Politik | Il lutto

È morto Roland Riz

Aveva 98 anni. Parlamentare, avvocato e storico esponente della SVP, fu tra i protagonisti delle trattative per l'Autonomia – e artefice dell'attuazione del Secondo Statuto. Pallaver: "Equilibrato e orientato al compromesso".
Roland Riz
Foto: Seehauserfoto
  • Roland Riz si è spento oggi, 12 gennaio, all’età di 98 anni. Ne dà notizia il portale stol.it. Nato a Bolzano il 12 maggio 1927, fu una delle figure di spicco della SVP più influenti della politica sudtirolese del secondo dopoguerra: avvocato, docente universitario e parlamentare di lungo corso, legò il proprio nome soprattutto al lavoro nelle commissioni romane che hanno accompagnato la riforma e l'applicazione dello Statuto di autonomia del Sudtirolo.

  • Da Bolzano a Roma

    La sua carriera pubblica iniziò nel 1957 con la nomina a vicesindaco di Bolzano. L’anno successivo entrò alla Camera dei deputati, dove rimase fino al 1987 (con la sola interruzione tra il 1963 e il 1968), rappresentando la Südtiroler Volkspartei. Nel 1987 passò al Senato, ricoprì l'incarico di senatore fino al 1996: anni in cui assunse anche ruoli di primo piano nelle commissioni parlamentari, tra cui la presidenza della Commissione Giustizia a Palazzo Madama e, in precedenza, quella della Commissione Affari costituzionali alla Camera.

  • Fu Obmann della SVP dall'aprile 1991 a novembre 1992, raccogliendo l’eredità politica di Silvius Magnago. In quel periodo prese le distanze dalle spinte più radicali emerse attorno alla manifestazione al Brennero per il Tirolo unito, ribadendo una linea istituzionale e pragmatica. Centrale, per Riz, restò la costruzione dell’Autonomia: partecipò a tutte le principali Commissioni competenti (tra cui 19, 13, 12 e 6), oltre al comitato parlamentare preparatorio della riforma dello Statuto del 1972, quella del Pacchetto. Roland Riz è stato "uno dei principali artefici dell'Autonomia dell'Alto Adige, che ha lottato con coraggio e intelligenza per la provincia e le sue istanze. Grazie alla sua straordinaria competenza professionale, Riz godeva di grande prestigio anche al di fuori dell'Alto Adige, a Roma e a livello internazionale. Soprattutto il suo senso per il fattibile ha reso Riz un artefice determinante della nostra Autonomia", ha sottolineato con tono elogiativo il presidente della Provincia Arno Kompatscher.

  • Artefice dell'Autonomia: (da sx) il presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher e Roland Riz in un incontro a gennaio 2022. Foto: ASP
  • Accanto alla politica, Riz coltivò l’attività accademica. Laureato in Giurisprudenza a Milano nel 1948, insegnò Diritto penale (tra Modena-Reggio Emilia e Padova) e Diritto comparato a Roma alla Pontificia Università Lateranense, oltre a periodi di docenza a Innsbruck. In ambito giuridico è ricordato anche per il “progetto Riz”, una proposta di riforma del codice penale che affrontava, tra l’altro, il tema della colpa e della prevedibilità dell’evento. Negli ultimi anni la sua figura è stata riletta anche sul piano umano. Nel 2023 la figlia Veronika gli ha dedicato un film, Unter Bäumen – Roland Riz Leben und Wirken.

  • Il ruolo di Riz nella Südtiroler Volkspartei

    “Riz è stata una figura fondamentale nella Volkspartei, che rimase per tutta la vita tra Camera e Senato, ma negli anni Sessanta dovette prendersi una piccola pausa (un periodo di ‘sospensione’)”, ricorda il politologo Günther Pallaver, “perché fu esponente del Aufbaubewegung all’interno della Volkspartei, assieme a Toni Ebner. Si trattò di quel movimento che s'opponeva agli attentati dinamitardi e proponeva una linea più morbida per il partito”.

  • Il politilogo altoatesino Günther Pallaver: "Sulla quietanza liberatoria Riz riuscì a imporsi". Foto: EURAC Research
  • Nella capitale Riz svolse un ruolo importante. “Fu rimproverato, in un certo senso, di essersi ‘italianizzato’ a Roma” in quanto – prosegue Pallaver – “molto equilibrato, orientato al compromesso e stimato anche dai colleghi italiani. Divenne presidente della Commissione affari costituzionali, tra le più importanti del Parlamento, e non dimentichiamo che gli fu persino proposto di entrare nel Governo. E non va dimenticato che Magnago, nei primi anni Novanta, gli lasciò l’incarico di Obmann, quando il partito decise di esprimersi a favore della Streitbeilegung, ovvero della quietanza liberatoria”.

    Secondo il politologo, “non fu una questione semplice: all’interno del partito c’erano esponenti di peso contrari alla consegna della quietanza liberatoria, tra cui Karl Zeller”. Ma alla fine Riz riuscì a imporsi, “ed è un grande merito, perché in questo modo si chiuse definitivamente la controversia tra Austria e Italia”. Per Pallaver “è una generazione che nella SVP non esiste più, e probabilmente nemmeno al di fuori della Volkspartei. Una generazione che, pur nella durezza, aveva la qualità della parola data, della stretta di mano, disponibile al compromesso”.