Manfred Gasser Mi., 02.04.2025 - 16:03

Antwort auf von Snàporaz95

E dopo la proporzionale eliminiamo anche l'obbligo del bilinguismo? A mio parere la proporzionale si potrebbe anche eliminare, finché rimane tassativo il bilinguismo, ma non con un certificato fatto a Lecce, meglio con un colloquio di lavoro bilingue.
E chi non parla una delle lingue richieste, sia tedesco o italiano, in modo soddisfacente, viene assunto senza prendere l'indennita di bilinguismo, e ha 2 anni per imparare la lingua mancante.
Sarebbe un compromesso per Lei, o Le sembra solo ideologia?

Mi., 02.04.2025 - 16:03 Permalink
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Evelin Grenier Mi., 02.04.2025 - 14:22

Anche negli ospedali pubblici di Bruxelles (città bilingue) i medici devono obbligatoriamente saper parlare sia il francese che l'olandese.

Mi., 02.04.2025 - 14:22 Permalink
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richter a Mi., 02.04.2025 - 18:17

Ich glaube, der Ex-Senator hat völlig recht. Wir stecken den Kopf in den Sand und wollen die Wahrheit entweder nicht sehen oder hoffen auf kurzfristige Lösungen.
Und das Problem, glaube ich, ist nicht so sehr der böse Zentralstaat. Das eigentliche Problem unserer Zeit ist die Migration. Menschen mit Migrationshintergrund stellen in England bereits die Mehrheit, was sich auch in der politischen Landschaft widerspiegelt. Ähnliche Entwicklung in Frankreich.

Bei uns hingegen – und die Zahlen belegen das bereits – wird sich das Sprachgruppenverhältnis wahrscheinlich verändern, oder wiederspiegelt nicht die Realtät, weil es für die neuen Bürger einfacher ist, Italienisch zu lernen als Deutsch. Zwar wird primär auf Deutsch unterrichtet, doch im Alltag wird vor allem Dialekt gesprochen

Für mich wäre ein möglicher Lösungsansatz die zweisprachige Schule aber da sind wir noch weit entfernt

Es liegt letztlich im Interesse aller Volksgruppen und aller neuen Bürger einen neuen Weg zu finden

Mi., 02.04.2025 - 18:17 Permalink
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pérvasion Mi., 02.04.2025 - 18:49

Antwort auf von richter a

Der »böse« Zentralstaat, der die Zugewanderten einseitig dazu zwingt, Italienisch zu lernen und der die deutsche Sprache minorisiert, ist also nicht so sehr das Problem. Probleme sind hingegen der Dialekt und das Fehlen einer zweisprachigen Schule (die als Assimilierungsinstrument für Minderheiten gilt).

Mi., 02.04.2025 - 18:49 Permalink
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pérvasion Mi., 02.04.2025 - 22:04

Antwort auf von richter a

»Das Problem ist erst.«
?

»Ihr Vorschlag eine Staates ist utopisch.«
Okay.

»Währenddessen spitzt sich das Problem nur weiter zu, während Sie auf den zukünftigen Staat warten.«
Als ob:
1) das Problem und/oder seine Lösung in irgendeiner Weise davon beeinflusst wären, ob *ich* auf etwas warte oder nicht;
2) ich nicht dafür kämpfen würde, dass der Minderheitenschutz im Hier und Jetzt gestärkt wird.

Mi., 02.04.2025 - 22:04 Permalink
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Simonetta Lucchi Mi., 02.04.2025 - 18:35

Io non penso che si riattizzerebbe il conflitto etnico, dato che ormai si è ottenuto ciò che si voleva. Siamo al dramma nei settori più sensibili; sanità e scuola. I giovani vogliono avere insegnanti, bidelli, pediatri. E così le famiglie. Facciamo finta di non vedere che esistono obblighi sui patentini di Bi e Trilinguismo diversi a seconda del gruppo di appartenenza considerato. Ma che principio di correttezza è? Facciamo finta di non sapere che esistono centinaia di casi conclamati di certificazioni false in Italia e non solo. Stiamo aspettando che cosa?

Mi., 02.04.2025 - 18:35 Permalink
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pérvasion Mi., 02.04.2025 - 18:53

Antwort auf von Simonetta Lucchi

»Siamo al dramma nei settori più sensibili; sanità e scuola.«
Diese dramatische Situation gibt es (mindestens) europaweit, obwohl es den Proporz und die Zweisprachigkeitspflicht nicht europaweit gibt.

»Facciamo finta di non vedere che esistono obblighi sui patentini di Bi e Trilinguismo diversi a seconda del gruppo di appartenenza considerato.«
Welche wären das?

» Facciamo finta di non sapere che esistono centinaia di casi conclamati di certificazioni false in Italia e non solo.«
Wenn es also Kriminelle gibt, die Zertifizierungen fälschen, müssen wir sie als Voraussetzung abschaffen? Wenn es hunderte Fälle von gefälschten Studienabschlüssen gibt müssen wir dann wohl auch »Ärztinnen« ohne Abschluss einstellen?

Mi., 02.04.2025 - 18:53 Permalink
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Evelin Grenier Mi., 02.04.2025 - 20:58

In tutti i paesi dove convivono più lingue c'è divisione e proporzione.
Ognuno si prende cura della propria comunità senza che qualcuno gli imponga qualcosa dall'alto.

Quando la comunità olandese di Bruxelles ha deciso che le scuole in olandese possono essere frequentate da bambini di cui almeno un genitore parla olandese, la comunità francese non è andata a dargli del nazista, come succede qui.
Gli ospedali di Bruxelles hanno solo medici bilingue, non c'è nessuno che si inalbera ritenendolo una regola superflua o che danneggia il gruppo francofono.
Nei parlamenti c'è ovviamente la proporzionale che viene rispettata e ogni candidato alle elezioni deve appartenere ad una comunità linguistica. Nessuno scandalo.

Qui purtroppo il rispetto per la comunità tirolese di lingua tedesca manca completamente. Nessun sudtirolese si permette di criticare la scuola italiana o di imporre un modello bilingue. È una questione della comunità altoatesina italofona punto. Mentre invece non c'è italiano che non cerca di spingere per modificare la scuola in l. tedesca. Ma con quale diritto??? Non mi dite che sono i madrelingua tedesca che la vogliono.
Qualora le famiglie plurilingue volessero davvero una scuola bilingue dedicata a loro, quella scuola oggi sarebbe già attiva. Senza andare a scomodare quella in l.tedesca. Ci sono un sacco di scuole plurilingue in giro per l'Italia.
Basterebbe solo la sincera volontà di aprirne una, due, tre, anche qui.
Invece no, nessuno è interessato alla scuola bilingue, l'unica cosa che si vuole è stravolgere la scuola in l. tedesca.

Mi., 02.04.2025 - 20:58 Permalink
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richter a Do., 03.04.2025 - 07:23

Antwort auf von Evelin Grenier

Auch in Belgien, insbesondere in großen Städten wie Brüssel, macht der Anteil der Personen mit Migrationshintergrund – sei es in der ersten, zweiten oder dritten Generation – die Mehrheit der Bevölkerung aus. Zudem hört man oft, dass die Integrationspolitik in Brüssel zu den schlechtesten in ganz Europa gehört und dass Spannungen sowie Gewalttaten dort fast an der Tagesordnung sind. Ich weiß nicht, ob man das als Modell heranziehen sollte.

Do., 03.04.2025 - 07:23 Permalink
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Evelin Grenier Do., 03.04.2025 - 09:35

Antwort auf von richter a

Ich habe doch nicht vom Thema Migration gesprochen. Sondern von den Beziehungen zwischen 2 Sprachgemeinschaften.
Aber weil das Thema Sie interessiert, kann ich hinzufügen, dass die holandischsprachigen Schulen, neben der Regel wo in jeder Klasse 65% der Kinder einen holandischsprachigen Elternteil haben müssen, gibt es ebenfalls die Regel laut der mindestens 15% der Kinder von Familien wo die Mutter kein Schulabschlussdiplom hat, also Migrantenfamilien mit sehr niedrigem sozial Niveau. Ausserdem der 65% wo ein Elternteil holändisch sprechen muss versteht sich nicht als Muttersprache, sondern als Sprachkenntnisse B1. Also theoretisch gesehen können an diesen Schulen auch 100% der Kinder von Familien mit Migrationshintergrund kommen, jedoch sind diese Familien motiviert die holandische Sprache zu lernen bevor sie sich entscheiden, ihr Kind in die holandische Schule zu schicken. Und falls sie keine Möglichkeit das zu tun haben, aufgrund ihres niedrigen Bildungsniveau, ist auch eine spezielle Quote für diese Familien vorgesehen. Ehrlich gesagt finde ich diese Regeln gar nicht so schlimm. Die Schule verliert ihr Charakter nicht und die Migranten werden stimuliert sich erfolgreich zu integrieren.

Do., 03.04.2025 - 09:35 Permalink
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richter a Do., 03.04.2025 - 10:08

Antwort auf von Evelin Grenier

Integration fängt in der Schule an, und in Belgien ist sie ein großes Problem.
Die Charlie-Hebdo-Attentäter kamen aus Belgien, die Bataclan-Attentäter aus Molenbeek.
Sicher, das sind Kriminelle – aber mangelnde Integration ist auch der Nährboden, auf dem so etwas wächst.

Do., 03.04.2025 - 10:08 Permalink
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Evelin Grenier Do., 03.04.2025 - 12:11

Antwort auf von richter a

Ich glaube, dass die Zahl der Migranten in Belgien nicht annähernd mit der in Südtirol vergleichbar ist.
Je höher die Zahl der Migranten, desto größer ist die Wahrscheinlichkeit, dass sich einige von ihnen nicht integrieren.

Ich denke, dass es in erster Linie der Migrant selbst ist, der daran interessiert ist, die lokale(n) Sprache(n) zu lernen, um sich besser zu integrieren.
Ich kenne ein paar Mütter (in diesem Fall aus Bosnien), die sich entschieden haben, im letzten Kindergartenjahr ihrer Kinder einen Deutschkurs zu besuchen, um sich besser auf den Schulstart vorzubereiten. Ich denke ehrlich, dass es eine gute Idee wäre, wenn es jeder tun würde.
Eine andere Familie, die ich kenne, hat in den zwei Jahren vor der Anmeldung ihres Kindes an einer deutschen Schule, einen privaten Deutschlehrer für ihre beiden Kinder eingestellt. Ich selbst hatte mir schon während der Schwangerschaft vorgenommen, mein Deutsch zu verbessern, weil ich ein gutes Vorbild für meine kommende Tochter sein wollte.
Warum erzähle ich das Ihnen?
Denn ich halte es für eine totale Respektlosigkeit gegenüber der Gemeinschaft, ohne Deutschkenntnisse in einem öffentlichen Krankenhaus als Arzt angestellt zu werden und sich über die Schwierigkeit zu beschweren, die Prüfung zu bestehen. Der Arzt will sich nicht besser integrieren? Oder will er sich nur um italienischsprachige Patienten kümmern? OK, Dann soll er einfach in der privaten Medizin bleiben.

Do., 03.04.2025 - 12:11 Permalink
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nobody Mi., 02.04.2025 - 21:18

In der Schweiz scheint es zu funktionieren. Wohl auch deswegen, weil sich alle Schweizer gleichberechtigt und auf Augenhöhe begegnen.

Mi., 02.04.2025 - 21:18 Permalink
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Hartmuth Staffler Mi., 02.04.2025 - 22:19

Antwort auf von nobody

In der Schweiz funktioniert es, weil Subsidiarität und Territorialität Vorrang haben. So entscheidet z.B. der Gemeinderat über den Ortsnamen (es gibt in der ganzen Schweiz nur vier oder fünf Gemeinden, die offiziell zwei Beteichnungen haben) und über die Unterrichtssprache in den öffentlichen Schulen.

Mi., 02.04.2025 - 22:19 Permalink
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richter a Do., 03.04.2025 - 10:16

Antwort auf von Manfred Gasser

Finde es neutral. Ich kenne viele italienischsprachige Mitbürger, die sich bemühen, Deutsch zu sprechen.
Natürlich, wenn ein Bolzanino und ein Vinschger sich treffen, muss der Vinschger viel Geduld haben, um das langsame Deutsch des Bolzanino zu verstehen. Gleichzeitig sollte er darauf achten, nicht im engsten Vinschger Dialekt zu antworten, sonst versteht der Bolzanino nicht viel. Es ist also sicher ein gegenseitiges Annähern.

Do., 03.04.2025 - 10:16 Permalink
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Manfred Gasser Do., 03.04.2025 - 11:45

Antwort auf von richter a

"Finde es neutral."
Neutral wäre es in eine Fremdsprache zu wechseln, das Wechseln in die Muttersprache des Gegenüber,was in Südtirol zu 99% ins Italienische bedeutet, ist so eher nicht neutral, oder?
"Ich kenne viele italienischsprachige Mitbürger, die sich bemühen, Deutsch zu sprechen."
Ich kenne eher wenige.
Eine Frage, warum wird eigentlich immer vorausgesetzt, dass ein Südtiroler problemlos italienisch spricht, und bei einem altoatesino "muss der Vinschger viel Geduld haben, um das langsame Deutsch des Bolzanino zu verstehen."?

Do., 03.04.2025 - 11:45 Permalink
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Manfred Gasser Do., 03.04.2025 - 11:45

Antwort auf von richter a

"Finde es neutral."
Neutral wäre es in eine Fremdsprache zu wechseln, das Wechseln in die Muttersprache des Gegenüber,was in Südtirol zu 99% ins Italienische bedeutet, ist so eher nicht neutral, oder?
"Ich kenne viele italienischsprachige Mitbürger, die sich bemühen, Deutsch zu sprechen."
Ich kenne eher wenige.
Eine Frage, warum wird eigentlich immer vorausgesetzt, dass ein Südtiroler problemlos italienisch spricht, und bei einem altoatesino "muss der Vinschger viel Geduld haben, um das langsame Deutsch des Bolzanino zu verstehen."?

Do., 03.04.2025 - 11:45 Permalink
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pérvasion Do., 03.04.2025 - 12:05

Antwort auf von richter a

Das ist jetzt »ein klein wenig« übertrieben (und ich habe in der Schweiz gelebt). Trotzdem ist es besser, wenn zwei verschiedensprachige Bewohner:innen sich bisweilen in einer »neutralen« Sprache unterhalten, als wenn sich wie in Nationalstaaten üblich die Minderheit grundsätzlich immer der Titularnation zu beugen hat.

Do., 03.04.2025 - 12:05 Permalink
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Nico lò Do., 03.04.2025 - 11:23

Sembrate dei bambini che giocano a chi sa contare più numeri.
Vi prego di osservare che questi problemi strutturali - la sanità, l'accoglienza, l'istruzione - sono evidentemente fuori controllo. La politica locale dovrebbe dare una priorità assoluta a questi temi, anzichè continuare a bisticciare - o a nascondere la propria testa nei meleti.

Do., 03.04.2025 - 11:23 Permalink
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richter a Do., 03.04.2025 - 14:58

Das ist mein letzter Beitrag, dann möchte ich aus dieser Diskussion aussteigen. Ich glaube, wir stecken alle den Kopf in den Sand. In 40 Jahren werden vermutlich Menschen mit Migrationshintergrund – dazu zähle ich auch die Italiener – die Mehrheit stellen.

Entweder es gelingt uns, ihnen die Notwendigkeit und den Nutzen der Zweisprachigkeit zu vermitteln – was auch eine zweisprachige Schule für diejenigen bedeutet, die es möchten – oder ich sehe leider schwarz für die Zukunft.

Migration bedeutet nicht nur, dass Menschen kommen, sondern auch, dass viele gehen. Und wir haben viele junge Südtiroler – meist gut ausgebildet –, die auswandern.

Do., 03.04.2025 - 14:58 Permalink