Più soldi e meno ore

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Sembrava fatta. Mancava solo la firma. Eppure, tra sindacati e Provincia si registra un ulteriore strappo. I membri delle sigle sindacali Cgil/Agb, Asgb, Sgbcisl, Uil Sgk, Nursing Up e Gs Sag hanno infatti svolto un incontro nella serata di ieri, martedì 25 marzo, durante il quale hanno deciso di accettare con riserva la recente offerta arrivata da Piazza Magnago. Una settimana prima l'assessora provinciale al personale, Magdalena Amhof, il Presidente della Provincia Arno Kompatscher, che ha la delega alle Finanze, e Hermann Troger, Presidente dell'Agenzia provinciale per le relazioni sindacali, avevano messo sul tavolo 825 milioni di euro (225 in più rispetto all'offerta precedente) per gli aumenti salariali dei dipendenti pubblici e per il pagamento una tantum per tenere conto dell'inflazione del periodo 2022-2024.
Dai sindacati è arrivata una risposta che è, di fatto, una controproposta: i rappresentati dei circa 40 mila dipendenti pubblici dicono sì all'offerta, ma con la condizione che l'orario di lavoro venga ridotto da 38 a 36 ore settimanali a partire dal 2026 mantenendo lo stesso stipendio. Ma è già chiaro che la Provincia non accetterà questa controproposta. -
Il nodo della questione, negli ultimi mesi, ha riguardato infatti l'adeguamento all'inflazione e un aumento strutturale dello stipendio. I sindacati hanno sempre ritenuto che la proposta della Provincia non fosse soddisfacente e non facesse recuperare ai dipendenti il potere d'acquisto perso negli ultimi anni. D'altra parte, secondo la Giunta provinciale, per aumentare il bugdet dell'offerta venendo incontro alle richieste dei sindacati sarebbe stato necessario togliere dei finanziamenti riservati ad altri ambiti. Questo "muro contro muro" ha portato a febbraio allo stop delle trattative, riprese a metà marzo. Nel giro di un mese, infatti, la Provincia è riuscita a trovare più di 200 milioni di euro da mettere sul tavolo. Ma come è stato possibile e da dove arriva questo finanziamento? "Abbiamo potuto aggiungere delle risorse perchè stiamo andando avanti con la revisione del bilancio, che qualcuno chiama anche spending review", ha spiegato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher durante la conferenza stampa settimanale. "Noi teniamo conto del fatto che andremo ad adottare misure che ci renderanno più efficienti, che ci fanno risparmiare in vari ambiti, altrimenti non saremmo in grado di sostenere questa spesa che è strutturale, non una tantum, e che infatti varrà anche dopo il 2027. Anche perchè l'inflazione non si ferma. Adotteremo delle misure già in sede in bilancio. Lo sappiamo e lo faremo", ha detto ancora Kompatscher.
Parallelamente, però, l'aumento del budget non soddisfa i sindacati che ora chiedono anche una riduzione delle ore di lavoro settimanali. "In questo momento - dice il sindacalista Gianluca Moggio di GS - abbiamo una Pubblica Amministrazione che, in termini di attrattività del personale, è in crisi. Anche tramite i concorsi si fa fatica a trovare lavoratori dell'intercomparto. Ridurre le ore potrebbe invertire questa tendenza. Già nel settore sanitario si sono portate le ore da 38 a 36 a settimana e la Provincia prevede di farlo anche nel sociale. Non chiediamo una riduzione del carico di lavoro ma solo dell'orario così da poter conciliare meglio la vita privata a quella lavorativa. Oggigiorno ci sono tecnologie che non c'erano 20 anni fa e che aiutano ad essere più efficienti, quindi credo che la nostra proposta sia seria e porti l'amministrazione ad essere moderna" spiega Moggio che ricorda come questa iniziativa riallineerebbe i dipendenti provinciali all'orario della Pubblica Amministrazione italiana che è, appunto, di 36 ore a settimana.
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"I sindacati ci hanno abbastanza irritato"
La controproposta non convince, anzi, irrita Hermann Troger, dell'agenzia provinciale. "I sindacati ci hanno abbastanza irritato, oltre che sorpreso, con questa loro proposta che non potrà essere accettata. Anche perchè - spiega Troger - nelle trattative non si era mai parlato di riduzione dell'orario dei dipendenti. Posso capire che il sindacato faccia il proprio lavoro, ma noi non possiamo garantire una riduzione oraria a partire dal 2026". Secondo Troger sarebbe dovuto tutto filare liscio: "La scorsa settimana si è svolto un incontro con tutte le parti e la Provincia si attendeva la firma dei sindacati". Così non è stato. "E' vero che il personale sanitario ha ottenuto una riduzione del lavoro, come altre professioni logoranti, ed è anche vero che i sindacati vorrebbero estendere questa possibilità a tutti i provinciali, e in futuro credo se ne possa parlare. Ma ora non accetteremo sicuramente la loro proposta", conclude il Presidente dell'Agenzia provinciale per le relazioni sindacali.
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