Cancerogeno anche a basse dosi
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E' ufficiale: il glifosato, diserbante tra più utilizzati al mondo, è cancerogeno. E lo è anche ai livelli considerati “accettabili” dall’Unione europea. Lo dice uno studio pubblicato a giugno su Environmental Health a cura di studiosi del Centro di Ricerca sul Cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna, una fra le più grandi e importanti cooperative sociali italiane di ricerca (sostenuta da 40.000 soci).
Come scritto su SALTO l’anno scorso, in Alto Adige vengono impiegate circa 100 tonnellate di erbicida all’anno, in gran parte a base di glifosato. I vertici del Centro di sperimentazione di Laimburg, ente strumentale della Provincia che si occupa di ricerca nel settore agroalimentare, non si scompongono per la novità scientifica e non hanno alcuna intenzione di dare indicazioni per ridurre l’uso dei prodotti a base di GBH (l’acronimo inglese di erbicida a base di glifosato).
Il glifosato è economico e riduce i tempi di lavoro. E, soprattutto, è legale. Il perché è presto detto: nel 2023 la Commissione europea, su indicazione dell’Agenzia per la sicurezza alimentare (EFSA), ha sventuratamente prorogato l’autorizzazione all’uso del prodotto per dieci anni, ponendo solo alcune nuove condizioni: in particolare il diserbante non può essere usato per far seccare le colture prima della raccolta. In questo modo l’Europa ha creato uno scudo legale che consente al colosso della chimica tedesco che anni fa ha rilevato la multinazionale americana Monsanto (creatrice del RoundUp) di evitare spese giudiziarie da questa parte dell’Oceano Atlantico, mentre dall’altra, Bayer ha già sborsato 10 miliardi (sì, miliardi) di dollari in risarcimenti. Dopo la pubblicazione, meno di tre mesi fa, dello studio “definitivo”, Stefan De Keersmaecker, portavoce per la sicurezza alimentare della Commissione, ha dichiarato a Euronews che la Commissione “è aperta a rivedere la decisione sull’autorizzazione del glifosato”. Ma l’Agenzia per la sicurezza alimentare ha 21 mesi di tempo per esprimere il verdetto e quindi è verosimile che prima di due anni non accada nulla. Da quanto dice Michael Oberhuber, direttore di Laimburg, quindi, bisogna abituarsi a vedere probabilmente fino al 2027 le classiche striature giallo-verdi nei frutteti altoatesini, e, peggio ancora, pure lungo le arterie curate dal Servizio strade della Provincia.
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Il nuovo studio
Il glifosato è un composto in grado di interrompere la via metabolica dell’erba inibendo la sintesi di un enzima necessario alla sua sopravvivenza. Quando lo si sparge sul terreno l’erba ingiallisce e muore in circa 10 giorni.
Le preoccupazioni per la salute pubblica relativamente all’uso del fitosanitario in agricoltura ci sono da qualche decennio ma sono cresciute da quando, nel 2015, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno per l’uomo. A quel punto gli studiosi dell’istituto indipendente Ramazzini hanno avviato lo Studio Globale sul Glifosato (GGS) e non si sono dati per vinti quando l' Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) nel 2022 ha affermato di “non aver individuato rischi per gli esseri umani, gli animali o l’ambiente tali da impedire l’autorizzazione dell’erbicida”. Dopo 10 anni di lavoro, lo studio, come detto, è stato pubblicato nel giugno di quest’anno.
Le 31 pagine su Environmental Health sono redatte da Simona Panzacchi ed Eva Tibaldi con Philip J. Landrigan, Fiorella Belpoggi e Daniele Mandrioli. “Quello raggiunto è il risultato di più di dieci anni di lavoro che il team ha svolto con entusiasmo e forza – ha dichiarato la dottoressa Belpoggi al giornale dell’Ordine nazionale dei biologi -. Non abbiamo mai mollato e i nostri sforzi sono stati premiati”.
Ma come ha lavorato il team di ricercatori? Ha seguito un gruppo di ratti per tutta la loro vita – dalla gravidanza delle madri fino a due anni di età – per capire se il GBH possa davvero causare tumori. Non si sono limitati al principio attivo: hanno testato anche due formulazioni commerciali, Roundup Bioflow (quello venduto in Europa) e RangerPro (quello diffuso negli Stati Uniti).
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I roditori sono stati esposti attraverso l’acqua potabile a tre dosi: quella considerata “sicura” dall’UE (0,5 mg per kg di peso corporeo al giorno), una dose dieci volte più alta e una ancora molto più alta (50 mg/kg). I risultati sono stati sorprendenti: in tutti i gruppi trattati, anche a dose “sicura”, i ricercatori hanno visto un aumento significativo di tumori, sia benigni sia maligni, in più parti del corpo rispetto ai gruppi di controllo. Sono comparsi tumori nel sangue (leucemie),nella pelle, nel fegato, nella tiroide, nel sistema nervoso, nelle ovaie, nelle ghiandole mammarie, nei reni, nella vescica, nelle ossa, nel pancreas e persino emangiosarcomi (rari tumori della milza). Questi tumori sono spuntati sia nei maschi sia nelle femmine, e molti sono rari per questa specie di ratto.
La conclusione degli autori è quindi stata netta: il glifosato e le formulazioni commerciali, anche ai livelli considerati “accettabili” dall’Unione Europea, hanno provocato un aumento di diversi tipi di tumori. E i risultati si allineano anche con quanto osservato in alcuni studi epidemiologici sugli agricoltori esposti.
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News dagli States
I risultati dello studio confermano scientificamente quanto “intuito” da una serie di giudici americani, ma mai messo nero su bianco dalle autorità competenti. Negli Stati Uniti, infatti, l‘Environmental Protection Agency (l’agenzia per la protezione dell’ambiente del governo federale) ha approvato l’uso del glifosato con etichettatura conforme agli standard federali e non ha imposto alcun divieto federale. Il paradosso, appunto, è che – informa la Reuters - alla fine di luglio di quest’anno il gruppo tedesco Bayer ha dichiarato di aver stanziato ulteriori 1,2 miliardi di euro (circa 1,37 miliardi di dollari) come accantonamento per far fronte ai contenziosi ancora in corso negli Stati Uniti riguardo al diserbante Roundup. E dopo aver acquisito la Monsanto, Bayer ha già pagato circa 10 miliardi di dollari per accordi su cause che sostengono che il Roundup provochi tumori, in particolare il linfoma non-Hodgkin e altri tipi di cancro. L’azienda ha sostituito il glifosato nei prodotti destinati al mercato dei consumatori negli Stati Uniti con altre sostanze diserbanti. Bayer ha anche annunciato un accordo con uno studio legale, riducendo il numero di cause non risolte legate al glifosato a 61.000. (erano 192.000 cause).
La diversità di approccio alla tematica tra UE e USA fu spiegata bene da Michael Oberhuber, direttore del Centro di sperimentazione Laimburg. “Negli Stati Uniti - disse a SALTO l’anno scorso - c’è un approccio diverso della gestione del rischio nei confronti del consumatore. Ci sono molte meno regole in partenza e i prodotti vengono messi in commercio, ma se poi ci sono problemi il sistema giudiziario è più propenso a condannare. In Europa c‘è un sistema di regole e procedure da seguire, le analisi vengono fatte preventivamente e i prodotti immessi sul mercato se rispettano queste regole. Nel caso del glifosato un ente tedesco pubblico, il Bundesinstitut für Risikobewertung ha studiato migliaia di documenti ed è giunto alla conclusione che non c’è evidenza che sia cancerogeno per l’uomo. L’Europa ha una normativa davvero intransigente sull’uso dei pesticidi e quindi dico che possiamo sentirci molto sicuri. Sa quante sostanze hanno perso l’autorizzazione in seguito alla legislazione italiana approvata nel 1991? 300. Altro 450 hanno perso autorizzazione fino al 2009. Questo vuol dire che possiamo essere tranquilli sulle sostanze che vengono autorizzate”.
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Bayer in difficoltà
Alcuni osservatori hanno persino ipotizzato la bancarotta controllata di Monsanto per proteggere la casa madre. Ora gli occhi sono puntati sulla Corte Suprema USA, dove Bayer ha fatto ricorso per cercare uno stop alle nuove azioni legali. In attesa del verdetto, il titolo spesso si trova ad essere il fanalino di coda in borsa e il barometro continua a segnare tempesta. Si può solo immaginare cosa potrebbe significare se il prodotto fosse bandito in Euopa e se si “incrinasse” la tenuta dello scudo legale anche qui. Il gruppo ha un fatturato annuo che supera i 10 miliardi e dà lavoro a 100.000 persone, di cui 22.000 Germania (e 1.200 in Italia). Insomma, la posta in palio è altissima e quindi è comprensibile che le istituzioni europee si muovano con grande prudenza e grande calma. Ma parliamo di una sostanza cancerogena per cui, in teoria, dovrebbero essere tenute in conto anche logiche di tutela della salute pubblica.
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La situazione da noi
In Alto Adige, come abbiamo visto, i prodotti a base di GBH sono molto usati. Li usa anche la Ripartizione strade della Provincia dove lo sfalcio dell’erba non è agevole. Il Comune di Bolzano lo ha bandito dal 2008, quello di Brunico qualche anno più tardi, la Provincia no. “La Ripartizione – spiegò l’anno scorso il direttore Philipp Sicher - ha seguito ovviamente la discussione sull’utilizzo del diserbante a base di glifosato. Nella situazione attuale però l’utilizzo di diserbante a base di glifosato è stato prorogato sia su livello europeo che anche su livello statale. L’utilizzo del diserbante a base di glifosato avviene in mancanza di alternative valide nell’ambito della manutenzione stradale e secondo le normative e direttive nazionali e provinciali. Il personale che utilizza tali prodotti è in possesso di apposito patentino e si attiene alle norme di precauzione ed utilizzo in vigore ed alle prescrizioni ed indicazioni del produttore Oltre a quanto descritto sopra stiamo studiando soluzioni e diserbanti alternativi efficaci e valuteremo nel corso dell’anno se e quali prodotti acquistare”. Interrogato da SALTO Sicher conferma semplicemente quanto detto l’anno scorso. Avanti così.
E nei frutteti? Nel 98% dei frutteti altoatesini, come noto, si pratica l‘agricoltura integrata, che altro non è se non l’agricoltura tradizionale con un po’ meno di pesticidi. Le ultime cifre ufficiali sull’uso del glifosato in agricoltura a cui SALTO ha avuto accesso risalgono al 2021 quando vennero impiegate poco meno di 100 tonnellate di erbicidi, in aumento rispetto agli anni precedenti. Il nuovo studio sulla cancerogenicità del glifosato non modifica la rotta ufficiale neppure di un millimetro. “Ho visto lo studio – dichiara Oberhuber del Centro di Laimburg – ma purtroppo non posso aggiungere molto rispetto ad un anno fa. Ci sono dei gruppi di esperti scientifici (tossicologi) che valutano lavori come questo al fine di confermare o modificare la classificazione delle sostanze. Dico che bisogna aspettare questa valutazione”.
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... + "-u n s e r- -D O R F…
... + "-u n s e r- -D O R F M A N N- immer voll bei den -B E F Ü R W O R T E R N-, die -G L Y F O S A T- für das Wohl von MONSATO - BAYER & CO., einem vor dem
-V E R B O T- gerettet ...??? haben!"
„Prächtige -B I L A N Z E N- der PHARMA-FIRMEN die mit ihren LOBBYS,“ das üble Gesindel der bereits über-bezahlten -V e r-Treter:Innen in Brüssel „besonders gut pflegt, sind wichtiger wie die Gesundheit der Bevölkerung!“
„Die MONSANTO hat den verdorbenen -s t i n k e n d e n- BRATEN schon gerochen + diese SCHADEN-ERSATZ-trächtige Sparte, um viel Geld der -d o o f e n- BAYER angedreht!!!“
Im Süden von Brixen bzw. am…
Im Süden von Brixen bzw. am markierten Wanderweg östlich des Albeinser Sportplatzes werden im Frühjahr die Böschungen immer komplett mit GLYPHOSAT
abgespritzt!! Es leuchtet von weitem nur so gelb und sogar eine Wasserpumpen-Holzhütte wird rund herum am Rand mit diesem Gift befeuchtet!
Kommentar überflüssig…..
Da anni si sa che quella…
Da anni si sa che quella porcheria nuoce gravemente alla salute. Si vede che le grandi multinazionali sanno a chi dare la mancia per chiudere due occhi e far finta di niente!
Però... però a diferenza dei…
Però... però a diferenza dei lupi il glifosato non morde i bambini.
Leider auch die "bambini …
Leider auch die „bambini ... ...“