“A Milano ce la metteremo tutta”
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Finite le Olimpiadi, il mondo dello sport attende l’avvio dei Giochi Paralimpici invernali che si terranno dal 6 al 15 marzo. Nonostante sul suolo altoatesino non verrà assegnata nessuna medaglia, la fiaccola paralimpica - come quella olimpica - arriverà anche a Bolzano. Per domani, venerdì 27 febbraio, è infatti in programma un evento speciale in piazza Walther.
Per l’Alto Adige parteciperanno alla Paralimpiadi, oltre allo snowborder Emanuel Perathoner, anche sei atleti delle “Southtyrol Eagles”, la squadra di hockey su slittino di Egna composta da persone di varie età con diverse disabilità motorie. Christoph Depaoli, Alex Enderle, Stephan Kafmann, Julian Kasslatter, Nils Larch, Matteo Remotti Marnini sono stati infatti convocati per le Paralimpiadi dalla nazionale di hockey su slittino capitanata dal trentino Gianluigi Rosa, anche lui del team Eagles. La nazionale ha di recente vinto i mondiali B (ovvero delle seconde otto migliori squadre al mondo), arrivando ora - come in passato - a competere nel girone A (con le migliori otto al mondo). Come si sono preparati il capitano Rosa, il portiere gardenese Kasslatter e il capitano delle Eagles Depaoli, per l’appuntamento Paralimpico allo stadio Santagiulia di Milano, dove vestiranno la maglia azzurra? -
Per Gianluigi Rosa Milano rappresenta molto più di una competizione, si tratta di un ritorno alle origini, al momento in cui si è avvicinato a questo sport. “La mia passione è nata quando alle Paralimpiadi di Torino 2006 ho visto per la prima volta le partite di para ice hockey”, racconta Rosa a SALTO. All’epoca Rosa era ancora in convalescenza dopo un incidente stradale di due anni prima in cui perse una gamba. “Grazie ai Giochi invernali mi sono deciso a provare questo sport e me ne sono innamorato. Mi ricordo ancora il mio primo allenamento alla Merano Arena. Sono entrato nello spogliatoio e ho trovato una fila di gambe, di protesi e di carrozzine parcheggiate, quell’immagine mi ha fatto subito sentire a casa”. Da allora sono passati vent’anni e le Paralimpiadi sono tornate ad essere in Italia. “Quando ho saputo che la Paralimpiade sarebbe stata in casa ho subito realizzato che per me partecipare sarebbe stato un grande onore. È un’occasione per far conoscere questo sport”, sottolinea Rosa.
“Sono entrato nello spogliatoio e ho trovato una fila di gambe, di protesi e di carrozzine parcheggiate, quell’immagine mi ha fatto subito sentire a casa”
Di recente, a settembre 2025, la nazionale ha vinto il Mondiale del gruppo B, in Kazakistan. “Vincendo - continua Rosa - siamo tornati di diritto nelle migliori otto squadre al mondo, le stesse che incontreremo a Milano”. Poche settimane fa, contro la Repubblica Ceca, gli azzurri hanno perso una finale di torneo 2 a 1. “Credo che non siamo così distanti dai cechi. Possiamo sperare di fare qualcosa di bello durante la Paralimpiade”, evidenza ancora il capitano azzurro. E ripensando agli inizi, alla prima volta che si è messo sul ghiaccio, Rosa dice: “È stata una delle scelte più belle della mia vita. Ho ricevuto tanto e spero che qualcuno, vedendoci, decida di iniziare questa avventura”.
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Niente gare in Sudtirolo
Le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si svolgeranno dal 6 al 15 marzo. Dopo Torino 2006, la penisola torna così al centro del movimento paralimpico internazionale, con un’edizione diffusa su più territori del Nord Italia. Le competizioni saranno suddivise tra Lombardia, Veneto e Trentino, ma con una differenza importante rispetto al programma olimpico: non tutte le sedi saranno le stesse. In particolare, l’Alto Adige non ospiterà gare paralimpiche, nonostante per le Olimpiadi il biathlon si sia svolto ad Anterselva.
Per la 14esima edizione dei Giochi Paralimpici Invernali, infatti, sci di fondo e biathlon si terranno entrambi a Tesero, in Val di Fiemme, in Trentino. La scelta è legata a esigenze organizzative e logistiche: molti atleti paralimpici competono in entrambe le discipline, dunque concentrare le gare in un’unica località consentirà di ridurre i trasferimenti.
Del contingente di atleti altoatesini per i prossimi Giochi sei vestiranno la maglia della nazionale di para ice hockey (Christoph Depaoli, Alex Enderle, Stephan Kafmann, Julian Kasslatter, Nils Larch, Matteo Remotti Marnini), mentre Emanuel Perathoner (in foto, qui la sua intervista a SALTO) gareggerà nelle prove di snowboard.
Complessivamente la delegazione azzurra presenterà il numero record di 40 atleti (35 uomini, 5 donne) nelle sei discipline previste dal calendario olimpico: sci Alpino, sci nordico, biathlon, snowboard, curling in carrozzina e para ice hockey.
Foto: FISI -
Se Rosa è il capitano della Nazionale, Christoph Depaoli è il capitano delle Southtyrol Eagles, il club che rappresenta una grande fetta del gruppo azzurro. Nove giocatori convocati in nazionale su diciassette provengono infatti dalla squadra di Egna. “È un segnale molto positivo. Si vede che lavoriamo bene”, osserva Depaoli. Il resto degli atleti proviene dai team di Torino e Varese. Questa settimana la nazionale è in ritiro a Torino per concludere la preparazione e affrontare due amichevoli importanti contro il Canada, che è senza dubbio la squadra più forte al mondo insieme a quella statunitense, esattamente come alle Olimpiadi maschili e femminili.
“Penso che sia un privilegio poter svolgere le Paralimpiadi in casa. Sono veramente pochi gli atleti che hanno questa opportunità”, dice Depaoli. “Poi - dice ancora l’azzurro - sono proprio una persona di squadra, mi piace stare con i miei compagni, sul ghiaccio ma anche fuori. Mi diverto e questo sport mi dà tante soddisfazioni. Voglio dimostrare al pubblico italiano che possiamo essere veramente forti: a Milano ce la metteremo tutta”.
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“A Pechino non è andata male, ma c’era il Covid e non avevamo il pubblico. A Milano sarà diverso”
Tra i pali della porta c'è invece Julian Kasslatter, alla sua seconda Paralimpiade dopo quella di Pechino dove l’Italia chiuse al quinto posto. “Per noi quell’edizione non è andata male”, commenta Kasslatter. “Ma ricordo bene l’isolamento imposto dal Covid. Non avevamo il pubblico. A Milano sarà diverso, avremo il tifo italiano e spero che lo stadio sia pieno”.
Kasslatter ha conosciuto il para ice hockey nel 2009 grazie a Florian Planker, anche lui della Val Gardena. “Inizialmente sono stato un giocatore di movimento, dopo cinque anni ho scelto di giocare in porta anche perché da giovane facevo il portiere di calcio”. La differenza rispetto agli altri giocatori? “In porta devi essere ancora più concentrato. Gli altri fanno i cambi e si riposano, il portiere no. Se sbagli, prendi gol e perdi”, dice Kasslatter. -
Tra le nazionali che crescono di più nell’hockey su slittino c'è sicuramente la Cina, che ha un grande bacino di atleti dai quali attingere. I riferimenti più importanti restano però gli Stati Uniti e il Canada. Gli azzurri, che poco fa hanno perso in una finale contro i Cechi per un solo gol, proveranno ad accorciare la distanza col podio, mettendocela tutta per far sognare il pubblico di casa e far conoscere il proprio sport.
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Servizio del febbraio 2025 sugli atleti della squadra di hockey su slittino “South Tyrol Eagles” di Egna (Riprese e montaggio di Mauro Podini).(c) SALTO
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