Al via la farsa dei colloqui linguistici

Scuola
Ecco il testo della delibera pre-elettorale imposta dall'Svp che andrà in Giunta martedì. Se una famiglia non collabora saranno chiamati i servizi sociali

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Kommentare

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Profil für Benutzer Hartmuth Staffler
Hartmuth Staffler Fr., 08.09.2023 - 23:42

Die Faschisten haben mit brutaler Gewalt die deutsche Schule einfach verboten und Lehrer, die doch auf Deutsch unterrichtet haben, ins Gefängnis geworfen. Heute geht man bei der Zerstörung der deutschen Schule wesentlich subtiler vor.

Fr., 08.09.2023 - 23:42 Permalink
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Viviana Versace Sa., 09.09.2023 - 06:56

Antwort auf von Hartmuth Staffler

Überall in der westlichen Welt, von Rom über Wien bis New York, stehen Grundschulen vor der Herausforderung, der Unterricht zu erbringen, in Klassen in denen ein teilweise überwiegender Teil der Kinder sehr unterschiedlicher Herkunft und Sprache ist. Niemand sollte über die geplante Zerstörung der Reinheit der einsprachigen Schule schreien. So ist das. Es gehört dazu, wie sich Gesellschaften durch Migration kontinuierlich verändern. Natürlich haben Lehrer besonders am Anfang Schwierigkeiten, aber denken wir z. B. darüber nach: als man früher auch hier den Kinder völlig ungebildeter Eltern man unterrichtet hat. Rechtfertigt die Komplexität des Unterrichts die Nichteinbeziehung von Kindern und das fehlende Recht auf Lernen? Nein. Und wissen Sie, was das Wunder ist? Am Ende des Zyklus spricht jeder die Landessprache perfekt und verfügt über die erforderlichen Kenntnisse. Ich weiß, Sie denken: „Hier haben die italienischen Kinder italienische Schulen und sie müssen - zumindest- gehen.“ Haben Sie damit das Problem der Mehrsprachigkeit und Multikulturalität in der Grundschule gelöst oder haben Sie nur Rache für ein historisches Unrecht genommen?

Sa., 09.09.2023 - 06:56 Permalink
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Simonetta Lucchi Sa., 09.09.2023 - 06:59

Dal momento che nessuno ha protestato per questa vergogna credo sia inutile scandalizzarsi. Siamo una comunità priva del concetto di diritti civili. Peraltro è anche evidente a chiunque conosca la scuola in questa provincia che il vero pericolo non sono i „bambini italiani“ - di fatto la comunità è in continua diminuzione - quanto le famiglie migranti che negli ultimi anni hanno deciso di iscrivere i figli nelle scuole tedesche anziché in quelle italiane come da tradizione.
Non ci si rende nemmeno conto della gravità del fatto che questo esame venga condotto da un dirigente scolastico che in teoria potrebbe non avere alcuna competenza in ambito linguistico, o nemmeno di criteri di valutazione se proviene da determinate classi di concorso, e che ogni esame deve prevedere almeno due esaminatori o una commissione. Semplicemente, si è dimostrata l’impreparazione di alcune scuole a includere bambini di altre madrelingue, come si fa da decenni ovunque nel mondo.

Sa., 09.09.2023 - 06:59 Permalink
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Evelin Grenier Sa., 09.09.2023 - 09:17

Ma dal momento che le scuole italiane sono vuote e quelle tedesche iperaffollate, quale sarebbe il problema modificare il programma di insegnamento nelle scuole italiane in modo che preveda ad esempio che una parte delle materie vengano insegnate in lingua tedesca, mentre il resto magari in italiano?

Se la scuola italiana è così poco richiesta forse significa che non risponde più alle necessità attuali e va riformata?

Sa., 09.09.2023 - 09:17 Permalink
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Simonetta Lucchi Sa., 09.09.2023 - 14:52

Antwort auf von Evelin Grenier

Signora Grenier, la scuola italiana ha avuto talmente tante riforme che forse il problema è quello di non conoscerle a fondo. Anzi, di non conoscerle affatto. E in questo Le dico che siamo, in generale, colpevoli: avremmo dovuto informarci di più e soprattutto accogliere con più apertura e buona volontà quello che i diversi legislatori a livello nazionale in questi decenni hanno proposto. Peraltro non mi risulta affatto che le scuole italiane siano vuote, piuttosto l’esatto contrario, se non forse in contesti periferici. Come non è assolutamente vero che la scuola italiana non sia richiesta visto che è una scuola di qualità. Il problema è escludere o includere, ma l’esclusione non è accettabile.
Per quanto riguarda la scuola paritetica - metà materie in italiano e metà in tedesco - la stiamo chiedendo da quarant’anni senza successo e io penso che ormai non sia più, come sarebbe stato solo dieci anni fa, un modello praticabile: si pensi solo al problema che non abbiamo personale formato e una scuola paritetica richiede personale con particolari competenze.
Al commento di Luca risponderei che è vero, l’istanza è partita dalla scuola tedesca. Tuttavia, io ritengo ugualmente responsabile chi non reagisce e permette queste situazioni. Per questo preferisco usare il „siamo“ in questo contesto.

Sa., 09.09.2023 - 14:52 Permalink
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Evelin Grenier Sa., 09.09.2023 - 21:56

Antwort auf von Simonetta Lucchi

„si pensi solo al problema che non abbiamo personale formato e una scuola paritetica richiede personale con particolari competenze.“

Io intendevo un modello in cui un’insegnante di lingua italiana insegna alcune materie in italiano, un’altra/o insegnante di lingua tedesca insegna qualche altra materia in tedesco. Non serve l’insegnante bilingue.

Per quanto riguarda le scuole italiane un po' le conosco visto che ci è andato e ci va tuttora il figlio più grande. La più piccola invece ha iniziato la settimana scorsa l’elementare tedesca. Sinceramente non ho sentito nessuno parlare di quest’esame ai genitori. Magari resteranno solo chiacchiere.

Sa., 09.09.2023 - 21:56 Permalink
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Simonetta Lucchi So., 10.09.2023 - 09:31

Antwort auf von Evelin Grenier

Signora Evelin, sono di ruolo dal 1998 nelle scuole ladine, che hanno metà discipline in italiano e metà in tedesco. Ho insegnato per 20 anni storia dell’arte CLIL in altre lingue.Non basta „parlare italiano o parlare tedesco“. Questo è purtroppo quanto abbiamo fatto troppo spesso fino a oggi trascurando l’importanza delle competenze degli insegnanti che devono conoscere bene la lingua e la terminologia specifica della materia ed essere in grado di valutarla e confrontarsi minimamente con i colleghi.
Se non si fa, è un fallimento in anticipo. E Le dico che finora in qualche modo è andata ma adesso ci troviamo di fronte al drammatico problema di non trovare nemmeno docenti senza formazione specifica. Dobbiamo rivedere a fondo il nostro sistema scolastico sennò sarà dura.

So., 10.09.2023 - 09:31 Permalink
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Evelin Grenier So., 10.09.2023 - 16:15

Antwort auf von Simonetta Lucchi

Visto che si tratta solo di far fare a questi insegnanti qualche corso in più come quello fatto da Lei, non vedo tutto sto problema insormontabile. Si fa uno scambio di insegnanti tra la scuola italiana e quella tedesca + il corso che dice lei. Potrebbe essere quanto meno un inizio. Perfezionabile strada facendo. Basterebbe la volontà!!!

So., 10.09.2023 - 16:15 Permalink
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Re El Sa., 09.09.2023 - 11:42

ach salto :-( ….wiedermal einer dieser tollen artikel, um die kollektive faulheit bzw ignoranz in schutz zu nehmen, wenn es um das so essentielle erlernen einer sprache geht…? dai dai ihr ward mal redaktionell so stark, pls bring back the good ones :-)

Sa., 09.09.2023 - 11:42 Permalink
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Simonetta Lucchi So., 10.09.2023 - 09:45

Antwort auf von Dietmar Nußbau…

Sig. Nussbaumer, la scuola italiana sta accogliendo da sempre alunni migranti. Molti docenti già di ruolo si sono formati e aggiornati su questi argomenti - personalmente, due anni di corso di formazione all’università di Trento e Bolzano- perché insegnare a alunni mistilingui richiede metodologie specifiche e sperimentate che basta studiare. Nulla di impossibile solo buona volontà. Come tutor volontaria di minori non accompagnati iscritta nell’apposito elenco del tribunale di Bolzano Le posso dire che questi minori parlano italiano. Chissà perché.

So., 10.09.2023 - 09:45 Permalink
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Peter Gasser So., 10.09.2023 - 09:24

Wer das, was weltweit bei allen Minderheiten in demokratischen Staaten „normal“ ist, die eigene Sprache und Kultur in der Mehrheitsgemeinschaft zu schützen, als
- etnonazionalismo nazistoide
- concetti di separazione ed esclusione
bezeichnet, dem darf man zu Recht
- Hassrede und
-ethnische Hetze
vorwerfen, so meine Meinung.
.
Auf jeden Fall fehlt jedweder Respekt gegenüber einer anderen Sprache und Kultur.

So., 10.09.2023 - 09:24 Permalink
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Peter Gasser So., 10.09.2023 - 14:52

Antwort auf von Stefan S

Auf dem Auge ist das Anonym Thoma blind;
auch ist es eigen-artig, im Raum Ukraine mit all den Kindesdeportationen, Vergewaltigungen, systematischen Foltern, brutalen Morden, all den Marschflugkörpern, Raketen und Bomben auf Marktplätze, Krankenhäuser, Schulen, Kulturstätten, Kraftwerke, Heizwerke, Wohnhäuser, den Doppelschlägen, um auch Feuerwehrleute und Sanitäter zu morden, der Russifizierung in den besetzten Gebieten, indem Menschen, welche russischen Pass nicht nehmen, der Zugang zu Krankenversorgung verweigert, die Rente nicht ausbezahlt und die Wohnung genommen wird, dass sich das Anonym Thoma um die Russen sorgt....

So., 10.09.2023 - 14:52 Permalink
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Manfred Klotz Mo., 11.09.2023 - 07:13

Antwort auf von Ludwig Thoma

Na ja, so wie das Russland darstellt ist es in Wirklichkeit nicht. Es stimmt dass das unter Poroschenko verabschiedete Sprachgesetz ganz offensichtlich darauf ausgerichtet ist, alles Russische zurückzudrängen, aber von Verbot kann nicht die Rede sein. Es geht um verpflichtende Zweisprachigkeit, die bisweilen auch ziemlich invasiv ist, das stimmt (etwa die Verpflichtung für Buchhandlungen russische und ukrainische Ausgaben anzubieten). Die Umbenennung von russischer Toponomastik zugunsten der ukrainischen ist eigentlich etwas was hierzulande in einem anderen sprachlichen Zusammenhang voll unterstützt wird. Hier schon, dort nicht? Alle anderen Minderheiten- und EU-Sprachen sind dagegen voll geschützt und von jedweder Einschränkung ausgenommen.
Dass dieser Eingriff sich hauptsächlich gegen die russische Medienmacht in der Ukraine richtet ist klar. Absurd dabei ist, dass genau diese Regelung ein Schlag gegen ukrainische Medien ist, die auf Russisch Putin und dessen Ukrainepolitik kritisierten. Ein Schuss ins eigene Knie also.

Mo., 11.09.2023 - 07:13 Permalink
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Profil für Benutzer Dennis Loos
Dennis Loos So., 10.09.2023 - 10:33

@Marcon Man kann gegen die vorgeschlagene Maßnahme sein, aber dass es hier NICHT um „etnolinguisticamente puri“ sondern um ein paar elementare Sprachkenntnisse geht verstehen auch Sie.

So., 10.09.2023 - 10:33 Permalink