L’eccezione conferma la regola, maybe
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L’eccezione conferma la regola, o forse no. L’assunto è messo in discussione dal “Bettenstopp” e dalla lista dei Comuni che, nelle intenzioni attuali della Giunta provinciale, potrebbero beneficiare di una proroga di cinque anni del “blocco dei letti” per le zone turistiche. La lista oggi sul tavolo dell’assessore provinciale al turismo Luis Walcher comprende 56 Comuni “economicamente fragili” oppure “a rischio spopolamento”. Se confrontato con la lista approvata dall’esecutivo nel 2023, nell’attuale elenco figurano alcune new entry – la più clamorosa delle quali è Senales, cui si aggiungono Aldino, Caines, Stelvio e Villandro. Allo stesso tempo, ci sono cinque Comuni che erano presenti nella lista del 2023 e oggi non compaiono più: Valle Aurina, San Candido, Rasun-Anterselva, Racines e Campo Tures – che in ogni caso non erano considerati nell’interezza del proprio territorio comunale, ma solo nelle aree o frazioni turisticamente meno sviluppate.
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Le 56 eccezioni
Aldino / Anterivo / Bronzolo / Brennero / Fortezza / Campo di Trens / Gargazzone / Glorenza / Curon Venosta / Valle di Casies / S. Genesio Atesino / Cornedo all’Isarco / Castelbello-Ciardes / Chiusa (Lazfons) / Caines / Cortaccia sulla Strada del Vino / Lasa / Lauregno / Luson / Malles Venosta / Magrè sulla Strada del Vino / Martello / Meltina / Moso in Passiria / Selva dei Molini / Egna / Parcines (Monte Sole) / Perca / Vadena / Val di Vizze (eccetto Prati) / Prato allo Stelvio / Predoi / Proves / Renon (eccetto Collalbo e Soprabolzano) / Salorno / Sarentino / Silandro / Sluderno / Senales / S. Leonardo in Passiria (eccetto il centro) / S. Martino in Passiria (eccetto il centro) / S. Martino in Badia / S. Pancrazio / Vipiteno / Stelvio / Tubre / Terlano / Trodena / Ultimo / Senale-S. Felice / Varna / Villandro / Vandoies / Verano / Ponte Gardena / La Valle.
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Il nodo, però, non è solo quali Comuni siano dentro o fuori. È anche quanti di questi Comuni potrebbero davvero beneficiare di una proroga. Ed è qui che il quadro si fa ancora più confuso. Arno Kompatscher, sentito da SALTO, prova a mettere un argine alla polemica. Il presidente della Provincia contesta l’idea che i 56 Comuni dell’elenco siano automaticamente destinatari di una proroga. “Si continua a dire che questi sarebbero i Comuni per i quali si prolunga di cinque anni. Falso”, spiega. Questi sono i Comuni nei quali, se esiste una zona turistica, i Consigli comunali possono valutare e decidere se concedere la proroga. Dunque nessun automatismo, ma una facoltà. Kompatscher insiste anche sul fatto che i Comuni con zone turistiche, all’interno di questo perimetro, non sarebbero certamente tutti e 56. Ed è improbabile che tutti presentino progetti, anche dove una zona turistica esiste, sottolinea il Landeshauptmann.
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Il balletto dei numeri
Qui però siamo di fronte a un balletto dei numeri: secondo la Soziale Mitte della SVP sarebbero 37 i Comuni in cui, secondo la lettura della maggioranza, una decisione sarebbe teoricamente possibile. “È una media tra i 36 e i 38, dato che non si conosce al momento il numero preciso”, dicono altri. Dalla risposta fornita a un’interrogazione della consigliera provinciale Madeleine Rohrer, al 1° settembre 2025 all’assessorato di Walcher – tra quelli che oggi rientrano nell’elenco dei Comuni economicamente fragili o a rischio spopolamento – risultavano 32 Comuni che avevano segnalato zone turistiche. Un dato che dipende da quanto comunicato dai Comuni stessi.
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La Soziale Mitte della SVP, con una presa di posizione ufficiale, ha invitato tutti i partiti a un approccio “oggettivo e responsabile” su una materia che nelle ultime settimane ha scatenato forti tensioni. La portavoce Gabi Morandell ricorda che, nel dibattito politico, si è affermata una maggioranza contraria a una proroga generalizzata dei termini per la realizzazione delle zone turistiche: niente rinvio per tutti, solo eccezioni in casi singoli e particolarmente motivati. Morandell sostiene che la lista citata in questi giorni “non è una nuova decisione politica”, ma sarebbe appunto quella dei Comuni strutturalmente deboli già approvata nel 2023. E come detto, sottraendo i Comuni senza zone turistiche, resterebbero “circa 37” casi in cui una decisione è effettivamente possibile.
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Ambientalisti critici
Dal canto loro, gli ambientalisti dell'Heimatpflegeverband Südtirol e della Federazione ambientalisti Alto Adige hanno reagito con “grande delusione e forte incomprensione” alla proposta della Giunta provinciale. Come spiegano in una nota, classificare 56 Comuni come strutturalmente deboli per sottrarli al blocco dei posti letto significa svuotare di senso uno degli strumenti centrali di contenimento della crescita turistica: “Se quasi un Comune su due viene considerato eccezione, allora l’eccezione non è più un’eccezione”. Il numero, osservano gli ambientalisti, è lontanissimo da quello che la stessa maggioranza aveva lasciato intendere solo poche settimane prima. L’Obmann della SVP Dieter Steger aveva parlato di un massimo di 25 Comuni per cui si sarebbe potuta valutare una deroga, mentre Walcher inizialmente aveva evocato addirittura “circa una dozzina” di casi. Per le associazioni, i criteri sembrano costruiti in modo da produrre esattamente la lista desiderata. Tra questi spicca l’intensità turistica inferiore a 500mila pernottamenti annui per Comune, riferita al 2025, combinata con fattori demografici come lo spopolamento. Un impianto che, secondo gli ambientalisti, rischia di trasformarsi in una “lista dei desideri” più che in una griglia oggettiva e rigorosa.
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