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“Torno a correre con più grinta”

Un infortunio e lo stop imposto dalla quarantena non fanno perdere la motivazione ad Angela Mattevi, campionessa mondiale 2019 di corsa in montagna under 20.
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Foto: Angela Mattevi

Un doppio stop per Angela Mattevi, campionessa mondiale 2019 di corsa in montagna under 20: non solo la quarantena, ma anche un grave infortunio le hanno impedito di fare sforzi e allenarsi in questi ultimi mesi. Ora che è ufficialmente guarita e anche il lockdown si è allentato la voglia di tornare a correre è più forte di prima. 

Angela, giovane mezzofondista trentina, si è avvicinata alla corsa quasi per caso, a 14 anni. “Fin da piccola sono sempre stata molto attiva”, ci dice, “ho provato tantissimi sport: ginnastica artistica, nuoto, tennis, ma nessuno mi invogliava a praticarlo. Dopodiché l’attuale presidente dell’atletica Valle di Cembra Antonio Casagrande mi ha proposto di fare un allenamento prova e da quel giorno ho capito che la corsa era lo sport per me ed è nata questa passione. Inizialmente più per gioco, poi quando ho visto che i risultati cominciavano ad essere importanti ho acquisito una motivazione e una voglia incredibile”.

Da quando è diventata cadetta nel 2014 ad oggi, tra le vittorie più importanti, Angela conta un oro europeo individuale vinto nel 2018 a Skyope in Macedonia e due ori mondiali, individuale e a squadre, conquistati l’anno scorso a Villa La Angostura, in Argentina. Una vittoria che ha portato gli azzurri su questo podio di nuovo dopo 27 anni.

Questo periodo è stato particolarmente provante per lei: poco dopo la metà di febbraio durante un allenamento ha sentito un dolore alla schiena che si è poi rivelato essere una frattura da stress all’osso sacro e che le ha impedito di correre fino a fine aprile. “Avevo un 10.000 su strada in programma a fine febbraio. Ero molto in forma, venivo da mesi di duro lavoro e due giorni prima, durante l’allenamento ho sentito un forte dolore all’osso sacro e da quel giorno non sono più riuscita a correre fino a circa tre settimane fa”. Uno stop fisico a cui si sono sovrapposte le restrizioni della quarantena, ma che non ha spento la motivazione della diciannovenne di Segonzano, che ci ha raccontato alcune delle sfide di questo momento particolare. 

salto.bz: Quale era il prossimo traguardo a cui puntava prima dell’infortunio e della quarantena?

Angela Mattevi: Il 14 e il 15 marzo avrei dovuto partecipare ai campionati italiani di corsa campestre che si sarebbero svolti a Torino. Quella gara mi avrebbe permesso di qualificarmi per giugno, per fare i 10.000 in pista a livello internazionale, quindi a competere con altre nazioni europee. 

L’infortunio ha preceduto di poco il lockdown, come ha vissuto questi stop?

Inizialmente ero molto abbattuta, non avevo mai avuto un infortunio, correvo per due o tre ore al giorno e stopparmi completamente è stata una botta. Mi sono presa 20 giorni di stop totale da qualsiasi tipo di allenamento per ricaricarmi. La quarantena l’ho sentita poco in confronto ad altre persone: la delusione dell’infortunio era prevalente. Ero delusa e demotivata. 

Come ha fatto a ritrovare la motivazione per tornare ad allenarsi dopo l’infortunio?

Ho capito che incidenti di percorso come questi fanno parte della carriera di uno sportivo e bisogna saperli affrontare: ho letto tantissimi libri di atleti che hanno avuto degli infortuni e ho cercato di fare tutti gli esercizi possibili e di maturare proprio da quest’esperienza. Ho capito quanto è importante il riposo, l’alimentazione corretta, sapersi gestire. Adesso che ne sono uscita e sono tornata carica posso dire che ci sono stati anche dei lati positivi che mi hanno fatto crescere tanto. 

È riuscita ad allenarsi e a fare riabilitazione anche con le restrizioni imposte dalla quarantena?

Sì, ho un allenatore che ogni giorno mi manda gli allenamenti da eseguire e mi segue. Ho fatto molti esercizi di forza: squat, addominali, eccetera. Tutto sommato nella sfortuna sono stata fortunata, era tutto bloccato a livello generale quindi anche se fossi stata bene non avrei potuto allenarmi normalmente e gareggiare. 

Non essendoci competizioni è più difficile ora per noi atleti, perché ci stiamo allenando ma non sappiamo per cosa

Ora è finalmente guarita, quando ha saputo che poteva riprendere ad allenarsi e quando ha potuto effettivamente tornare a correre?

Verso il 20 aprile ho fatto la visita perchè il dolore non c’era più e finalmente dopo 80 giorni di stop è arrivato l’esito positivo: potevo riprendere a correre. Ho ricominciato a correre il 30 aprile, appena la legge del Trentino me lo ha permesso. Ho cominciato con cautela, correndo inizialmente per venti minuti e incrementando di cinque minuti ogni giorno fino ad arrivare ad un’ora. Adesso ricomincerò a lavorare sulle salite e le discese. Con calma e senza fretta, anche perché non essendoci gare non ho pressioni da quel punto di vista. 

Sicuramente ci troviamo in un momento molto incerto, ha idea di quando potrà tornare a gareggiare?

Da quello che so sicuramente fino ad agosto non potremo gareggiare. Il mezzofondo è uno sport che comporta contatti tra gli atleti, è diverso dalla corsa di velocità, dove si potrebbe aumentare la distanza tra le corsie per competere in sicurezza. Gli italiani di cross sono stati spostati ad ottobre, sempre a Torino, quindi, sperando sia fattibile, il prossimo obiettivo è quello. 

Che consiglio darebbe agli atleti che si sentono demotivati in questo periodo?

Non essendoci competizioni è più difficile ora per noi atleti, perché ci stiamo allenando ma non sappiamo per cosa. Quello che posso consigliare è di allenarsi facendo un passo alla volta, considerando comunque che per due mesi nessuno si è allenato come doveva. Suggerisco quindi di prendersi tutto il tempo necessario, tutta la calma per tornare e affrontare la prossima gara con ancora più “cattiveria” e spaccare.