Politik | Acciaierie

Niente di nuovo sul fronte Valbruna

Il bando che mette a gara il diritto di superficie dei terreni ora occupati dalle Acciaierie è andato deserto. Galateo: "Ora possiamo parlare legittimamente con la proprietà". Kompatscher: "No alle speculazioni. Zitti e lavoriamo".
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Foto: Seehauserfoto
  • Sulle Acciaierie di Bolzano si riparte da zero. Il bando provinciale, che è scaduto oggi, è andato deserto. L'azienda della famiglia Amenduni, d'altra parte, già a dicembre aveva comunicato l'intenzione di non partecipare al bando provinciale che mette a gara il diritto di superficie dei terreni attualmente sede della loro Acciaierie Valbruna. Non essendoci nessuna altra realtà interessata, fin da allora sarebbe stato chiaro che il bando da 150 milioni di euro per aggiudicarsi il terreno delle ex Falck per i prossimi 50 anni sarebbe andato deserto. Era solo questione di tempo e, infatti, così è stato. Oggi, giovedì 15 gennaio, la Provincia di Bolzano ha comunicato ufficialmente che nessuna azienda ha partecipato alla gara. Di conseguenza ora si aprono diversi scenari, tra cui quello della trattativa diretta tra Provincia e Valbruna. La Giunta provinciale, guidata dal presidente Arno Kompatscher, potrebbe ora scegliere di pubblicare un nuovo bando, magari con una durata inferiore rispetto ai 50 anni di cessione dei diritti di superficie così da ridurne il valore o, persino, vendere i terreni.

  • Piazza Magnago il 7 ottobre 2025: la prima manifestazione organizzata dai sindacati contro il bando provinciale. Foto: Seehauserfoto
  • Quello che è certo è che da oggi i rappresentanti provinciali potranno sedersi al tavolo con i proprietari dell'azienda siderurgica per cercare di trovare una soluzione che garantisca la continuità occupazionale dei 580 dipendenti di Valbruna. Per far sentire la propria voce, criticando il silenzio della Giunta delle ultime settimane, i sindacati delle tute blu - Fim/Cisl, Fiom/Cgil e Uilm/Uil - sono scesi in piazza all'inizio di questa settimana, portando circa 1.500 persone dalla sede delle acciaierie di via Volta fino a piazza Magnago, sotto gli uffici della Provincia. 

  • Le reazioni della Giunta

    Sull'ipotesi che il "nodo Valbruna" arrivi in Giunta provinciale già domattina, il vicepresidente nonché assessore allo sviluppo economico, Marco Galateo, afferma: "Prima incontreremo proprietà e sindacati. È importante sottolineare che il silenzio della Provincia era dovuto, per legge, durante una gara aperta. Ora possiamo parlare legittimamente insieme a proprietà e sindacati e valutare tutte le possibilità tenendo ferma la volontà della Giunta di tutelare sito produttivo e occupazionale". A essere messi in discussione, quindi, saranno il valore dei terreni - frutto di una perizia dell'ufficio Estimo - giudicato troppo alto dall'azienda e il tipo di contratto proposto.

    Per il momento, il presidente della Provincia Arno Kompatscher non intende rilasciare commenti, e a SALTO scrive: "Proprio perché siamo interessati a un approccio serio e una soluzione positiva per tutti, non intendo dare spazio a speculazioni pubbliche sulle acciaierie. Pertanto: zitti e lavoriamo".
    Sulla stessa linea anche l'assessore provinciale al patrimonio e al catasto, Christian Bianchi: "Prendiamo tutti atto dell’esito del bando. Gli assessori competenti sono il presidente e l’assessore Galateo. Poi ne parleremo sicuramente in giunta. Sono sicuro che faremo un buon lavoro".