Il dovere di essere europei
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A noi altoatesini e sudtirolesi, l’Europa ha dato molto. Anzi ha dato tutto. Senza Europa non ci sarebbero le condizioni per poter vivere in pace in un territorio come il nostro.
Già dopo la immane tragedia della seconda guerra mondiale, con un Alto Adige/Südtirol dilaniato dall‚ odio tra i gruppi linguistici, Italia ed Austria riescono a raggiungere un accordo per definire il nuovo Status della nostra provincia. E‘ una scelta nello spirito della futura Europa e l’Italia è guidata da quell’Alcide Degasperi, un nostro corregionale, che sarà uno dei padri fondatori dell’Unione. Siamo nati „europei“, collocati al centro del Continente.
Ai rigidi confini con gli Stati confinanti si è via, via sostituita una logica di respiro europeo: l’accordo di Schengen, l’Euregio transnazionale (Trentino-Alto Adige/Südtirol-Tirolo), la libera circolazione di merci e persone, la diffusione del bilinguismo con l’taliano e tedesco (e ladino) che ci permettono di comunicare con quasi il 40% dei cittadini del continente.
E non ultimo, il progetto del tunnel di base del Brennero, la più grande infrastruttura europea per collegare il Nord ed il Sud.
Noi beneficiari di queste politiche unitarie, siamo estremamente preoccupati per la difficoltà dell’Europa a giocare un ruolo importante nelle politiche interne e soprattutto in quelle internazionali globali.
Dobbiamo reagire a questo declino che riguarda anche tutti noi cittadini e dobbiamo farlo con particolare forza noi altoatesini: abbiamo ricevuto molto e dobbiamo fare la nostra parte. Rilanciare lo spirito unitario a tutti i livelli a partire dalla base.
Con l’Europa siamo nati, solo con l’Europa possiamo crescere!
Sabato 7 marzo ore 9 al Centro Pastorale di Bolzano, sarà una bella occasione per confrontarci su questi temi.
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