Così nasce una Supernova
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Heinz Peter Hager è stato premiato dalla pazienza e dai nervi saldi. Nei primi articoli di questa serie abbiamo accennato al fatto che, mentre la stella di René Benko veniva risucchiata in un buco nero per eccesso di ingordigia immobiliare, a quella di Hager accadeva l’opposto. È infatti fra il 2022 e il 2023 che inizia a brillare per davvero Supernova, la società creata insieme all’immobiliarista trentino Paolo Signoretti, che oggi è un’importante e solida realtà immobiliare del Nordest. Il sodalizio ha conosciuto una breve battuta d’arresto durante l’inchiesta Romeo. Mettendo ai vertici uomini di fiducia nel giro di qualche mese i progetti da centinaia di milioni si sono rimessi in moto.
Ma qual è la storia di Heinz Peter Hager? Nato a Innsbruck il 12 settembre 1959, cittadino austriaco radicato da decenni a Bolzano, Hager si afferma come commercialista e revisore dei conti. Il suo fascicolo personale al Registro Imprese fotografa una traiettoria impressionante: oggi ricopre cariche in 33 imprese attive, mentre nel corso della carriera è passato per oltre duecento società. Tuttora è presidente del collegio sindacale in grandi gruppi industriali e bancari, è sindaco effettivo o supplente in numerose società per azioni, è stato per anni nei collegi sindacali di realtà industriali, finanziarie e cooperative. Ma accanto a questo profilo da “uomo dei numeri” Hager si è progressivamente imposto in un secondo ruolo, molto più operativo. Oggi è amministratore unico di Museum Srl, il suo gioiello personale, amministratore o presidente del consiglio di amministrazione in una serie di veicoli immobiliari e holding, e ha ricoperto ruoli ufficiali nelle strutture legate a Supernova fino all’inchiesta Romeo. Per tutte le persone coinvolte nell’inchiesta Romeo vale la presunzione di innocenza.
Accanto alle cariche, c'è poi il capitolo delle partecipazioni dirette, che è quello che segna davvero il passaggio da professionista a imprenditore. Hager non è soltanto amministratore di veicoli: è anche socio, direttamente o attraverso la sua holding Museum, di diverse realtà. Nel tempo compaiono le quote in Herzog Snc, Michetta Snc, Maso Marmont società semplice, Reschen 63 Sas e nella collegata Reschen 63 Beteiligung Srl (legate a SDS, società del gruppo SIGNA), oltre a una serie di società immobiliari e di sviluppo come Living Gries Srl, BZ.Immo Srl, Re.Invest Srl, Project RE Srl, MW 6 Srl, Scalo Verona Srl, Weingartenweg Srl, Garda Investimenti Hotel Srl, WP Holding Srl, BZ.Remanagement Srl, fino alle strutture riconducibili alla galassia Supernova, comprese Supernova Srl e Supernova Development Spa.
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È, però, come vedremo, nella stessa Museum Srl che il salto dimensionale viene reso possibile dai proventi da partecipazioni – in particolare quelli legati a Living Gries e, successivamente, all’operazione Waltherpark. In altre parole, il decollo di Hager come immobiliarista non avviene con un’esplosione speculativa, ma attraverso l’accumulazione progressiva di dividendi e “valorizzazioni”. La principale differenza tra René Benko e Heinz Peter Hager non sta nella quantità di ambizione che li anima. Sta nel ritmo con cui hanno maneggiato la cosiddetta “leva finanziaria” e nella scala su cui l’hanno applicata. Mentre al “giocoliere immobiliare” austriaco ad un certo punto spariva il terreno sotto i piedi, al di qua del Brennero, invece, Hager, come consigliavano le mamme, dal punto di vista finanziario faceva i passi lunghi come la gamba tenendo stretti rapporti con la politica che conta.
La forza imprenditoriale di Hager sta, come detto, in Museum Srl. Non è una società operativa tradizionale. Non ha dipendenti, non produce beni, non ha una struttura industriale. È un veicolo patrimoniale, cioè una holding: una società che detiene partecipazioni e crediti verso altre società. E, come tutte le holding, la sua vera attività è gestire e redistribuire capitale.
Agli esordi Museum non è nulla di straordinario. È una società immobiliare con una struttura quasi familiare, derivata da una S.a.s in cui Hager detiene il controllo e la moglie conserva una quota del 5 per cento. L’asset principale è un immobile milanese, che rappresenta la base patrimoniale su cui si costruisce tutto il resto.
Il primo vero “scatto di crescita” si vede nel bilancio 2018. L’utile netto non cresce lentamente: balza a 2,9 milioni di euro grazie ai “proventi da partecipazioni”. A questo punto la s.a.s. familiare diventa una S.r.l. strutturata.
Uno dei momenti decisivi arriva nel 2020, l’anno in cui l’Italia riapre la possibilità di rivalutare gli immobili con imposta sostitutiva ridotta. Museum rivaluta l’immobile milanese raddoppiandone il valore, con un effetto complessivo sull’attivo di circa 3,23 milioni di euro. Non entra un euro in cassa, ma il patrimonio netto cresce di colpo.
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Rivalutazioni, sistemi a confronto
In Italia le rivalutazioni sono legate a cosiddette “finestre di legge”: per evitare che il costo storico degli immobili sia gonfiato arbitrariamente queste “finestre” si fanno quando il legislatore le consente per fare “cassa” (quindi quasi ogni anno). Gli interessati pagano un’imposta sostitutiva e il valore aggiornato degli immobili viene iscritto a bilancio senza poter essere ritoccato ogni anno a piacimento. E il D.L. 104/2020 del governo Conte permise di rivalutare i beni a condizioni molto vantaggiose con un’aliquota al 3%.
Nel mondo Benko, invece, le società redigevano bilanci secondo gli standard IFRS (International Financial Reporting Standards), che permettono di valutare gli immobili al fair value, cioè al valore di mercato stimato, aggiornabile periodicamente sulla base di perizie. Ed è proprio l’uso spinto del fair value, combinato con debito crescente, che era stato messo in discussione nelle analisi di Bloomberg quando il castello ha iniziato a tremare.
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Nel 2021 Museum ottiene poi un finanziamento di circa 6,5 milioni di euro garantito dal Fondo PMI (imprese di micro, piccole o medie dimensioni). Il contesto è quello delle misure emergenziali anti-Covid. A questo punto Museum decolla. Nei bilanci successivi crescono i crediti verso imprese collegate, aumentano le partecipazioni, si espande il totale dell’attivo.
Ma è nel 2022 e soprattutto nel 2023 che la mappa si allarga. Nel bilancio 2023, alla voce “Dettagli sulle partecipazioni immobilizzate in imprese controllate”, compare un perimetro molto più esteso. Tra le controllate di Museum troviamo Project RE Srl, RE.Invest Srl, RE.Invest Development Srl, Marmont Srl società agricola (52,50%), Maso Pramol di Museum Srl & C Snc (99%), Palais Menz Srl, BZ.Remanagement Srl – costituita proprio nel 2023 – e Oberpramol Sas, anch’essa società agricola con quota del 98%. Non sono nomi ornamentali. Sono veicoli immobiliari.
Piccolo, doppio inciso. Il “Pramol alto” è una pensione anni 70 sulle colline di Appiano con vista su Bolzano, affidata a Jakob Zeller, figlio di Karl e Julia Unterberger, chef con anni di esperienza maturata in Spagna, Francia e Svezia.
Il maso Marmont, situato nel comune di Appiano, è invece al centro dell’accusa di corruzione che coinvolge nell’inchiesta Romeo anche l’ex assessore all’urbanistica Philipp Waldthaler, uno dei 28 indagati per i quali il Gip di Trento Enrico Borrelli ha chiesto il rinvio a giudizio. Secondo l’accusa Waldthaler avrebbe ricevuto indebitamente utilità dall’imprenditore e, in cambio, si sarebbe attivato per favorire l’ampliamento del maso, intercedendo negli uffici comunali affinché venisse portata avanti la pratica per il rilascio di autorizzazioni e concessioni edilizie. Anche in questo caso vale la presunzione di innocenza.
Poi c'è il capitolo delle partecipazioni. Nel 2023 compaiono, tra le altre, E. Management Srl, EHM.Solar Srl, Herzog RE Snc, HMR Srl, NEW BOZEN Srl, Pro Strategy Srl & Co Sas, Pro Strategy Srl, Smart Living Srl, Supernova Management Srl, Supernova Agency Srl, Vat & Accounting Services Srl, Winco Energreen Spa.
È un elenco che parla di energia, gestione immobiliare, consulenza, sviluppo urbano, management, servizi amministrativi. Supernova non è un nome isolato: diventerà un sistema articolato. Nel bilancio 2022 si legge che Supernova Agency viene costituita proprio in quell’anno con una quota del 24% in capo a Museum.
Infine, giusto per capire quanto Hager sia attivo sul mercato, si segnalano le “altre imprese partecipate”: Heliopolis Spa (la società di Signoretti), Immobiliare Bolzano Srl, Palais Kaiserkron Srl, Poldi Technology Holding GmbH in Germania e Prader Bank Spa.
Se si mette insieme questa rete con il 20% in Living Gries, il quadro diventa più chiaro. Il Gries Village viene inaugurato nel 2022. Complessivamente è un’operazione da parecchi milioni che, una volta conclusa, fa crescere l’attivo di Museum.
Nel frattempo si sviluppa Waltherpark. Le società di scopo – WP Holding, BZ.Remanagement e le altre – sono dentro il perimetro. E mentre pubblicamente si discute di urbanistica e politica, nei bilanci si leggono movimenti di capitale, rafforzamenti, nuovi veicoli. Ma poi la bolla creata da Benko implode e Hager riesce a cedere tutto al gruppo bavarese Schoeller. In extremis, assieme a Signoretti, il commercialista bolzanino cerca di acquisire l’hotel del Waltherpark ma l’operazione non va in porto (ne scrivemmo su SALTO).
Il risultato di tutte queste operazioni è che tra il 2022 e il 2023 l’attivo di Museum balza oltre i 70 milioni. È tempo di investire in Supernova e di spiccare il volo assieme a Signoretti. Questo lo vedremo nella quarta e ultima puntata.
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