“Sono una civil servant”
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Primo giorno a Palazzo Ducale per Maddalena Travaglini, nuova Commissaria del Governo per la Provincia di Bolzano. Originaria di Roma, padre abruzzese e madre toscana, dopo i precedenti impegni istituzionali a Viterbo, Grosseto e nella capitale, è stata chiamata dal Consiglio dei Ministri dell’11 dicembre a raccogliere il testimone – dopo otto anni – di Vito Cusumano, destinato alla Prefettura dell’Aquila. Davanti ai media altoatesini, Travaglini ha scelto toni misurati e un lessico tutto giocato su “rispetto”, “equilibrio”, “ascolto” e “collaborazione”, rivendicando al tempo stesso la natura istituzionale del suo incarico e la continuità con il predecessore: “Sono una rappresentante dello Stato, una civil servant come qualcuno dice, al mio primo incarico come prefetto. M'inserisco in un territorio estremamente ricco, molto articolato e ricco di storia e cultura. Cusumano ha lavorato bene, è stato un prefetto molto stimato e accolto dalla comunità, quindi sicuramente intendo proseguire sull’indirizzo che è stato tracciato, fondato sull’equilibrio, sulla capacità di ascoltare, comporre e costruire”.
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L'esperienza su Covid, sicurezza e immigrazione
La nuova Commissaria ha ripercorso il proprio curriculum: esperienza amministrativa nella macchina centrale del Ministero dell’Interno, passando per l’Ufficio centrale legislativo e incarichi presso sottosegretari. “Le attività che ho svolto mi hanno posto a contatto con tematiche di natura generale, normativa, regolamentare, e quest’esperienza verrà posta naturalmente al servizio di questo territorio – ha spiegato Travaglini – Ho seguito tutta la fase del periodo Covid, coi provvedimenti urgenti del Governo nella gestione della pandemia, e mi sono confrontata con le politiche della sicurezza – dalla sicurezza integrata sino alla valorizzazione dei ruoli di tutte le componenti delle forze dell’ordine, della polizia locale e del territorio. Infine ho seguito l’indirizzo che il Governo ha dato sulla gestione dei flussi migratori, quindi anche questi aspetti potranno costituire un importante patrimonio per l’espletamento dell’incarico”.
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Olimpiadi & Autonomia
Tra le priorità sul tavolo del prefetto ci sono le prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, con gare previste anche in Alto Adige. Il Commissario del Governo presiede tra l’altro il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e coordina l’azione sul territorio delle forze di polizia: un perno, quindi, nei grandi eventi e nei dispositivi di sicurezza. Travaglini ha riconosciuto che, riguardo ai Giochi olimpici, “molto lavoro è già stato fatto” e di arrivare già “in una fase conclusiva”.
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Solleticata sul tema di un maggior presidio del territorio – dopo un primo giro di incontri con il Questore, il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza – la nuova prefetta condivide “la necessità che lo Stato sia presente, assicurando la sicurezza all’interno dei territori”. Detto questo, Autonomia e Stato sono “parti di uno stesso costrutto” da rispettare: “Credo che onore e responsabilità camminino insieme – ha specificato – sento molto la peculiarità di questo territorio, ovvero l’impegno che dovrò prestare per approcciare ed inserirmi in un contesto istituzionale molto speciale, con la certezza che l’Autonomia e lo Stato sono parti di uno stesso costrutto, che è il costrutto della nostra Carta costituzionale”. Perciò Travaglini si dice “molto rispettosa dell’Autonomia” e richiama “il principio della leale collaborazione” come cardine della Costituzione repubblicana.
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“Operosità, cura, amore e armonia”
Travaglini ha infine aggiunto un suo ritratto del Sudtirolo: “Conosco l’Alto Adige per la sua bellezza, ma anche perché mi ha sempre colpito la percezione delle sue persone, un’attitudine alla responsabilità sociale, alla consapevolezza collettiva dell’agire che riguarda la tutela del territorio, dell’ambiente, una dimensione etica della natura, l’amore per la cosa pubblica. Una terra corretta dove trovo operosità, attenzione, cura, amore e armonia – e quest'armonia voglio alimenti anche le relazioni fra le istituzioni del territorio”. In questo gioca un ruolo anche la montagna: “Cammino con passo 33, amo la montagna, amo camminare. Ho sempre lavorato in questo senso trasponendo chiaramente quest’immagine con concentrazione, silenzio, pazienza – cercando di capire dove va il cammino, quali sono le priorità”. Prossimi appuntamenti in calendario, l'incontro con il Landeshauptmann Arno Kompatscher e il sindaco Claudio Corrarati. Sempre nel segno del “massimo rispetto” e della “leale collaborazione”.
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Ihre Fragestellung bezüglich Nord- und Osttirol ist deplatziert. Es geht um den autonomen Handlungsspielraum, nicht um Gebietsverschiebungen. Wenn Sie Herrn Gasser etwas entgegnen können, dann die Frage, ob der Handlungsspielraum Nord- und Osttirols tatsächlich geringer ist. Ich würde mir hier echt kein Urteil erlauben.
Antwort auf Ihre Fragestellung bezüglich… von Manfred Klotz
Nein, sie ist nicht…
Nein, sie ist nicht deplaziert, sondern erklärt, warum Nord-/Osttirol keine Kolonie ist. Der autonome Handlungsspielraum allein ist für die Unterscheidung zwischen einem kolonialen und einem nichtkolonialen Verhältnis nicht wesentlich. Kanaky/Neukaledonien ist gegenüber Frankreich wesentlich selbständiger als Südtirol gegenüber Italien, doch Kanaky/Neukaledonien gilt trotz seiner sehr weitreichenden Autonomie als Kolonie.
Laut dem Regional Authority Index ist die Autonomie österreichischer Bundesländer jedenfalls größer als die von Südtirol: https://www.brennerbasisdemokratie.eu/?p=37233
@Herr Gasser Südtirol…
@Herr Gasser
Südtirol verfügt aus Gründen des völkerrechtlich abgesicherten Minderheitenschutzes über asymmetrische, verfassungsrechtlich garantierte Sonderkompetenzen, die sich unmittelbar aus dem Autonomiestatut als Verfassungsgesetz ableiten. Das Bundesland Tirol hingegen ist als reguläres Glied eines symmetrisch angelegten Föderalismus in die österreichische Bundesverfassung eingebettet, ohne Sonder- oder Abweichungskompetenzen gegenüber anderen Bundesländern.
Vor diesem Hintergrund ist ein direkter Kompetenzvergleich zwischen Südtirol und Tirol systematisch verfehlt, weil hier zwei unterschiedliche Ordnungsmodelle gegenübergestellt würden: asymmetrischer Regionalismus versus symmetrischer Föderalismus. Sinnvoll wäre allenfalls eine funktionale Diskussion darüber, wie effektiv Föderalismus in Österreich bzw. Regionalismus mit Sonderstatuten in Italien jeweils ausgestaltet sind und welche Steuerungsleistungen sie tatsächlich erbringen. Das wäre jedoch eine grundlegend andere Debatte.
Richtig ist zudem, dass die Republik Österreich die slowenische Minderheit – die sich 1921 im Rahmen einer Volksabstimmung ausdrücklich für den Verbleib bei Österreich entschieden hat – historisch nicht durchgehend fair und konsistent behandelt hat. Insbesondere in Kärnten lassen sich Phasen identifizieren, in denen staatliches und landespolitisches Handeln assimilatorische bzw. strukturell kolonialistische Züge getragen hat. Auch Österreich weist reale Defizite im Umgang mit autochthonen Minderheiten auf, die benannt werden müssen.
Grundsätzlich stellt sich die Frage, wie hochrangige staatliche Funktionsträger:innen die Situation in Südtirol adäquat einschätzen sollen, wenn ihnen aufgrund fehlender Deutschkenntnisse der unmittelbare Zugang zur gesellschaftlichen Realität verwehrt bleibt und sie auf eine ausschließlich vermittelte Wahrnehmung durch Dritte angewiesen sind.
Wenn jemand als…
Wenn jemand als Regierungskommissärin in eine Provinz mit deutscher Mehrheitsbevölkerung versetzt wird, wäre es ein Geringes, zumindest einige Worte Deutsch zu lernen, bevor man sich präsentiert.
Frage an die dabei gewesenen Journalistinnen: Hat sie das?
Antwort auf Wenn jemand als… von Sigmund Kripp
Ach geh, immer so weinerlich…
Ach geh, immer so weinerlich und wehleidig!
Wichtig ist doch, dass die neue Kommissarin nicht wieder unbrscholtene Bürger*innen kriminalisiert, wie ihr Vorgänger Quästor Sartori.
Ich kann mich an den Vorfall erinnern, als eine junge Aktivistin wegen eines Flugblattes, das sie im Büro (im NOI?) aufgehängt hatte, wie eine Verbrecherin behandelt wurde.
Oder wie der Sartori eine Raddemo gegen den Lärm und Dreck auf dem Grödner Joch schlichtweg verboten hat.