Gesellschaft | L'intervista

Prima che sia troppo tardi

Disagio giovanile, nasce a Bolzano YouMind, centro psicopedagogico gestito da Canalescuola. Il presidente della coop Girardi: „Numeri in aumento, servono strategie integrate. Puntiamo a diventare un riferimento multidisciplinare per il territorio“.
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cellulare, minori, giovani
Foto: Pixabay
  • Quando la cooperazione intercetta i bisogni dei giovani

    Contributo introduttivo di Monica Devilli, presidente di Coopbund

    Negli ultimi anni il disagio che attraversa bambini e adolescenti è diventato sempre più visibile anche nel nostro territorio. Come presidente di Coopbund incontro regolarmente cooperative che, nel loro lavoro quotidiano, si confrontano con fragilità nuove e complesse, che coinvolgono non solo i giovani ma anche le loro famiglie.

    Ripensando al percorso di Canalescuola, mi torna alla mente un episodio del 2006, quando un gruppo di giovani ricercatori e docenti si rivolse a Coopbund con l’idea di costituire una cooperativa innovativa, capace di offrire strumenti concreti per sostenere l’apprendimento e valorizzare i diversi modi di imparare. Fu un incontro che, personalmente, ho avuto l’onore di accompagnare fin dalle prime fasi, con un entusiasmo che si respirava nell’aria. Già allora, con una visione chiara e determinata, emergeva l’intenzione di coniugare competenze educative, attenzione alla persona e uno spirito cooperativo che avrebbe guidato il nostro lavoro negli anni a venire.

    Oggi, a quasi vent’anni di distanza, il progetto YouMind rappresenta  a tutti gli effetti  un’evoluzione coerente di quella visione iniziale. Un approccio integrato che mette in relazione dimensione educativa, psicologica e familiare e che risponde a bisogni sempre più urgenti con modelli di intervento innovativi e radicati nella comunità.

    Come Coopbund riteniamo fondamentale sostenere e valorizzare iniziative come questa, che investono sulla prevenzione e sulla collaborazione tra competenze diverse, mettendo al centro il benessere delle nuove generazioni e intervenendo prima che il disagio si trasformi in esclusione.

  • Intervista a Emil Girardi, presidente di Canalescuola

    Ansia, depressione e fragilità emotive colpiscono sempre più bambini e adolescenti. Oggi in Italia oltre uno studente su due (51,4%) vive una condizione di disagio psicologico, mentre in Alto Adige quasi il 40% dei giovani mostra segnali di sofferenza. A preoccupare è anche l’impennata dei Bisogni Educativi Speciali nella scuola dell’infanzia, aumentati del 23% nel solo 2024. Numeri che raccontano un’emergenza silenziosa e che spingono a ripensare i modelli di supporto: in questo contesto il 30 gennaio verrà inaugurato YouMind, un centro psicopedagogico pensato per offrire risposte concrete ai giovani e alle loro famiglie. Ne abbiamo parlato con Emil Girardi, presidente di Canalescuola, cooperativa che gestisce la nuova struttura bolzanina.

     

    SALTO: Si parla sempre più spesso di disagio giovanile. Qual è il quadro che avete osservato sul territorio? E cosa vi ha spinto a creare il centro YouMind?

    Emil Girardi: Esiste una fascia sempre più ampia di giovani che vivono difficoltà non certificate e che, proprio per l’assenza di una diagnosi formale, restano ai margini dei servizi di supporto. Ciò genera un forte disagio anche nelle famiglie, molti genitori percepiscono che qualcosa non funziona e spesso non sanno come aiutare i propri figli. Oggi, però, disponiamo di conoscenze e competenze che permetterebbero di intervenire in modo più efficace e tempestivo. Spesso gran parte della responsabilità viene delegata alla scuola, che si trova a dover rispondere a bisogni complessi senza avere sempre il tempo, gli strumenti e le risorse necessarie. Per questo riteniamo fondamentale pensare a strategie integrate, capaci di offrire ai ragazzi un percorso che non sia solo scolastico, ma anche umano e di vita.

    Esiste una fascia sempre più ampia di giovani che vivono difficoltà non certificate e che, proprio per l’assenza di una diagnosi formale, restano ai margini dei servizi di supporto

    Si registra un forte incremento di diagnosi come ADHD, disturbi dell'apprendimento e del comportamento. È un aumento reale o oggi siamo semplicemente più attenti a riconoscerli?

    Molti ragazzi vivono una reale difficoltà, anche perché le loro esigenze sono cambiate rispetto ai contesti in cui chiediamo loro di apprendere. La scuola, ad esempio, utilizza spesso linguaggi visivi, grafiche e materiali ancora poco allineati ai codici comunicativi dinamici e interattivi a cui i giovani sono abituati – come, banalmente, quelli dei videogiochi – rendendo più complesso mantenere attenzione e motivazione. A questo si aggiunge l’esposizione precoce e prolungata a cellulari e schermi fin dalla prima infanzia, che può favorire forme di iperstimolazione con ricadute sulla capacità di concentrazione.

    Detto questo nel caso dell’ADHD osserviamo un aumento reale, legato anche a fattori ambientali come l’eccesso di stimoli digitali e la riduzione dell’attività fisica. Per quanto riguarda invece i disturbi dell’apprendimento e più in generale i bisogni educativi speciali oggi vale certamente il fatto che siamo più attenti e competenti nel riconoscerli. Vent’anni fa non eravamo attrezzati, né dal punto di vista culturale né da quello scientifico, per comprendere e accompagnare i diversi modi di funzionare delle persone. Per fare un esempio: oggi, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, sappiamo che nei ragazzi con dislessia le aree cerebrali coinvolte nella lettoscrittura si attivano in modo diverso rispetto ai normolettori, permettendoci interventi più mirati.

  • Emil Girardi è pedagogista, insegnante, presidente e socio fondatore di Canalescuola, cooperativa che gestisce il nuovo centro YouMind che sarà inaugurato a Bolzano il prossimo 30 gennaio. Foto: Emil Girardi
  • I dati mostrano un forte aumento di ansia, depressione e difficoltà emotive già in età molto precoce. In che modo il contesto attuale, iperstimolante e dominato dalla tecnologia, incide sul benessere psicologico di bambini e adolescenti?

    Il contesto attuale incide in modo significativo e qui occorre citare due temi principali. Il primo riguarda l’età: oggi sappiamo che nei primi 2–3 anni di vita l’esposizione agli schermi dovrebbe essere assolutamente evitata, perché il cervello ha bisogno di esperienze relazionali e sensoriali reali per svilupparsi in modo sano. Un’esposizione precoce può interferire con questi processi fondamentali.

    Il secondo aspetto riguarda il modo in cui gli strumenti digitali vengono utilizzati. Un uso passivo e prolungato — come guardare per ore lo streaming di videogiochi, fenomeno ormai molto diffuso — non favorisce un’attivazione funzionale del cervello e può contribuire a difficoltà emotive e di autoregolazione. Diverso è il caso di un utilizzo attivo e consapevole della tecnologia: quando i ragazzi giocano in prima persona costruiscono tattiche e strategie. Altrettanto positivo è quando usano il digitale per potenziare la creatività o esprimere le proprie idee.

    Crediamo fortemente nel valore di un lavoro congiunto tra pedagogia e psicologia

    Che tipo di approccio è quello scelto da YouMind e qual è il valore aggiunto del centro rispetto ad altre realtà già esistenti?

    YouMind ha scelto un approccio multidisciplinare e integrato, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento capace di mettere in dialogo competenze diverse e complementari. Il centro unisce infatti l’intervento psicologico, logopedico, neuropsichiatrico e pedagogico con la presenza dell’educatore che affianca bambini e ragazzi anche sul piano delle strategie di studio. I percorsi sono personalizzati, pensati sui bisogni specifici della singola persona e della sua famiglia. Molte difficoltà infatti non derivano esclusivamente da condizioni neuropsicologiche del bambino o del ragazzo ma sono influenzate anche dal contesto familiare. Per questo lavoriamo non solo con i giovani ma anche con i genitori, con l’obiettivo di accompagnarli, prevenire comportamenti disfunzionali e creare un ambiente più favorevole alla crescita e al benessere dei figli.

    Canalescuola compie 20 anni nel 2026: in che modo l'esperienza maturata in questo lungo periodo ha portato alla nascita di progetti come YouMind? Guardando indietro quale risultato vi rende più orgogliosi?

    In questi vent’anni Canalescuola ha costruito un’esperienza solida soprattutto nell’ambito pedagogico-educativo, collaborando in modo continuativo con le scuole e sviluppando laboratori dedicati al metodo di studio, alle strategie di apprendimento e all’uso di strumenti compensativi per bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento. Questo lavoro ci ha permesso di ottenere risultati concreti e di seguire ogni anno più di 150 studenti solo in Alto Adige.

    Proprio l’esperienza maturata sul campo ci ha portati a comprendere che, per sostenere davvero i ragazzi, l’intervento scolastico da solo non è sufficiente. Da qui nasce YouMind: un progetto che amplia il nostro approccio integrando in modo strutturato la dimensione psicologica a quella educativa. Il centro ha infatti ottenuto l’accreditamento come struttura sanitaria, perché crediamo fortemente nel valore di un lavoro congiunto tra pedagogia e psicologia. In questo senso la sfida è quella di orientarci verso pratiche sempre più innovative e all’avanguardia, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi e le loro famiglie in modo ancora più incisivo e consapevole.