„ICE incompatibile coi valori olimpici“
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La senatrice SVP Julia Unterberger interviene con toni durissimi nella discussione sulla presenza di personale riconducibile all’ICE statunitense nel contesto delle Olimpiadi Milano-Cortina. In una nota inviata ai media, Unterberger sostiene che l’ICE “ha assunto i contorni di un’organizzazione repressiva”, arrivando – scrive – a operare “al di fuori dello stato di diritto” e a macchiarsi di “crimini inaccettabili”, con “l’uccisione di due persone inermi e l’arresto di un bambino di 5 anni”. Nel comunicato la presidente del Gruppo per le Autonomie elenca una serie di comportamenti che, a suo giudizio, rendono l’agenzia incompatibile con i valori olimpici e con un ordinamento democratico: “I suoi agenti girano a volto coperto, fanno arresti sulla base di semplici sospetti, entrano nelle abitazioni private e fanno perquisizioni senza mandato”.
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Per Unterberger “l’ICE è a tutti gli effetti il braccio armato delle politiche violente di Donald Trump negli Stati Uniti. Cosa c’entri quest’agenzia con la sicurezza degli americani alle Olimpiadi, resta ancora un mistero”. Da qui la richiesta diretta al Governo italiano: secondo la senatrice, l’esecutivo “in quanto responsabile della sicurezza in Italia” dovrebbe “semplicemente dire agli americani che la presenza dell’ICE non è gradita, poiché incompatibile con i valori di uno stato di diritto”. Invece, prosegue, “pur di non smentire l’amministrazione Trump”, il governo “sta alimentando una tensione che rischia di compromettere la riuscita delle Olimpiadi”. “Un grave danno per i territori che si apprestano a ospitarle”, come il Sudtirolo.
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Il Viminale rassicura
All’interno dell’agenzia federale statunitense ICE (Immigration and Customs Enforcement) convivono un ramo operativo e un ramo investigativo: l‘ERO (Enforcement and Removal Operations) è la componente operativa che gestisce identificazione, arresto, detenzione ed espulsione nell’ambito dell’enforcement migratorio, mentre l’HSI (Homeland Security Investigations) è la componente investigativa, che svolge indagini su reati internazionali – traffici illeciti, frodi, criminalità organizzata, etc – e lavora spesso con partner esteri. Dopo giorni di dichiarazioni contraddittorie, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che, per Milano-Cortina, gli USA coinvolgeranno l’HSI (cioè il ramo investigativo) e non la componente legata ad arresti/espulsioni. Secondo la nota diffusa dal Viminale dopo l’incontro tra Piantedosi e l’ambasciatore USA Tilman J. Fertitta, il personale statunitense lavorerà esclusivamente all’interno delle sedi diplomatiche (ovvero i consolati) e non sul territorio.
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