Gesellschaft | Plurilinguismo

English Afternoon

Quando l'apprendimento è informale: due studentesse britanniche trascorrono il pomeriggio al Centro giovanile Vintola18 "offrendo" il proprio inglese a bambinə e ragazzə.
Rhianna Sasha
Foto: Vintola18

È un pomeriggio come tanti al Centro giovanile Vintola18 in via Vintler a Bolzano, tra piazza della Madonna e il complesso dell'Ordine teutonico. Qualche bambinə corre da una sala all'altra, qualcun'altrə gioca a pallone nel cortile, qualche mamma viene a riprendere il figlio o la figlia. Ma da ottobre fino alla fine di maggio, le consuete attività pomeridiane saranno accompagnate anche da due giovani inglesi. Arrivano dal cuore della Gran Bretagna, Rhianna Harrigan da Nottingham e Sasha Brown da Hollington, studentesse universitarie di italiano giunte in Sudtirolo nell'ambito di un progetto di scambio (promosso dal British Council) di lettorato di madrelingua nelle scuole superiori di lingua italiana (i licei Carducci e Torricelli, il tecnico Battisti). “Non siamo insegnanti di inglese, siamo qui nel Centro per offrire un modo d'imparare l'inglese più informale e divertente”, spiegano. Un'operazione sperimentale e inedita.

 

 

In effetti “più che un progetto è una sperimentazione”, ci spiega Fabio Raffaelli dell'Ufficio Bilinguismo e Lingue straniere della Provincia, “ed è la prima non legata a un singolo ufficio”. Si è infatti creata una (benché non così inusuale) sinergia con l'Ufficio politiche giovanili, da cui dipende il Centro Vintola18. Perché “all'interno del grande tema dell'apprendimento linguistico in Alto Adige, abbiamo pensato che nell'annosa discussione 'italiano vs. tedesco' andasse affrontata la questione dell'inglese”. E il tutto “partendo da una modalità innovativa, ovvero portare delle madrelingua inglese in un centro giovanile, inserendo delle attività in lingua all'interno delle attività ordinarie”.

Niente lezioni frontali o corsi extrascolastici, dunque, ma semplici conversazioni in inglese nella cornice dei progetti specifici del centro: durante il doposcuola, i giochi da tavolo, la realizzazione di lavori manuali, in base alle esigenze dei ragazzi e delle ragazze – a seconda delle attività, compresi tra i 7 ai 17 anni. “Non si tratta di corsi di lingua, ma di attività in lingua. Le politiche europee spingono per l'apprendimento di tre lingue entro un certo livello. Qui si tratta di instaurare un contatto con la lingua non formale, con delle esterne non italiane. E, anche, di aprire la mente a nuove visioni del mondo” sottolinea Raffaelli.

 

 

 

"Un arricchimento"

 

Il Vintola18 ha accettato questa sfida. “Questo è un impegno in più all'interno delle attività quotidiane” ma soprattutto “un'ulteriore possibilità data ai ragazzi e alle ragazze che frequentano il centro per apprendere nuove competenze” sottolinea Francesca Longhino, tra le coordinatrici del Centro. E l'esperimento “sta funzionando”, conferma, “è stato ben accolto ed è molto apprezzato dai nostri utenti”. “Abbiamo un'utenza multietnica – spiega – con bambini che già parlano più lingue, oltre all'italiano e al tedesco” ma che spesso provengono da famiglie con ristrettezze economiche, con minore possibilità di iscrivere i propri figli a corsi specifici o esperienze all'estero. “Perciò è un'occasione molto arricchente” che, come altre attività del centro, “possiamo rendere gratuita”.

È bello venire qui a prendersi una pausa, per così dire, dal lavoro formale nelle scuole” raccontano Rhianna Harrigan e Sasha Brown, entrambe alla loro prima esperienza di questo tipo. “Si tratta di insegnare alcune nuove parole, in un contesto appunto più informale, soprattutto giocando, conversando o aiutando nei compiti a casa”. Non trattandosi dunque di una lezione frontale, bensì di esercizi di conversazione, semplicemente “noi facciamo domande e i bambini rispondono – certo, a volte ovviamente non vogliono, preferiscono giocare e basta”.

Per le ventenni inglesi, l'arrivo in Sudtirolo equivale a scoprire un universo nuovo: “Non parliamo una parola di tedesco, ma per via del nostro aspetto fisico ci scambiano per persone di qui”. Il contesto multiculturale, per due cittadine britanniche, non rappresenta invece nulla di nuovo, ma solo un'ottima condizione per “buone opportunità di apprendimento”. Quando la stagione lo permetterà, saranno possibili anche passeggiate o altre attività all'aria aperta. Sempre all'insegna del dialogo, del divertimento e della spontaneità.