L'autonomia sudtirolese vista da fuori
-
Com'è l’autonomia altoatesina vista da fuori? Lo abbiamo chiesto ad alcuni partecipanti della Winter School, progetto nato nel 2010 dalla collaborazione tra Eurac Research e l’Università di Innsbruck, che riunisce ogni anno studenti internazionali per una formazione su federalismo, regionalismo e governance. L’edizione di quest’anno è dedicata al tema “Federalism and Innovation”. Dopo lezioni introduttive sull’autonomia altoatesina dal punto di vista accademico, il gruppo ha visitato il Consiglio provinciale e seguito un percorso storico nella città di Bolzano. Quattro dei 27 partecipanti, provenienti da 21 Paesi di tutti i continenti (tranne l’Oceania), hanno condiviso la loro impressione sul modello sudtirolese.
“È stato davvero sorprendente e fonte di ispirazione per me conoscere la realtà sudtirolese”, racconta Sue (nome di fantasia, preferisce restare anonima) che viene dal Myanmar, ha 30 anni ed ha deciso di partecipare al corso perché coinvolta nell’attivismo giovanile e studentesco, che l’ha portata ad essere detenuta per due anni per aver criticato il governo militare. “In Myanmar il federalismo è una grande aspirazione politica per il nostro popolo, visto che abbiamo più di 100 minoranze etniche e siamo un Paese molto diversificato. Tuttavia, abbiamo fallito nel proteggere costituzionalmente i diritti delle minoranze e nell’accogliere la diversità, anche per mancanza di volontà politica. Nel contesto sudtirolese ho visto invece una scelta consapevole di restare insieme, di condividere e accogliere la diversità, con una protezione costituzionale effettiva”.
-
Sediqe Elayhan è una dottoranda in diritto pubblico alla Shah Peshni University in Iran e studia la riduzione della violenza statale nelle diverse forme di Stato. L’Iran è un Paese unitario, segnato da pluralità linguistiche e tensioni irrisolte.
Nelle ultime settimane il Paese è stato attraversato da ondate di proteste e da un irrigidimento della risposta statale, con restrizioni alla libertà di espressione ed una dura repressione di attivisti e oppositori. “Analizzo come la condivisione del potere e il federalismo, a vari livelli, possano contribuire a ridurre la violenza”, spiega.
Nel raccontarci il suo punto di vista sul Sudtirolo, Elayhan parte dalla visita fatta al Monumento alla Vittoria: “È impressionante vedere come una società scelga di non cancellare il proprio passato, ma di conviverci. Qui non si distrugge la memoria del fascismo e dell’italianizzazione forzata, ma la si trasforma in un impegno a non ripetere quegli errori. Questa città mi è sembrata un museo vivente della storia, dove identità diverse riescono a coesistere nel rispetto reciproco”, aggiunge.
Tra i partecipanti c'è anche Bilal Muhammad, pakistano, studente magistrale all’Università di Heidelberg. Il suo campo è il federalismo in Asia meridionale, con particolare attenzione alle politiche climatiche. “È stato affascinante vedere come qui venga mantenuto l’equilibrio tra italiano e tedesco negli spazi pubblici e come ogni persona abbia il diritto di usare la propria lingua negli uffici pubblici”.
Secondo Muhammad, il modello sudtirolese, anche se non perfetto, funziona e permette una convivenza prospera: “In superficie può sembrare complicato, forse persino inutilmente complicato, penso alla dichiarazione di appartenenza linguistica, ma questo dimostra che per una questione complessa non esiste una risposta semplice. Nonostante la burocrazia in due, o addirittura tre lingue includendo il ladino, è comunque un sistema operativo che funziona. Questo ci rende più convinti che, se può funzionare qui, forse potrebbe funzionare anche in Kashmir o in Pakistan rispetto alla gestione delle minoranze”.
-
La Mehrsprachigkeit
Il nodo linguistico è uno dei punti più sensibili. Le scuole separate per gruppi linguistici e l’obbligo di dichiarare l’appartenenza per accedere a determinati incarichi pubblici sono elementi centrali del dibattito. Rispetto alla questione linguistica, in particolare alla formazione scolastica divisa e alla mancanza de facto di scuole bilingui, Sara aggiunge: “Ogni sistema non può essere perfetto, ma rispetto al Myanmar questo funziona già molto bene. Qui le scuole permettono di studiare nella propria lingua madre. In Myanmar, invece, tutto il sistema scolastico è nella lingua del gruppo di maggioranza. I bambini delle minoranze non parlano quella lingua in famiglia, nel quartiere, nella loro vita quotidiana, e spesso non capiscono cosa stia succedendo in classe”.
-
Anche dal Brasile arriva uno sguardo esterno. Murilo Nogueira Vannucci, avvocato pubblico e direttore del Dipartimento degli Affari Federativi presso l’Ufficio del Procuratore Generale, lavora quotidianamente con il federalismo fiscale. “Rappresentiamo il governo federale davanti alla Corte Suprema nelle controversie con gli Stati”, spiega. Per lei il caso sudtirolese è sorprendente: “In Brasile il federalismo non è uno strumento per gestire divisioni linguistiche. Qui ho visto come l’organizzazione federale venga utilizzata per accogliere identità diverse dentro un unico sistema”. Pur riconoscendo le differenze di scala – “il Brasile è troppo grande per applicare questo modello in modo identico”“– Muriel sottolinea il valore dell’equilibrio istituzionale: ”È un esempio concreto di federalismo funzionante“. Aggiunge che una scuola bilingue potrebbe essere un’opzione, ma non dovrebbe essere imposta: dovrebbe essere una possibilità. È importante trovare un modo per mantenere l’integrazione sociale tra le comunità.
Oltre le differenze di contesto, emerge un tema comune: il rapporto tra accademia e politica. ”Negli spazi accademici il dialogo è aperto“, osserva Sadiqa, ”ma purtroppo non si traduce in pratica politica a livello internazionale“. Bilal aggiunge: ”Il mondo sarebbe un posto migliore se ascoltassimo di più la ricerca scientifica. Esperienze come questa, con persone di oltre venti Paesi, dimostrano quanto sia prezioso il confronto diretto".
-
Weitere Artikel zum Thema
Chronik | IranNarges Mohammadi condannata in Iran
Politik | Palazzo MadamaRiforma dell'Autonomia a metà strada
Stimme zu, um die Kommentare zu lesen - oder auch selbst zu kommentieren. Du kannst Deine Zustimmung jederzeit wieder zurücknehmen.