Io padrone, Tu padrone
-
Uno dei peggiori difetti della narrazione che per decenni si è fatta delle cose altoatesine è quello secondo il quale la storia comincia e finisce al passo del Brennero e alla chiusa di Salorno. È una rivendicazione di totale unicità che il serio lavoro, in questi ultimi decenni, delle nuove generazioni di storici ricercatori non è ancora riuscito a dissipare del tutto. Ben vengano, quindi, iniziative come quelle della Casa Editrice Rubbettino, che, alla fine del 2024, ha mandato alle stampe una nuova edizione con aggiornamenti bibliografici di un lavoro collettivo pubblicato per la prima volta all’inizio degli anni 80 e curato, nella nuova veste, da Francesco Leoncini, docente universitario a Venezia, da tempo immerso nello studio della Mitteleuropa del 900.
Il titolo e il sottotitolo del volume dicono già molto sulla prospettiva dell’opera. Il titolo: „Io padrone, Tu padrone“. Il sottotitolo: „Il caso emblematico delle minoranze tedesche tra Weimar, il Terzo Reich e l’Italia fascista“.
La vicenda editoriale dell’opera inizia come detto alla fine degli anni '70 quando, per iniziativa di Paolo Prodi, allora rettore dell’Università di Trento, si tiene un seminario su questi temi al quale partecipano proprio i quattro autori i cui saggi compongono il libro. Francesco Leoncini si occupa di una questione centrale come quella dei Sudeti e delle sorti del gruppo tedesco nella Cechia del passaggio tra la Repubblica di Weimar e la Germania nazista. Manfred Aleksander, professore di storia dell’Europa orientale a Colonia parla della politica germanica nei confronti delle minoranze tedescofone di Cecoslovacchia e Polonia. Rudolf Jaworski, esperto di storia dell’Europa orientale approfondisce il concetto di Auslandsdeutsche/tedeschi esterni. Le vicende altoatesine vengono infine calate nel saggio di Leopold Steurer, storico sudtirolese che, seguendo il filo dei suoi numerosi e importanti contributi, esplora il tema dei rapporti tra l’irredentismo sudtirolese e i movimenti pangermanisti e poi con il movimento e il regime nazista.
Il volume presentato a Merano nella sede dell’Accademia italotedesca, alla presenza di due degli autori, Leoncini e Steurer, torna ad essere una base importante di riflessione proprio nel momento in cui determinati modelli di pensiero e determinate pulsioni nazionalistiche riportano alla luce progetti di pulizia etnico linguistica, di spostamento di popolazioni e gruppi, di richiami ad una purezza e compattezza dei popoli che sono stati alla base di molte fra le tragedie compiute a suo tempo.
Le teorie del filosofo settecentesco Johann Gottfried Herder secondo il quale nessuna nazione avrebbe potuto ottenere la felicità dei suoi appartenenti se essi avessero dovuto mescolarsi con genti di diversa lingua e cultura continua, nonostante le immani tragedie che questo pensiero e l’azione che ha prodotto hanno scatenato in un tempo non lontano, a produrre i suoi devastanti effetti.
-
Weitere Artikel zum Thema
Politik | BolzanoL’assessore alla remigrazione
Politik | Doppelmoral“Remigration” pfui “Deportation” hui?
Stimme zu, um die Kommentare zu lesen - oder auch selbst zu kommentieren. Du kannst Deine Zustimmung jederzeit wieder zurücknehmen.