Sport | Santa Giulia

In 30.000 per le finali di Milano

Cronaca di un weekend storico tra cantieri aperti, il dominio dell'Asiago nella finale scudetto e la supremazia indiscussa del Caldaro nella Coppa Italia della Serie B.
SANTAGIULIA
Foto: Diego Barbieri
  • Nel freddo pungente di un gennaio milanese, il quartiere di Rogoredo-Santa Giulia si è risvegliato con una doppia identità: cantiere febbrile all'esterno e improvviso baricentro dell'hockey italiano all'interno per le Milano Hockey Finals. Il fine settimana dal 9 all'11 gennaio 2026 non è stato solo un evento sportivo ma anche lo "stress test" definitivo per la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena (il PalaItalia), la struttura chiamata a ospitare, tra meno di un mese, il torneo olimpico, a cui dopo più di 10 anni (l'ultima apparizione risale a Sochi 2014) tornano ad approdare i campioni della NHL (ne abbiamo scritto anche qui).

    Il torneo di hockey maschile alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 si svolgerà infatti all’Hockey Arena di Santa Giulia dall'11 al 22 febbraio 2026, con il debutto della Nazionale Italiana l’11 febbraio contro la Svezia. Seguiranno i playoff e l’assegnazione del titolo olimpico la sera di domenica 22 febbraio. 

    L'arrivo all'arena è stato un viaggio abbastanza surreale. Gli oltre 30.000 spettatori transitati nel weekend (con picchi di 4.200-5.000 per le finali) hanno fatto slalom tra recinzioni di cantiere, gru coi motori ancora caldi e percorsi pedonali provvisori. All'esterno, l'odore dell'asfalto fresco e la vista di operai in pettorina ricordavano che la corsa contro il tempo per le Olimpiadi è tutt'altro che finita. Ma varcata la soglia, il colpo d'occhio è stato da Major League: un catino vibrante, capienza di oltre 15.000 spettatori, ottima visuale in tutto l’ovale e un ghiaccio che, nonostante qualche problema di "gioventù" e un clamore mediatico del tutto esagerato, ha retto le lame di sette partite in tre giorni.

    Certo, è sostanzialmente ancora tutto da finire. Bar e ristoro erano garantiti da camion street-food nel piazzale, in quanto quelli interni sono ancora in fase di ultimazione; gli impianti sono solo parzialmente avviati con conseguente freddo polare sulle tribune. Ci sono però certamente i margini per finire dignitosamente tutto ed evitare una pessima figura che alcuni media nordamericani già danno per scontata. 

    L'atmosfera che si è respirata all'interno dell'arena era carica di un'elettricità rara durante tutti i tre giorni dell’evento. Evidente e ben esibita è stata la presenza della Curva del Milano Saima, la tifoseria organizzata sopravvissuta alla scomparsa della storica franchigia meneghina, a testimoniare – anzi urlare – la "fame di hockey" di una metropoli come Milano, orfana da troppo tempo di una squadra di vertice e di un impianto adeguato.

    In questo scenario ibrido si sono assegnati i due trofei nazionali: il 92° Scudetto (IHL Serie A) e la 30ª Coppa Italia (IHL).

  • Foto: Serena fantini
  • Finali scudetto 2025/26

    l piatto forte del weekend è stato senza dubbio la Final Four della IHL Serie A, che assegnava il 92esimo Scudetto. Questo trofeo viene conteso tra le squadre italiane che militano nella lega transfrontaliera Alps Hockey League (AHL), un campionato che unisce formazioni italiane, austriache e slovene e che diventa Serie A italiana nella classifica avulsa degli incontri diretti tra italiane. Un sistema debole e cervellotico, una delle ahimè varie storture del movimento hockeistico italiano.

    L’assegnazione dello scudetto avviene quest’anno attraverso una Final Four tra le prime quattro di quella classifica, con tabellone a partita secca. Le protagoniste sono state Migross Asiago, a caccia del riscatto dopo la “retrocessione forzata” dalla prestigiosa Ice Hockey League; SG Cortina Hafro, campioni in carica e custodi della più antica tradizione “pattini e bastone” del Paese; Rittner Buam, la corazzata altoatesina spesso dominante negli ultimi anni; e Wipptal Broncos Vipiteno, underdog di lusso e realtà in decisa affermazione nel panorama nazionale.

  • Foto: Diego Barbieri

    Semifinale 1: Il Derby Veneto 
    Migross Asiago Hockey vs SG Cortina Hafro 2-1 (Sabato 10 Gennaio 2026) Il "Derby Veneto" è una delle rivalità più accese dell’hockey italiano fin dai tempi pionieristici. Asiago contro Cortina è lo scontro tra l'Altopiano e la Regina delle Dolomiti, due scuole di hockey antiche e gloriose. La partita è stata una scacchiera tattica degna di un hockey di alto livello. Il primo tempo, conclusosi sullo 0-0, ha visto le difese prevalere sugli attacchi. L'Asiago, guidato in panchina da coach John Parco, ha cercato di imporre un ritmo alto, ma il Cortina ha chiuso con efficacia ogni varco grazie anche a una prova solida del portiere Karjalainen. La svolta nel periodo centrale: per l'Asiago hanno dato la svolta i forti talenti d'oltreoceano approdati quest’anno sull’altopiano. All’ottavo del secondo, Ryan Valentini ha rotto l'equilibrio con un'azione di notevole classe e da quel momento l'inerzia è passata totalmente nelle mani degli "Stellati". Raddoppio poco dopo con Carter Johnson. Pochi secondi dopo il 2-0, Ronny De Zanna dimezza le distanze, rendendo la partita un "one-goal match". Il terzo tempo è stato un assedio. Il Cortina ha provato in ogni modo a pareggiare, colpendo anche una traversa con Pietroniro, ma il muro difensivo dell'Asiago e il bravo portiere Rudy Rigoni, autore di una prova maiuscola, hanno retto fino alla sirena finale.

  • Foto: Diego Barbieri

    Semifinale 2: Il Derby dell'Alto Adige 
    Rittner Buam SkyAlps vs Wipptal Broncos Weihenstephan 3–2 (Sabato 10 Gennaio 2026) La seconda semifinale ha messo di fronte l'esperienza del Renon (Rittner Buam) e l'esuberanza del Vipiteno. I "Buam" partivano favoriti, ma il Vipiteno si è rivelato squadra molto ben organizzata. La partita è stata intensa e di livello. Il Renon ha dovuto fare appello a tutta la sua esperienza per gestire i momenti critici. Nel terzo periodo la squadra di coach MacQueen ha mostrato un killer instinct superiore. Sul punteggio in bilico e il tempo agli sgoccioli ha controllato il disco con intelligenza, impedendo al Vipiteno di togliere il portiere Dominik Groh per l'assalto finale, operazione riuscita solo a 15 secondi dalla sirena finale. Accesso del Renon all'ennesima finale della sua storia recente, che ha visto i Buam quasi sempre presenti fino in fondo.

  • Foto: Diego Barbieri
  • Finale: Asiago Campione d'Italia 
    Migross Asiago Hockey vs Rittner Buam SkyAlps 8–3 (Domenica 11 Gennaio 2026) La finale scudetto del 2026 sarà ricordata come una delle più dominate nella storia recente del campionato italiano. Asiago e Renon, le due forze dominanti dell'ultimo decennio, si ritrovavano di fronte per l'ennesimo capitolo della saga. Ma quella che doveva essere una battaglia equilibrata si è trasformata, fin dai primi minuti, in un'esecuzione sportiva. L'Asiago è sceso sul ghiaccio con una ferocia agonistica che saltava agli occhi. In soli sette minuti la partita era virtualmente chiusa: al secondo minuto Filippo Rigoni ha aperto le marcature, facendo esplodere la curva giallorossa. Pochi minuti dopo, Chiodo ha raddoppiato, battendo il portiere del Renon Furlong nell'uno contro uno. Al sesto Nick Porco ha firmato il 3-0 e solo otto secondi dopo, ancora Filippo Rigoni ha siglato il 4-0. Quattro gol in meno di sette minuti. Il gol di Kevin Fink per il Renon prima dell'intervallo (4-1) è sembrato più un episodio estemporaneo che l'inizio di una rimonta.
    Se il primo tempo è stato un capolavoro corale, il secondo è stato uno show personale di Nick Porco, che realizza una tripletta – hat trick – che rimarrà negli annali statistici. Ha segnato al 23' e poi ancora al 31' in powerplay, portando il risultato sul 6-1. Il Renon ha avuto un rigurgito d'orgoglio, segnando due reti ravvicinate con Alderson e Marco Insam per il 6-3, illudendosi di poter riaprire i giochi. Ma l'Asiago ha spento ogni velleità a 32 secondi dalla sirena del secondo tempo: Tommaso Traversa (ex di turno, avendo giocato a Merano e Sheffield prima di tornare ad Asiago) ha segnato il 7-3 su assist di Johnson, un gol che ha inferto il colpo di grazia. Il terzo periodo è stato una lunga passerella trionfale. Lorenzo Casetti ha arrotondato il punteggio sull'8-3, mentre sugli spalti iniziava la festa dei tifosi vicentini per il nono scudetto della franchigia.

  • Foto: Diego Barbieri
  • Coppa Italia 2025/2026: l’élite della Serie B

    Prima delle finali scudetto, la prima parte del weekend è stata dedicata alla Coppa Italia, trofeo che negli ultimi anni ha acquisito sempre maggiore seguito, diventando il simbolo della supremazia nella seconda divisione nazionale (IHL), che semplificando è la Serie B. Le quattro contendenti – SV Kaltern Caldaro, HCMV Varese Hockey, Alleghe Hockey e HC Eppan Appiano – sono arrivate a Milano dopo una stagione regolare combattuta, pronte a darsi battaglia in gare a eliminazione diretta.

    Le Semifinali 

    SV Kaltern Caldaro vs HCMV Varese Hockey 8-3 (Venerdì 9 Gennaio 2026). L'apertura delle danze ha visto di fronte due realtà opposte: la solidità e il sistema del Caldaro, dominatore della regular season, e l'entusiasmo passionale del Varese, supportato da una tifoseria rumorosa e numerosa che ha seguito i "Mastini" in massa a Milano. Il Varese ha provato a giocarsela, passando anche in vantaggio con Raphael Bastille in powerplay. Ma il sistema di gioco dei Lucci di Caldaro, oggettivamente superiore, è emerso alla distanza. Un parziale devastante nel secondo tempo ha travolto i lombardi. Un dato statistico racconta la storia della partita: entrambe le squadre hanno scagliato 43 tiri verso la porta avversaria. La differenza l'ha fatta la qualità delle conclusioni e la prestazione dei portieri: se Rohregger (Caldaro) ha parato con una percentuale vicina al 93%, la coppia Matonti-Pysarenko (Varese) non è riuscita ad arginare la marea, combinando un'efficienza dell'81%.

    Alleghe Hockey vs HC Eppan Appiano 4-3 d.t.r. (Sabato 10 Gennaio 2026). Se la prima semifinale è stata un monologo, la seconda è stata un thriller sportivo. Alleghe e Appiano hanno dato vita a una battaglia logorante, decisa solo all'ultimo respiro. Un 3-3 intenso nei regolamentari, con l'Alleghe avanti grazie a De Toni e Iori e l'Appiano mai domo capace di pareggiare al 56' con Jagger Williamson. Ai rigori, la freddezza del veterano Edgar De Toni ha regalato alle "Civette" la finale.

  • Foto: Diego Barbieri
  • La Finale 
    SV Kaltern Caldaro vs Alleghe Hockey 5-0 (Domenica 11 Gennaio 2026). La finale, disputata davanti a un pubblico sold-out di circa 4.200 spettatori, metteva di fronte la potenza offensiva del Caldaro e la resilienza dell'Alleghe, provato dalla maratona del giorno precedente. Il copione della partita è stato scritto nei primissimi istanti. Sono bastati 41 secondi al Caldaro per sbloccare il risultato: Mikael Saha, vero MVP del torneo, con il gol a freddo ha spezzato le gambe all'Alleghe. Il Caldaro ha poi offerto una "clinic" sugli Special Teams segnando due gol consecutivi in power play con Florian Wieser all’inizio del secondo e con Moritz Selva all’inizio del terzo. Evidente la cupa frustrazione dell'Alleghe che accumula ben 45 minuti di penalità, compresa la penalità partita per Francesco Soppelsa. Nel finale il Caldaro ha infierito: Florian Wieser (doppietta per lui) e Joonas Alanne hanno chiuso il definitivo 5-0. MVP per il portiere del Caldaro, Samuel Rohregger (shutout). Per il Caldaro si tratta della seconda Coppa Italia della storia.

  • Foto: Serena Fantini
  • Note in ordine sparso

    • Le dimensioni del campo di gioco: Un aspetto tecnico che ha infiammato i media sportivi nordamericani riguarda le dimensioni della superficie di gioco in vista delle Olimpiadi. La lastra di ghiaccio olimpica ha dimensioni di 60x26 m (range 56-61x26-30 m). I campi NHL misurano 200 x 85 piedi esatti, equivalenti a 60,96 x 25,91 metri. Rispetto al tradizionale “campo grande europeo”, l’Arena Santagiulia ha comunque una configurazione più simile a un campo nordamericano rispetto, ad esempio, al campo del Palaonda che è 60x30. È una pista decisamente stretta rispetto alla tradizione europea.
    • L'Asiago reagisce alla crisi ICEHL: Dimostrazione di grande robustezza non solo tecnica ma anche societaria dell’Asiago che, nell’anno del ritorno da “retrocessa d'ufficio” dalla lega maggiore ICE, sta avendo un'ottima stagione. Una vittoria che riporta lo scettro sull'Altopiano e interrompe il dominio recente di Cortina e Renon.
    • Asiago, la linea canadese dal sapore italiano: Il sistema dell’Asiago diventa spesso incontenibile quando sul ghiaccio c’è la linea Chiodo-Valentini-Porco. I tre canadesi sono degni di un'altra recente linea dai nomi italiani: Saracino-Jerullo-Gennaro, dominante con gli stellati negli anni di ICE.
    • Caldaro da Serie A: È evidente il divario tecnico tra squadre di Alps e squadre IHL, tranne nel caso del Caldaro. Sistema di gioco, ampiezza del roster e individualità descrivono una squadra che non sfigurerebbe in Alps Hockey League.
    • Final Four a partita secca: La forma del torneo a quattro squadre a eliminazione diretta a partita secca è contro la natura dell’hockey. Il sistema con le “serie” garantisce l’emergere dei veri valori in campo. In Nord America perfino le Beer Leagues (la partitella tra amici) giocano i playoff con serie al meglio dei tre incontri, minimo.