„Sei nato libero“
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Ho trovato questa scritta in Corso Libertà a Bolzano, vicino alla mia libreria di fiducia: “Sei nato libero”. Mi ha acceso una serie di riflessioni che vanno dalla libertà derivante da libri e cultura (“la conoscenza crea libertà”) fino alla frase declinata al maschile (si nasce più liberi se nati maschi, o siamo di fronte al solito maschile sovraesteso?).
“Parlo dei ruoli di genere che per le une si traducono in discriminazioni, per gli altri in privilegi.”
Nasciamo libere, anche se qualcuna potrebbe ribattere che i condizionamenti sociali iniziano ancora prima della nascita, ma certamente con i primi respiri in questo mondo. Parlo dei ruoli di genere che per le une si traducono in discriminazioni, per gli altri in privilegi. E che comportano sempre delle vere e proprie restrizioni alla libertà in entrambi i casi. Perché, tuttora, da una donna ci si aspetta prima che sia una femminuccia gentile e accomodante, poi una donna accudente e votata al sacrificio. Da un maschietto invece ci si aspetta che non sia una femminuccia e poi che sia un uomo di successo e potere. Chi in questi bias non si trova, è giudicata e marginalizzata. Chi invece li fa propri, resta ingabbiata e tutt’altro che libera. Figuriamoci chi non si identifica in nessuno dei due generi menzionati…
I ruoli di genere, a ben vedere, non fanno bene a nessuna. Eppure, li abbiamo assunti, per così dire, con il latte materno e continuiamo a riprodurli senza renderci conto di quanto condizionamento sociale mettiamo in atto. Ci illudiamo che i piccoli o grandi privilegi che derivano dall’aderenza ai ruoli di genere siano libertà e non ci rendiamo conto che anche una gabbia dorata resta una gabbia. Allo stesso modo però tutte abbiamo il potere di interrompere questo ciclo viziato per tornare libere.
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