“Così i Giochi ci stanno cambiando”
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Che Cortina, la Regina delle Dolomiti, si stia rifacendo il trucco in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 lo si vede bene affacciandosi da uno dei “terrazzamenti” realizzati lungo il percorso della pista da bob in costruzione. Le gru in movimento sono letteralmente decine, i cantieri brulicano di operai con giubbe antiinfortunistiche ed elmetti. Le strade sono percorse da una miriade di camion ribaltabili per il trasporto terra. Di turisti, invece, in questo fine stagione se ne vedono pochi. Fra 317 giorni, come scandisce il conto alla rovescia dell’orologio ai piedi della Basilica Minore dei Santi Filippo e Giacomo, invece, gli alberghi traboccheranno di ospiti in vista della cerimonia di apertura dei Giochi. Quella che è in corso grazie ai lavori “olimpici”, però, non è una semplice operazione di cosmesi. “La manifestazione ha portato ad avere grandi investitori esterni. I Giochi stanno cambiando il tessuto sociale della cittadina", osserva Roberta De Zanna, consigliera comunale di opposizione.
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Nel giorno della pre-omologazione della pista (25 marzo) le vie della cittadina brulicavano non di turisti ma di poliziotti e carabinieri arrivati per proteggere Matteo Salvini e Luca Zaia. Della gara dei due politici leghisti a chi usava la metafora più iperbolica per il rispetto dei tempi nella costruzione della pista abbiamo riferito ieri. Va ribadito però che i toni trionfalistici erano motivati. Il lavoro svolto in 305 giorni dalla Pizzarotti e dalle altre 34 ditte con la regia di Simico è stato davvero incredibile. Nel senso che davvero in pochi credevano che la pista potesse superare i test effettuati dal Comitato olimpico. E quindi i complimenti sono stati bipartisan.
“Quando sarà finita quest'opera non la si noterà neppure”
Il rovescio della medaglia è che le centinaia di operai e maestranze che hanno lavorato lungo il pendio si sono dovuti sottoporre ad un vero tour de force. “Occupandoci noi dei rilievi topografici – spiega il geometra Andrea Quintavalle della Geo & Domus - siamo arrivati qui tra i primi e saremo gli ultimi ad andarcene. La prima cosa che abbiamo detto è stata: aiuto! Qui c’era il “cadavere” della vecchia pista Eugenio Monti e nient’altro. Poi abbiamo velocemente preso fiducia, abbiamo lavorato dalla mattina presto alla sera tardi, con la pressione di avere date molto ravvicinate da rispettare. La fatica è stata davvero molto grande, ci sono stati momenti di difficoltà, ma nessuno ha mollato. Quando poi ho visto il primo atleta l’emozione è stata grande”.
Sul palco delle autorità l’intervento più sobrio nella giornata di inaugurazione è stato quello del sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, albergatore ed ex atleta di curling: tono istituzionale e nessuna battuta strappa applausi. “La pista – spiega a margine a SALTO - sarà completata entro ottobre. Ora il cantiere è aperto ma bisogna ricordare che questa pista sarà per l'80% ipogea, verrà cioè ‘totalmente mascherata’. Quando sarà finita quest'opera non la si noterà neppure”.
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Nel suo discorso-show il presidente Luca Zaia ha detto che a fronte degli oltre 850 alberi abbattuti ne saranno piantati 10.000. Dove e quando, però, ancora non si sa. “Nel progetto dello sliding center – spiega Lorenzi – è prevista una ripiantumazione di 10.000 alberi. Sarà fatto uno studio per capire quali alberi piantare e dove, non saranno piantati alberi tanto per piantarli”.
Zaia ha detto che a fronte degli oltre 850 alberi abbattuti ne saranno piantati 10.000. Dove e quando, però, ancora non si sa.
Ed una volta finite le Olimpiadi chi sosterrà i cospicui costi di manutenzione? Per anni si è parlato della possibilità di attingere dal fondo Comuni confinanti messo a disposizione dalle Province di Bolzano e Trento. “No – risponde Lorenzi – stiamo verificando con una società esterna i costi di gestione che dovrebbero aggirarsi intorno a 1,2 – 1,3 milioni. Nel piano di legacy è previsto che gli investimenti del governo sul territorio produrranno una reddittività e questa reddittività che potrebbe essere usata per la gestione della pista da bob. In più arriveranno nuove sponsorizzazioni. La pista non porterà dei buchi enormi, avrà sì dei costi, ma sarà gestibile. La Regione Veneto ha comunque approvato una delibera nel luglio 24, con la quale di fatto ha stanziato 3 milioni di euro, la metà dei quali serviranno per coprire i costi fino al 2027”.
E’ proprio questo modo di procedere senza una programmazione di medio lungo termine che preoccupa e irrita maggiormente, Roberta De Zanna, consigliera comunale della civica Cortina Bene Comune. “Di lavori per completare la pista – spiega – ce ne sono parecchi ma rimangono una grande incognita quelli che saranno i costi di gestione. Il problema di fondo è proprio la programmazione. Il piano economico dovrebbe andare di pari passo con la realizzazione dell'impianto. Nessuno fa un impianto del genere con quei costi nel buio più completo, senza avere una visione del futuro. Tra l'altro su questa pista erano destinati anche degli eventuali introiti derivanti da un impianto di risalita, che al momento è un punto di domanda perché ci sono un sacco di problematiche dal punto di vista idrogeologico e anche economico. Come vedete, a meno di un anno dalle Olimpiadi è un po' tutto campato in aria …”
“A meno di un anno dalle Olimpiadi è un po' tutto campato in aria … ”
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Zaia, come un rocker che deve scaldare il pubblico, ad un certo punto si è chiesto “dove sono i porta sfiga che si auguravano che non finissimo in tempo?”. De Zanna non si annovera fra questi. “Non c’ero perché non sono stata invitata – replica – e io non sono una porta sfiga, ma una portatrice di opinioni. Per me la pista non andava costruita, ma dal momento che i lavori sono iniziati ho sperato che tutto andasse per il meglio. Ci mancava solo un’opera incompiuta ... Va reso merito a chi ha portato a compimento quest'opera, hanno avuto tutto a disposizione perché i soldi non sono mancati, l'esercito è venuto ad aiutare in questi ultimi giorni, hanno avuto anche il tempo dalla loro parte perché è stato un inverno senza neve e con molte giornate di bel tempo, quindi diciamo che c'è stata una concomitanza di eventi che ha fatto sì che riuscissero a portare a termine il lavoro. La cosa non era scontata e infatti c'era molta tensione. Lo dimostra il putiferio che è stato scatenato quando è stato trovato il tubo in mezzo alla strada. Si è subito gridato al sabotaggio. Anche su questo sarebbe bene avere risposte definitive: è stato un attentato, c'erano dei terroristi in giro per Cortina oppure è stato un incidente di percorso?”.
“Un po' alla volta l'attività economica del paese sta andando in mano a multinazionali e catene di grandi alberghi”
I favorevoli alla costruzione del manufatto pensano all’indotto economico che porterà sul territorio. Per De Zanna anche in questo caso l’euforia non è del tutto giustificata. “Ci dobbiamo chiedere: qual è l’impatto sociale di queste Olimpiadi? La prima cosa che abbiamo visto è stato lo schizzare alle stelle dei prezzi degli appartamenti (prezzi che fanno impallidire quelli stratosferici di Bolzano, si parla di una media di 15.000 euro al mq, ndr). Questo naturalmente va a discapito della possibilità per i locali di poter acquistare o anche solo affittare una casa perché praticamente la maggior parte del mercato immobiliare è fatto di seconde case. Questo inoltre ha portato una serie di investimenti sul territorio, che se da un lato possiamo considerare positivi perché sono stati ristrutturati alberghi che erano abbandonati e le famiglie locali non erano in grado di sostenere le spese, dall'altro c'è l'aspetto negativo che un po' alla volta l'attività economica del paese sta andando in mano a multinazionali e catene di grandi alberghi. Questo fa sì che noi non siamo più i diretti gestori del nostro paese, perché quando hai perso il potere economico hai perso anche il potere di decidere il futuro. Quindi tra la denatalità e il fatto che molti giovani decidono o sono costretti ad emigrare, Cortina a breve sarà una cittadina diversa da quella che è stata negli ultimi decenni. Qualcuno sicuramente avrà dei benefici economici, le bellezze delle montagne, speriamo, resteranno, ma il tessuto sociale della popolazione non sarà più lo stesso”.
Qualche esempio: l'hotel Cristallo, in fase di ristrutturazione, è stato rilevato dal Mandarin Oriental Hotel Group, catena originaria di Hong Kong che fa parte del gruppo Jardine Matheson Holdings, che è specializzato nella gestione e investimento in hotel, resort e residenze di lusso in tutto il mondo. Il magnate russo Victor Kharitonin ha acquistato gli hotel di lusso Lajadira, Ampezzo e Savoia e il Ristorante El Camineto, gestito da una società di Flavio Briatore, ma di proprietà di Kharitonin tramite Rumerlo Srl. In più l’investitore russo è anche coinvolto nel progetto per un nuovo eliporto a Fiames.
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Fiames è una località a circa 3 km da Cortina sulla strada per Dobbiaco. Secondo quanto previsto dal dossier di candidatura, il villaggio olimpico, opera che gode di un finanziamento di 39.084.700 euro, consiste nell’allestimento di 320 container e moduli abitativi prefabbricati, pronti ad accogliere fino a 1400 ospiti. Anche in quest’area i camion oggi vanno e vengono. Le prime “casette” sono arrivate nei giorni scorsi e sono per ora parcheggiate all’ingresso del grande piazzale. Nei prossimi mesi verranno realizzati gli allacciamenti. “Sarà tutto pronto entro l’anno – spiega il sindaco Lorenzi - i moduli vengono noleggiati e tolti alla fine dell’evento sportivo”.
Come riferisce il sito Voci di Cortina il presidente degli albergatori Stefano Pirro, auspicava che il villaggio rimanesse come foresteria per i lavoratori. Invece nulla. “Un’occasione di legacy (ciò che viene lasciato in eredità, ndr) sprecata", sostiene De Zanna. “Noi avevamo proposto di recuperare delle cubature esistenti a Cortina ma anche fuori, ad esempio in una colonia a Borca di Cadore, e allora quei soldi avrebbero lasciato qualcosa sul territorio. Invece no: si spendono quasi quaranta milioni per un villaggio che verrà smantellato alla fine dei Giochi. Quindi non resterà nulla”, conclude l'attivista.
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Resterà invece qualcosa nelle casse della Renco Spa di Giovanni Gasparini e della Poolengineering per un progetto di riqualificazione che ricorda parecchio la vicenda Waltherpark e Park Vittoria di Bolzano. In cambio di un parking sotterraneo da 600 posti e spazi polifunzionali, e della ristrutturazione di alcuni edifici le due società hanno avuto via libera per costruire un Boutique hotel, 1.000 quadri di attività commerciali e un numero ancora non definito di alloggi che saranno comunque venduti a oltre 15.000 euro al mq. Il cantiere è blindatissimo. “Il Comune cede il suolo pubblico – scrive Voci di Cortina - e dà la possibilità al privato di costruirci sopra migliaia di nuovi metri cubi di appartamenti, negozi, e un albergo. Tutti i parcheggi interrati andranno venduti o dati in concessione per oltre trent’anni al privato.Questa operazione è inaccettabile: si sacrifica uno spazio pubblico a disposizione di tutti nel cuore del paese per favorire la speculazione edilizia di pochi. Non solo non ci sarà più la piazza per il mercato, per la festa del desmonteà o altre sagre paesane: ci stiamo pure giocando la stazione delle corriere, le quali non potranno più sostare, ma solo transitare”. L’estate scorsa, facendo una “colletta” i cittadini hanno depositato ricorso al Tar contro la variante al PRG di Cortina approvata dal Consiglio provinciale di Belluno. Vedremo come andrà a finire.
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Wann werden die Leute…
Wann werden die Leute beginnen Olympia zu boykottieren?
Der olympische Geist ist längst der Geldmacherei gewichen.
Und die Atleten sind ein Opfer des Systems...
Leider sind in vielen Sportarten auch die Stars arm wie eine Kirchenmaus.
Nicht "die Leute", sondern…
Nicht "die Leute", sondern die Sponsoren sollten die Olympischen Spiele und ähnliche Spektakel boykottieren. Dann würde der Unsinn bald aufhören.
An den olympischen Spielen…
An den olympischen Spielen teilzunehmen ist ds Highlight in der Karriere eines jeden Sportlers. Das versteht aber wahrscheinlich nur der, der selbst wettkampfmäßig Sport betreibt oder betrieben hat.
Das Grundproblem sind nicht die Spiele, sondern die Profilierungssucht der ausrichtenden Nationen.