“Danno erariale per i patentini falsi”
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La Procura della Corte dei conti ha aperto due procedimenti contro i medici che avevano presentato certificazioni linguistiche false chiedendo il risarcimento di un danno erariale pari agli stipendi percepiti dalla data di assunzione. È una delle istruttorie emerse stamani (6 marzo) durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile, una cerimonia segnata anche da critiche neppure troppo velate contro la riforma della responsabilità erariale approvata negli ultimi mesi dalla maggioranza di destra guidata dalla premier Giorgia Meloni.
Apprezzamento, invece, per la sentenza di appello che ha confermato il danno d’immagine arrecato dall’ex presidente della Provincia Luis Durnwalder e sconcerto per alcune frasi di commento pronunciate dopo la decisione. Si è fatta notare la totale assenza di rappresentanti della Provincia di Bolzano (era mattinata di giunta).
È proprio sulla riforma della responsabilità amministrativa che la relazione della procuratrice regionale Alessia Di Gregorio assume i toni più espliciti. Le modifiche introdotte dalla nuova disciplina – approvata dal Parlamento nel 2024 – vengono descritte come un intervento che rischia di ridurre l’efficacia del sistema di tutela delle finanze pubbliche.
Nella relazione si parla apertamente di una “chiara immunità politica” per i titolari degli organi politici e del rischio che il limite al risarcimento del danno erariale del 30% finisca per trasferire una parte delle conseguenze economiche direttamente sulla collettività. A sostegno di questa preoccupazione la procuratrice cita le parole del presidente della Corte dei conti Guido Carlino, secondo cui con il nuovo sistema “il resto del danno non risarcito rimane a carico dell’amministrazione e quindi della collettività”, con il pericolo di indebolire la funzione deterrente della responsabilità amministrativa e contabile.
Sul piano dell’attività nel 2025 sono pervenute alla Procura 307 denunce di presunto danno erariale e sono state aperte 155 istruttorie. Nel corso dell’anno sono state definite 170 istruttorie, con 145 archiviazioni ai sensi del codice di giustizia contabile e 25 nuovi giudizi avviati (17 di responsabilità e 8 di resa di conto). L’attività investigativa si è tradotta anche in 178 decreti istruttori, 10 audizioni personali e 31 inviti a dedurre.
Sul fronte economico le amministrazioni danneggiate hanno iscritto a ruolo somme per 6.260.590,70 euro, di cui 1.462.647,03 euro già recuperati al 31 dicembre 2025. A queste si aggiungono 2.193.679,52 euro recuperati in seguito a sentenze di condanna, oltre a 279.256,18 euro riscossi tramite procedure monitorie o esecutive. Il recupero complessivo per cassa indicato nella relazione ammonta a 513.292 euro, cui si aggiungono 49.943,79 euro di riparazioni spontanee e 112.500 euro derivanti da definizioni agevolate.
Tra i procedimenti citati nella relazione spicca quello relativo ai medici con certificazioni linguistiche false. La Procura ha avviato due distinti giudizi nei confronti di dirigenti medici che, per ottenere l’assunzione a tempo indeterminato nel servizio sanitario provinciale, avevano presentato attestazioni di conoscenza del tedesco risultate poi non veritiere.
Nella relazione si legge che, dopo la revoca dei certificati linguistici, “l’Azienda sanitaria ha dichiarato i due sanitari decaduti dall’impiego e la Procura ha promosso nei loro confronti due separati giudizi per il risarcimento del danno erariale, quantificato negli emolumenti percepiti dalla data di assunzione a tempo indeterminato”. La procuratrice osserva inoltre che “questi due casi costituiscono soltanto le prime emersioni di un filone che purtroppo sta assumendo proporzioni più ampie”.
Sempre nel settore sanitario viene citata anche l’istruttoria aperta dopo la sanzione inflitta dal Garante per la protezione dei dati personali all’Azienda sanitaria dell’Alto Adige per i numerosi accessi abusivi al dossier sanitario elettronico avvenuti tra il 2020 e il 2022 da parte di personale non coinvolto nella cura dei pazienti. La Procura contabile sta valutando le responsabilità per il danno indiretto derivante dalla sanzione amministrativa.
Un’altra istruttoria riguarda un medico dipendente pubblico accusato di falsa attestazione della presenza in servizio, con conseguente contestazione degli stipendi percepiti indebitamente e del danno all’immagine dell’amministrazione.
Tra i procedimenti segnalati compare anche un fascicolo relativo a una struttura alberghiera che sarebbe stata classificata in una categoria inferiore rispetto a quella effettiva, con il conseguente mancato versamento dell’imposta di soggiorno dovuta.
La Procura ha inoltre avviato un’azione di responsabilità nei confronti del titolare di un sistema di imprese familiari operanti in diversi settori economici che, secondo le indagini, sarebbero state utilizzate per ottenere indebitamente contributi pubblici provinciali destinati alle piccole e medie imprese. Un’altra causa riguarda l’indebita percezione di incentivi pubblici per impianti fotovoltaici, ottenuti tramite modifiche successive agli impianti dopo l’accesso alle tariffe incentivanti del cosiddetto quarto conto energia.
Tra i procedimenti citati figura anche un’azione per danno erariale nei confronti del comandante di una base logistico-addestrativa militare, accusato di non aver provveduto al pagamento delle utenze relative all’alloggio di servizio.
La relazione segnala inoltre verifiche su incarichi professionali conferiti a un avvocato del libero foro da parte di amministrazioni pubbliche comunali senza un’adeguata procedura di selezione e al posto di coinvolgere inizialmente l’Avvocatura dello Stato.
Infine viene ricordata anche un’istruttoria complessa relativa agli incentivi per la produzione di energia da fonte fotovoltaica, che si è conclusa con l’archiviazione dopo le deduzioni difensive presentate dalle parti coinvolte.
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In apertura era intevenuto il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti di Bolzano, Enrico Marinaro, il quale ha tracciato nella sua relazione il quadro dell’attività giudiziaria svolta nel 2025. I dati mostrano un andamento sostanzialmente stabile dei giudizi di responsabilità amministrativa e un peso crescente dei procedimenti sui conti giudiziali, cioè quelli che riguardano la gestione concreta di denaro pubblico da parte di agenti contabili e amministrazioni.
Nel corso dell’anno la sezione ha avuto 157 procedimenti complessivi: 83 erano pendenti all’inizio del 2025 e 74 sono stati introdotti nel corso dell’anno. Alla fine dell’anno 133 procedimenti sono stati definiti, di cui 123 con sentenza, 3 con ordinanza e 7 con altri provvedimenti, mentre 24 risultavano ancora pendenti al 31 dicembre. Sul fronte dei conti giudiziali sono stati definiti 731 conti, mentre il contenzioso pensionistico si è mantenuto su numeri molto ridotti: 7 ricorsi complessivi nel 2025, di cui 2 decisi, 3 con prima udienza fissata nel 2026 e 2 sospesi in attesa di una decisione della Corte costituzionale.
Uno dei passaggi più interessanti della relazione riguarda la questione linguistica nei procedimenti giudiziari in Alto Adige. Marinaro richiama infatti una decisione della sezione che affronta il tema dell’uso dell’italiano e del tedesco nei processi davanti alla Corte dei conti. La sentenza chiarisce che, pur restando pienamente garantito il diritto della difesa a utilizzare la lingua prescelta, la normativa consente anche soluzioni pratiche quando il collegio giudicante non comprende entrambe le lingue. In particolare viene ricordato che “fermo restando il diritto della difesa di esprimersi nella lingua prescelta”, la normativa vigente consente “in via straordinaria, la temporanea assegnazione alla Corte territoriale bolzanina di magistrati non a conoscenza della lingua tedesca”, con la conseguenza che “la trattazione orale non possa che svolgersi in un idioma comprensibile dall’intero collegio”.
La relazione da riferimento a un caso concreto in cui era stato contestata la validità di un atto di citazione redatto in italiano. La sezione ha respinto l’eccezione di nullità ricordando che il pubblico ministero contabile aveva notificato inizialmente un invito a dedurre bilingue e che lo stesso interessato aveva risposto in italiano. Questo comportamento aveva quindi “ingenerato un legittimo affidamento nel requirente” circa la lingua scelta, con la conseguenza che la contestazione sollevata solo successivamente non poteva invalidare il procedimento.La relazione del presidente richiama poi alcuni orientamenti giurisprudenziali emersi nelle sentenze della sezione nel corso dell’anno. Tra questi il principio secondo cui, nel giudizio contabile, la valutazione delle prove segue il criterio civilistico del “più probabile che non”, diverso dal parametro penale dell'“oltre ogni ragionevole dubbio”. Questo significa che una decisione penale di non luogo a procedere non impedisce alla Corte dei conti di valutare autonomamente gli stessi elementi istruttori nel giudizio di responsabilità amministrativa.
Tra i casi citati nella relazione compare anche la vicenda relativa all’affidamento illegittimo di lavori da parte del presidente di un’amministrazione separata dei beni di uso civico. In quel caso la sezione ha affermato che, ai fini della giurisdizione contabile, non conta tanto la natura pubblica o privata dell’ente, quanto il fatto che esso eserciti funzioni legate alla gestione di diritti collettivi della comunità locale.
Un’altra decisione riguarda la gestione di un alloggio di servizio militare. Il comandante della struttura era stato chiamato a rispondere non come semplice debitore nei confronti del Ministero della Difesa per le utenze non pagate, ma per violazione dei propri doveri d’ufficio nella gestione dell’alloggio, con conseguente responsabilità davanti alla Corte dei conti.
Tra gli altri orientamenti richiamati figurano inoltre le decisioni sul danno da assenteismo e sul danno all’immagine della pubblica amministrazione, i criteri per quantificare il danno alla concorrenza negli appalti pubblici — stimato equitativamente nella misura del dieci per cento del valore dell’opera quando mancano elementi di comparazione —, nonché alcune pronunce sui conti giudiziali e sulla responsabilità degli agenti contabili nella gestione delle partecipazioni societarie degli enti pubblici.
La presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, Stefania Fusaro, ha spostato l’attenzione dal piano delle responsabilità amministrative e dei processi a quello della vigilanza sulla gestione della finanza pubblica degli enti territoriali.
Nel suo intervento Fusaro ha ricordato anzitutto il ruolo della sezione di controllo, che non giudica i singoli casi di danno erariale ma verifica la correttezza dei bilanci pubblici, l’equilibrio finanziario degli enti e la sostenibilità delle scelte di spesa delle amministrazioni.
Uno dei punti centrali della relazione è stato il riferimento alla necessità di mantenere nel tempo equilibri strutturali di bilancio. Fusaro ha ricordato che la fase attuale, caratterizzata da una forte disponibilità di risorse straordinarie legate al PNRR e ad altri programmi di investimento pubblico, non deve indurre le amministrazioni a finanziare spese permanenti con entrate temporanee, perché questo rischierebbe di compromettere nel medio periodo la stabilità dei conti pubblici.
La relazione richiama inoltre l’attenzione sulla gestione delle società partecipate dagli enti locali, che rappresentano spesso uno dei punti più delicati sotto il profilo finanziario. Eventuali squilibri economici o gestionali delle partecipate, infatti, possono riflettersi direttamente sui bilanci delle amministrazioni che ne detengono il controllo, con possibili conseguenze sulla sostenibilità complessiva della spesa pubblica.
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