“Nelle mie mani”
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Quando inizia il riscaldamento, Francesca Luchin, portiera dell’SSV Handball Brixen, cammina concentrata lungo la linea laterale del campo. Mentre si applica il tape sulle dita, ripassa mentalmente le strategie offensive e le soluzioni di tiro delle giocatrici del Cellini Padova, l’avversario di stasera. Poi raggiunge le sue compagne per la corsa e gli esercizi di squadra. Intanto sugli spalti i tifosi acclamano le biancoverdi guidate da Hubi Nōssing, accompagnando il ritmo dei loro applausi con il suono di due tamburi. Dopo l’appello della direttrice di gara è il momento di scendere in campo. Con il numero 26 sulle spalle Francesca Luchin prende posto tra i pali.
Da dieci anni Luchin milita in Serie A1 ed è stabilmente nel giro della Nazionale.
Luchin, classe 1991, inizia a giocare a pallamano da bambina. Ha solo sette anni quando difende una porta per la prima volta. A Mezzocorona, dove è nata e cresciuta, insieme alla pallavolo la pallamano è uno degli sport femminili più praticati. “Sono arrivata a questa disciplina grazie alle mie amiche. Molte di loro ci giocavano e mi hanno chiesto di provare – ricorda –. Io ero già piuttosto alta e non ero una grande saltatrice, così mi sono detta ‛perché no?’”. Da allora la giocatrice trentina non ha più smesso: dopo gli esordi nelle formazioni giovanili, debutta nei campionati senior e, stagione dopo stagione, arriva ad affermarsi ai massimi livelli. Da dieci anni Luchin milita in Serie A1 ed è stabilmente nel giro della Nazionale. Dopo le esperienze con Dossobuono e Mestrino, dalla stagione 2022-23 è la portiera titolare dell’SSV Handball Brixen.
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Lives in Motion
Questa serie di SALTO presenta ritratti di sportivi e del loro impegno quotidiano.
In dieser SALTO-Serie präsentieren wir Portraits von Athletinnen und Athleten und ihrem Einsatz. -
Una questione di tecnica, istinto e forza mentale
La pallamano è uno sport rapido e fisico. L’obiettivo è semplice: segnare almeno un gol in più della squadra avversaria nell’arco di 60 minuti, divisi in due tempi. Le sei giocatrici di movimento possono tenere la palla per tre secondi e compiere al massimo tre passi senza palleggiare. Non è consentito loro entrare nell’area dei sei metri, ma possono staccare da terra dal limite e, durante il volo, effettuare un tiro e atterrare al suo interno. Il ritmo di gioco molto elevato e i continui cambi di fronte portano inevitabilmente a numerose conclusioni a rete. In questo contesto, chi gioca in porta ricopre un ruolo per certi versi speciale: è l’unica giocatrice a poter stazionare all’interno dell’area dei sei metri, fronteggia tiri potenti scagliati da brevi distanze e può fermarli utilizzando tutta la superficie del corpo, gambe comprese. Per una portiera subire gol è la normalità, anche le migliori interpreti del ruolo incassano decine di reti a partita. Ciò che fa la differenza è la capacità di reagire alle difficoltà. La forza mentale, in questo ruolo solitario e molto spesso decisivo, conta quanto la tecnica e il talento puro.
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Due volte alla settimana Francesca Luchin si allena con l’allenatrice delle portiere biancoverdi, Monika Prünster, concentrandosi sulle tre tipologie principali di parata: alta, bassa e a mezza altezza. “Ogni tecnica ha caratteristiche specifiche – spiega l’estrema difensora del Brixen – e il lavoro comprende esercizi di velocità e forza, con particolare attenzione alle gambe, fondamentali per la reattività”. Ogni sessione prevede pertanto decine di tiri al fine di automatizzare i movimenti e rendere i gesti istintivi in partita. Oltre alla tecnica di base è fondamentale poi la capacità di “leggere” i movimenti delle avversarie: la posizione del braccio, il movimento del polso, l’angolazione della spalla e la posizione della palla forniscono indicazioni preziose a una portiera esperta e attenta ai dettagli come Luchin.
“L’errore fa parte del gioco, ma la pallamano al tempo stesso ti dà la possibilità di reagire immediatamente.”
“Se in campionato mi trovo di fronte a giocatrici ‛acerbe’, so che difficilmente utilizzeranno il polso per cambiare improvvisamente angolazione al loro tiro e quindi posso muovermi con un po’ di anticipo – spiega –. A livello internazionale, invece, tutto è più veloce e complicato: bisogna osservare e aspettare fino all’ultimo istante”. La preparazione passa così anche dallo studio dei video. Luchin rivede le partite delle avversarie per memorizzare i loro schemi di attacco e le tendenze di tiro delle singole giocatrici. Ma, in ogni caso, ciò che fa davvero la differenza per chi gioca in porta è l’aspetto mentale. “La testa è la parte più importante. Bisogna entrare in campo concentrate, sapendo che l’errore fa parte del gioco, ma che la pallamano ti dà anche la possibilità di reagire immediatamente”.
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Una carriera ad alti livelli tra difficoltà e successi
E quest’attitudine, che la 34enne di Mezzocorona applica tra i pali, l’ha aiutata anche nel momento più difficile della sua carriera. Lo scorso anno Luchin ha subìto la rottura del crociato anteriore ed è rimasta fuori dai giochi per sette mesi. “All’inizio è stato pesante, per me e per la squadra. Eravamo nelle zone alte della classifica, ma il mio infortunio ha un po’ demoralizzato l’ambiente e le cose non sono andate come speravamo”. In quei mesi lontana dal campo il supporto di una mental coach è stato fondamentale. “Ho dovuto accettare la mia condizione e concentrarmi su quello che potevo fare per migliorare poco alla volta, concentrandomi su obiettivi concreti e a breve termine, come per esempio tornare a camminare correttmente”, ricorda. Un modo per affrontare le difficoltà, quindi, uscire dal gap emotivo e abbassare l’ansia scomponendo e risolvendo i problemi attraverso azioni concrete.
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Se il grave infortunio della scorsa stagione rappresenta il momento più difficile della sua carriera, sono tante le soddisfazioni che la giocatrice del Brixen ha raccolto in questi anni. Tra gli highlights spiccano la vittoria del campionato 2023-24 e le numerose convocazioni in Nazionale. “Lo Scudetto non se lo aspettava nessuno, forse nemmeno noi – dice Luchin –. Siamo arrivate ai play-off come quarte classificate, quindi non partivamo certo con i favori del pronostico”. E invece, in semifinale contro Salerno, con la serie in parità sull’1 a 1, in gara tre la compagine brissinese spicca il volo. Sotto di otto reti dopo quaranta minuti di gioco, le biancoverdi rialzano la testa, rimontano e con un gol sulla sirena fissano il risultato sul 29 a 28, guadagnandosi l’accesso alla finale. “Il gol della vittoria all’ultimo secondo è stato una gioia immensa”.
Tra gli highlights della carriera di Luchin spiccano la vittoria del campionato 2023-24 e le convocazioni in Nazionale.
La sfida decisiva è contro Erice, la squadra più titolata del campionato, che schiera tra le sue file giocatrici di livello internazionale. Ma la fiducia acquisita dopo la semifinale permette ancora una volta a Luchin e compagne di stravolgere i pronostici e di scrivere una bellissima pagina di sport. Come a Salerno, anche questa volta la vittoria per la squadra di Bressanone arriva fuori casa. Il 26 maggio 2024 l’SSV Brixen si impone per 34 a 30 in casa dell’Erice e si laurea Campione d’Italia. Un momento indimenticabile per la portiera, che ricorda di essersi sentita “davvero ripagata di tutti i sacrifici fatti per questo sport”.
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La gioia della Nazionale
Accanto alla Scudetto, un’altra soddisfazione accompagna il percorso sportivo e umano di Luchin è certamente la maglia della Nazionale. La prima convocazione in azzurro arriva a soli 21 anni. L’Italia gioca contro l’Olanda, una delle superpotenze della pallamano femminile. “Il palazzetto era gremito e stavamo perdendo, quando il Commissario Tecnico mi buttò nella mischia – racconta Luchin –. L’impatto fu pazzesco, loro giocavano a un livello altissimo, di molto superiore alle mie qualità di allora”. Dopo più di dieci anni, Francesca Luchin è un punto fermo della Nazionale, che considera “un vero e proprio sogno sportivo”. Per raggiungere il livello delle squadre più forti – Norvegia, Francia, Germania – però c’è ancora molta strada da fare. Attualmente l’Italia è impegnata nelle qualificazioni per il prossimo Campionato europeo, in programma a dicembre 2026. Le prime due partite, contro Paesi Bassi e Svizzera, si sono concluse con la sconfitta delle azzurre. In primavera, la squadra avrà la possibilità di recuperare terreno, affrontando la Bosnia ed Erzegovina.
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“Per diventare più competitive secondo me bisognerebbe investire su programmazione, strutture e scuole, così da avvicinare un numero maggiore di bambini e bambine a questo sport”, riflette Luchin , che ritiene inoltre fondamentale affidare il compito di preparare la prossima generazione di giocatori e giocatrici a trainer competenti. Un po’ come lo è stato per lei Peter Nagy, allenatore dei portieri ungherese con una lunga esperienza in Italia. “Nonostante non avessimo una lingua comune – io non capisco l’ungherese, lui all’inizio non parlava una parola di inglese – ci intendevamo al volo, perché Peter era innanzitutto in grado di trasmettere la sua passione per questo sport”, ricorda la portiera della Nazionale. Come lo è tuttora Monika Prünster, già sua compagna di squadra e oggi preparatrice delle Torfrauen dell’SSV Brixen. Anche con lei non servono molte parole, visto che – dice Luchin – “per capirci è sufficiente uno sguardo”.
“Per diventare più competitive bisognerebbe investire su programmazione, strutture e scuole.”
Allo scoccare del sessantesimo minuto il match tra SSV Handball Brixen e Cellini Padova è terminato. Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa le altoatesine cambiano marcia e, anche grazie ad alcune belle parate di Luchin, prendono il largo. Il 33‑24 finale certifica la qualificazione matematica alle Final Eight di Coppa Italia e consolida il terzo posto in classifica. In campo l'esultanza delle giocatrici biancoverdi racconta molto più del risultato. La loro gioia richiama le parole di Katrin Lunde, storica portiera della Norvegia, che in un’intervista alla Federazione Europea di Pallamano (EHF) ha ricordato come “il percorso verso i grandi obiettivi deve essere soprattutto divertente”. Ed è proprio questo il principio che accompagna il percorso di Francesca Luchin: la consapevolezza che, al di là delle vittorie e delle sconfitte, è il piacere di giocare e condividere la passione per questo sport a rendere ogni traguardo davvero importante.
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La Serie A1 Femminile
Sono 14 le squadre che partecipano al campionato di Serie A1 Femminile. Al termine del girone di andata, le prime otto classificate si affrontano nella Final Eight di Coppa Italia, mentre al termine della regular season le prime quattro squadre competono nei playoff Scudetto. Attualmente l’SSV Handball Brixen è terzo in classifica a 20 punti, a una sola lunghezza da Erice, che guida la classifica con 22 punti.
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