Politik | Intervista

Remigration|e

Dalle teorie radicali di Sellner all’ingresso nel programma dell’AfD, il termine “remigrazione” agita la Germania e prova a fare breccia anche in Italia. Tonia Mastrobuoni, corrispondente di “Repubblica”, ne ricostruisce origini, ambiguità e rischi politici.
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Foto: Screenshot correctiv
  • SALTO: In che modo la remigrazione è passata da parola d’ordine radicale a tema centrale dell’estrema destra in Germania?

    Tonia Mastrobuoni: Questo termine emerge già in alcuni libri di leader più estremisti di Alternative für Deutschland (AfD), come quello della Turingia, Björn Höcke, o dell’attuale parlamentare del Bundestag Maximilian Krah, nei quali veniva formulata una definizione molto radicale di remigrazione, teorizzando, in sostanza, che 20 milioni di migranti potessero essere rimpatriati, anche quelli con passaporto tedesco. Di questa definizione molto radicale si erano allora accorti in pochi.

    La questione è riemersa con grande forza quando alcuni esponenti di spicco dell’AfD, tra cui un consigliere di Alice Weidel, si incontrarono in una villa sul Wannsee con neonazisti dichiarati ed esponenti identitari come l’ideologo austriaco Martin Sellner. A gennaio 2024, l’inchiesta di correktiv su questo incontro fece emergere la definizione più radicale di Sellner che teorizzava, sostanzialmente, che bisogna rimpatriare, cacciare e deportare milioni di persone dalla Germania (qui l’intervista di SALTO con il giornalista di correktiv Marcus Bensmann, ndr).

    In seguito a questo scandalo si dimette Roland Hartwig, il consigliere della leader dell’AfD Alice Weidel, mentre il partito cerca di rimanere vago sulla definizione esatta del termine remigrazione. Ma sono milioni le persone che vanno in piazza in Germania per un mese di fila, a staffetta, in tutte le città, da est a ovest, da nord a sud. Diventa uno scandalo, questa parola: remigrazione viene addirittura nominata come Unwort des Jahres. Piano piano le proteste si spengono, ma la discussione si riaccende l’anno successivo - il 2025, anno delle elezioni - quando al congresso della AfD Weidel spinge per una politica migratoria molto più dura e per adottare il concetto remigrazione. Quell’anno il termine entra ufficialmente nel programma della AfD, ma con una definizione ancora vaga, non chiara. Oggi, nella versione ufficiale del programma del partito, remigrazione è il rimpatrio di oltre 200 mila migranti (e non più i milioni), che hanno il foglio di via, quindi una definizione molto più restrittiva di quella di Sellner e deii membri più radicali del partito.

    Il termine resta molto controverso, anche all’interno dell’AfD…  

    A un incontro a cui sono stata anch’io qualche settimana fa in Brandeburgo, tra un esponente locale molto radicale della AfD, Lena Kotré, e Martin Sellner, c'è stato il tentativo di riaprire la discussione sul termine remigrazione, ovvero di darle di nuovo un’interpretazione più ampia ed estrema. Sellner e moltii esponenti radicali del partito cercano di allargare questo concetto, di riaprire tutte le procedure per la cittadinanza degli ultimi dieci o addirittura vent’anni.

     

    L’AfD sta cercando di prendere le distanze da Sellner, anche solo di facciata.

  • L'inchiesta di Mastrobuoni sul 'volto nascosto' dei movimenti di estrema destra in Germania. Foto: Screenshot

    Il concetto di remigrazione di Martin Sellner, ospite dei comitati per la remigrazione in Italia e di esponenti della destra sudtirolese, è troppo estremo anche per l’AfD?

    Sellner, condannato da giovane perché neonazista, è il leader di questo movimento degli Identitari che parlano di sostituzione etnica, uno dei punti principali del loro programma. L’AfD sta cercando di prendere le distanze da Sellner, anche solo di facciata, e ha addirittra cercato di annullare il recente incontro a Brandeburgo. (Lo scorso ottobre il concetto di remigrazione dell‘Identitäre Bewegung di Sellner è stato giudicato incompatibile con la Costituzione tedesca dal Tribunale amministrativo federale di Lipsia, ndr).

    L’AfD teme la vicinanza di alcuni suoi esponenti a Sellner - nello statuto originario del partito c’è una clausola di incompatibilità con gli identitari che però nessuno rispetta, perché, a cominciare dai giovani del partito dell’AfD, i rapporti con gli identitari di Sellner sono molto stretti.

    Ricordiamo poi un altro aspetto: Sellner è un estremista che ha avuto legami con l’attentatore di Christchurch, che ha ucciso 49 persone in Nuova Zelanda, a cui ha dato dei soldi e per questo è stato indagato in Austria. Adesso Sellner è in tour con il suo libro che imbarazza l’AfD. Trovo vergognoso che ci sia in Italia un tentativo da parte di giornali di destra e da parte di alcuni esponenti della destra di governo di sdoganare un personaggio del genere, estremamente discutibile e pericoloso.

  • Tonia Mastrobuoni

    È nata a Bruxelles nel 1971, dove si erano conosciuti i genitori - la madre tedesca lavorava alla Commissione europea mentre il padre era corrispondente dell’ANSA. Cresciuta a Roma, ha scritto numerosi libri tra i quali L' inattesa. Angela Merkel. Una biografia politica (2021) e L’erosione. Come i sovranismi stanno spazzando via la democrazia in Europa (2023), entrambi editi da Mondadori. Dal 2014 è corrispondente a Berlino per la Repubblica. Ha appena pubblicato per Feltrinelli La Peste, un’inchiesta sui movimenti di estrema destra in Germania.

    Foto: Privat
  • Un concetto scomodo perfino per l'AfD

    L’AfD dice ora di limitare questo concetto al rimpatrio di chi delinque, cosa che sta cercando di fare anche il comitato che in Italia raccoglie firme per un disegno di legge sulla remigrazione. Cosa rende questa idea così pericolosa?

    Sellner ha fondato una commissione internazionale per la remigrazione, in cui vuole dare una definizione naturalmente molto vicina a quella estrema che esprime lui. Sellner cerca ora di dargli una definizione più precisa e internazionale. Per questo sta cercando sponde nei partiti di estrema destra in altri paesi – in Italia nella Lega, in Fratelli d’Italia e ora, immagino, nel nuovo partito del generale Vannacci. In questo bisogna essere molto vigili, perché per lui e per gli identitari il termine significa che si rimpatriano non soltanto i migranti o i profughi, ma anche i migranti già integrati e che hanno un passaporto, riaprendo anche le procedure di cittadinanza. 

     

    Trovo estremamente cinico e pericoloso risvegliare questi nazionalismi che si speravano sepolti.

     

    A Bolzano la discussione si è accesa anche tra le diverse fazioni nazionaliste di estrema destra, di lingua italiana e tedesca. Sellner è stato ospite diversi mesi fa di una manifestazione a Varese e, prima, di un esponente della nostra destra locale. L’identificazione di un nemico comune può unire questi nazionalismi?

    Trovo estremamente cinico e pericoloso risvegliare questi nazionalismi che si speravano sepolti. Queste operazioni sono pericolosissime, perché risvegliano rancori antichi, in qualche modo disturbano una pace che è stata comunque raggiunta, in una regione martoriata da questi odi - è veramente incredibile che tornino queste ombre del passato. In questi anni, tutti i partiti populisti di destra si sono nutriti del malumore che aveva suscitato l’arrivo di milioni di migranti dalla Siria e dal Medio Oriente, attraverso la rotta Balcanica. Questi sono anche partiti putinisti, filorussi e quindi messi un po' in crisi dall’aggressività e dall’imperialismo di Trump, però sono sempre stati accomunati dall’idea di cacciare i migranti, di discriminarli, di limitarne i diritti, di rendere più severe le regole per la cittadinanza. 

     

    Vannacci scavalca a destra l’AfD

     

    Vannacci, appena uscito dalla Lega, al Parlamento Europeo ha iscritto il suo partito, Futuro Nazionale, nel gruppo dell’Europa delle Nazioni Sovrane, quello dell’AfD. Sulla remigrazione sembra che non abbia dubbi da che parte stare.

    L’idea di remigrazione di Vannacci somiglia molto più a quella di Sellner che a quella dell’AfD, quindi scavalca a destra l’AfD - questo è un altro paradosso. Vannacci ha anche espresso sostegno alle milizie dell’ICE che hanno ammazzato a sangue freddo due persone a Minneapolis. E si tratta comunque di ex leghista, cioè di un partito che ha ancora legami con il governo - certo, non si sa poi se sarà incluso nella coalizione capitanata da Giorgia Meloni alle politiche del prossimo anno, ma sarebbe vergognoso se Vannacci fosse in questa coalizione: Vannacci è a destra dell’AfD, esprime concetti che neanche l’AfD esprime. E, ricordiamolo, in Germania esiste ancora un solido cordone sanitario: nessuno fa accordi con loro.