“Mai dimenticare di rimanere umani”
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È riduttivo usare parole come “paura, sofferenza, fame o freddo” perché non potranno mai esprimere ciò che è stato “vissuto” nei campi.
Noi siamo entrati nel campo con la certezza di poter uscire e proseguire la nostra giornata con un pranzo pronto, una doccia calda e un letto comodo in cui dormire, ma soprattutto con la consapevolezza di poter fare e dire ciò che pensiamo. Se questo da un lato ci ha dato sollievo, dall’altra ci ha lasciato un profondo senso di colpa, perché lo stesso non valeva per i prigionieri che da quel cancello non sarebbero più usciti.
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Le autrici
Elisa Zancanaro, Irene Gatti, Laura Fiorillo e Gaia Mazzarano sono 4 ragazze di Bolzano che frequentano l’ultimo anno del liceo Carducci. Hanno voluto condividere dei pensieri dopo la visita al museo della fabbrica di Schindler e i campi di Auschwitz e Birkenau.
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Durante la visita ci siamo più volte chieste come facessero a sopravvivere in quelle condizioni disumane e senza nessuna dignità.
Ma ciò che più è stato incomprensibile per noi è come siano stati in grado di trovare quel bagliore di speranza per andare avanti nell’abbandono più totale. Abbandono causato dall’indifferenza della società; vicini, colleghi e amici che davanti a queste ingiustizie quasi mai hanno preso posizione permettendo che tutto ciò accadesse.
“Ingegneri, medici, scienziati e molti altri hanno impiegato le loro competenze e conoscenze per il male.”
Spesso si pensa che sia solo l’ignoranza a rendere possibili tali atrocità, tuttavia alla base della progettazione di questa fabbrica di morte ci sono state le migliori menti dell’epoca. Ingegneri, medici, scienziati e molti altri hanno impiegato le loro competenze e conoscenze per il male.
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Per questo motivo, come afferma un preside sopravvissuto ai campi, l’istruzione è inutile senza un fondamento di umanità e senso critico. È quindi fondamentale che di pari passo con l’educazione non ci si dimentichi mai di rimanere umani.
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Il contesto
Il progetto Promemoria Auschwitz.eu ha coinvolto 162 ragazzi e ragazze della Provincia di Bolzano, accompagnati da 18 tutor e 4 organizzatori, che hanno avuto la possibilità di visitare i campi di Auschwitz e Birkenau e la città di Cracovia fra il 2 ed il 7 marzo. gli studenti e le studentesse sono arrivati a questo viaggio attraverso un percorso di formazione bilingue, con incontri di approfondimento, che hanno dato la possibilità di collocare e ragionare su cause e conseguenze della Shoah e del progetto politico nazifascista per la storia Europea.
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