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Chi deciderà sull’edilizia sociale?

Il CdA dell'Istituto di edilizia agevolata è nel mirino dell'assessora Ulli Mair, che vuole abolirlo: cosa fa oggi l'organo, chi lo compone – e come funziona in Trentino.
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Foto: IPES
  • Non solo un organo „di rappresentanza“. Il Consiglio di amministrazione dell'IPES, l’Istituto per l’edilizia sociale della Provincia autonoma di Bolzano è, a leggere lo Statuto, il luogo dove s’assumono decisioni strategiche e operative su bilanci, programmi edilizi, regolamenti e scelte patrimoniali. Proprio per questo la proposta dell’assessora provinciale Ulli Mair (Freiheitliche) di cancellare l’organo ha acceso una discussione su chi deve avere l’ultima parola nella governance dell’edilizia sociale in Alto Adige. La riforma proposta dall’assessora Mair punterebbe a eliminare il CdA e la presidenza per accentrare il baricentro nella direzione generale (o comunque in un modello più „amministrativo“ e meno collegiale). Il provvedimento è diventato un tema di scontro tra i partiti che siedono in Giunta provinciale, che hanno fissato per oggi un vertice di maggioranza, con gli alleati di lingua italiana (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Civica) contrari alla riforma.

  • La composizione

    L’attuale CdA è stato nominato dalla Giunta provinciale nella seduta del 20 giugno 2023 (delibera GP n. 519/2023) per il triennio 2023–2025. I membri attuali sono la presidente Francesca Tosolini già al vertice dell’Istituto nel triennio 2020-2023 – la vicepresidente Sabine Fischer e il componente Tony Tschenett, proposto dalle organizzazioni sindacali, così come previsto dalla normativa provinciale. Quanto alla loro durata effettiva, la normativa provinciale (ovvero lo stesso Statuto) lega la scadenza non a una data „secca“, ma alla chiusura amministrativa dell’ultimo esercizio: gli organi restano in carica per tre esercizi e fino all’approvazione del bilancio consuntivo relativo all’ultimo esercizio del mandato. In altre parole, anche se il triennio è indicato come 2023-2025, la scadenza sostanziale arriva con l’approvazione del consuntivo 2025 (entro il 2026, quando quel bilancio viene approvato).

  • Francesca Tosolini (a sx) con l’ex assessora Deeg (al centro): Tosolini è stata nominata presidente dell'IPES (in quota Lega) nel 2020. Foto: Ivo Corrà
  • Sono previste regole sui conflitti di interesse e l’obbligo di astensione quando una delibera riguarda direttamente un consigliere o persone a lui legate. Riguardo alle competenze, il CdA IPES – sempre secondo lo statuto – non si limita a esprimere indirizzi generici. Tra le attribuzioni più rilevanti rientrano obiettivi e programmi dell’ente e verifica dei risultati, bilanci preventivi e consuntivi, regolamenti su costruzione, locazione, manutenzione e gestione degli immobili, progetti edilizi e relativi costi, pianta organica, bandi di concorso e assunzioni di personale di ruolo, nomina del direttore generale e definizione del trattamento giuridico-economico, oltre a nomine/revoche dirigenziali, operazioni patrimoniali e finanziarie (mutui, ipoteche, acquisti/vendite/permute/locazioni, servitù, diritti di superficie, donazioni e lasciti, impiego di somme eccedenti la cassa), decisioni su azioni legali (promuovere o resistere in giudizio, conciliare, transigere). Le delibere passano con la presenza della maggioranza dei componenti (in un CdA da tre, due su tre) e in caso di parità il voto della presidente è determinante. Lo Statuto prevede inoltre riunioni in videoconferenza e la possibilità di coinvolgere esperti esterni a titolo consultivo.

  • E in Trentino come funziona?

    Nel vicino Trentino, l’edilizia abitativa pubblica è in mano all‚ITEA, l’Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa), che opera come società partecipata-in house: qui la governance segue cioè una logica più societaria. C‘è un Consiglio di amministrazione (nominato dal Socio Unico, la Provincia autonoma di Trento, il 1 agosto 2024) con presidente, vicepresidente e consiglieri. La durata dell’organo di amministrazione, come tipicamente previsto negli statuti delle S.p.A., è collegata a un massimo di tre esercizi – in linea anche con quanto stabilisce il Codice civile per gli amministratori delle società per azioni.  Anche in Trentino esiste dunque un CdA con responsabilità di indirizzo e controllo, ma la cornice è quella di una società, non di un ente strumentale con statuto „pubblicistico“ come l’IPES. E, tornando in Sudtirolo, la domanda che resta sul tavolo è più politica che amministrativa: l’edilizia sociale altoatesina deve essere governata come un istituto con un organo collegiale che fissa indirizzi e approva atti, oppure come una struttura più integrata nella catena decisionale assessorato-direzione generale? La scelta è dunque tra un’ipotetica maggiore velocità decisionale o più contrappesi interni? Oppure su chi decide davvero?