Remigrazione, tutti con(tro) tutti
-
In termini di visibilità non avrebbero potuto chiedere di meglio, i “fascisti del terzo millennio” in vista della manifestazione sulla remigrazione di sabato 28 a Bolzano, con la gran cassa mediatica suscitata dal botta e risposta tra gli esponenti “progressisti” della SVP, in testa il Landeshauptmann Arno Kompatscher e il vicepresidente della provincia Marco Galateo (FdI): la parola “remigrazione” non solo s’abbatte come un corpo contundente sull’asse SVP-Fratelli d’Italia, ma anche sulla destra radicale sudtirolese – e nel dibattito pubblico sudtirolese.
-
I due cortei
Sabato, all’ombra del Monumento alla Vittoria di Bolzano, il Comitato “Remigrazione e Riconquista” ha annunciato un presidio a favore della proposta di legge sulla cd. remigrazione. A guidarlo è l’ex consigliere comunale di CasaPound (e oggi Lega) Maurizio Puglisi Ghizzi, con il sostegno esplicito (o implicito) dei leghisti bolzanini. Alla marcia neofascista si contrapporrà, sempre sabato 28, una contro-manifestazione antifascista, alla quale hanno aderito singoli componenti della SVP.
-
Galateo ha definito “un segnale politico alquanto inopportuno” la partecipazione annunciata della “Soziale Mitte” della SVP e dello stesso Kompatscher al contro-presidio antifascista, sebbene non vi sarebbe alcuna contiguità tra il suo partito e l’iniziativa del Comitato Remigrazione e Riconquista – e per questo la manifestazione “non ha nulla a che vedere con Fratelli d’Italia”.
-
La replica del governatore altoatesino non si è fatta attendere: Arno Kompatscher ha richiamato la libertà di espressione – citando Voltaire – ma ha avvertito l’alleato di Giunta: chi “tende a difendere il concetto della cosiddetta remigrazione” dovrebbe informarsi su “origine, contenuti e retropensieri”, che a suo dire sarebbero documentati e tutt’altro che innocui. Non siamo di fronte alla sola rivendicazione del “rimandiamo a casa chi non ha diritto di restare”, puntualizza Kompatscher, ma a un’idea che nasce nella destra radicale neonazista tedesca e che evoca deportazioni forzate “senza garanzie e diritti” che secondo il presidente della Provincia nulla hanno a che vedere coi rimpatri e altri strumenti già previsti (come i CPR).
-
Da Galateo agli Schützen
Dal canto suo la senatrice SVP Julia Unterberger ha accusato Galateo di scarso “rispetto per il ruolo che ricopre” e di arrivare a “giustificare un progetto di deportazione etnica”, per tenersi buone – sostiene la presidente del Gruppo Autonomie – le simpatie della destra xenofoba e fascista.
Pronta la replica del meloniano: Galateo dichiara di condividere i principi costituzionali evocati dalla senatrice, ma rovescia l’accusa sostenendo che proprio per questo Unterberger dovrebbe sostenere il governo Meloni sulle misure per “maggior sicurezza” e per un controllo più efficiente dell’immigrazione clandestina. Inoltre, l’assessore all’economia contrappone l’esperienza quotidiana delle “persone comuni” a quella – dice lui – di chi vive nei “migliori quartieri” di Merano e Roma, insinuando che chi sta in alto non vede i problemi di sicurezza che vivrebbero altri. Il vicepresidente insiste inoltre sul diritto di esprimere il proprio pensiero e le manifestazioni devono avvenire in sicurezza e non degenerare, come si sarebbe visto in alcune proteste “di sinistra” in Francia e in Italia.
-
A questo punto Unterberger diffonde una nota ancora più netta: Galateo, scrive, starebbe “arrampicandosi sugli specchi” spacciando la remigrazione per politica della sicurezza. “Basta leggere il testo della proposta”, afferma ancora la senatrice, per capire che l’idea punterebbe a costruire la società su criteri “etnici e di sangue”. Unterberger sostiene che una simile impostazione finirebbe per cancellare quote annuali di manodopera straniera, con un danno enorme per le imprese, a partire dall’agricoltura. E conclude: “La Costituzione italiana si fonda sull’antifascismo. Galateo se ne faccia una ragione”.
-
Dal fronte della destra tedesca arriva la presa di posizione della Süd-Tiroler Freiheit, che condanna la manifestazione davanti al Monumento alla Vittoria. L’accusa è che i gruppi neofascisti attorno a CasaPound stiano “strumentalizzando” temi reali (espulsione degli stranieri che commettono reati, rimpatrio rapido di chi è senza titolo, incentivi al rientro volontario) per piegarli a un’agenda ideologica, Inoltre, secondo la STF, il Sudtirolo pre-1914 era esclusivamente di lingua tedesca e ladina, con il gruppo italiano in minoranza ridottissima. Per questo il partito di Sven Koll suggerisce a CasaPound di dare il buon esempio (“iniziate voi con la remigrazione”) mentre invita i “veri patrioti” a essere altrove: non al presidio di Bolzano, bensì a Molini di Tures, al funerale dell’ultimo “bravo ragazzo della Valle Aurina” Siegfried Steger.
-
Un riferimento non troppo velato, quello della Süd-Tiroler Freiheit, a chi nella destra sudtirolese sta invece dando segnali di prossimità alla remigrazione promossa dai neofascisti italiani. Si va dalla presenza del leghista di CasaPound Massimo Trigolo alla commemorazione degli Schützen di Gries per Andreas Hofer, con tanto di foto ricordo coi “Kameraden” della Schützenkompanie “Mjr. Josef Eisenstecken”, sino al neo-comandante degli Schützen di Merano (già consigliere comunale dei Freiheitliche meranesi) Lukas Prezzi che mette “mi piace” su Facebook alla locandina in tedesco della manifestazione “Remigrazione e Riconquista”, postata dallo spazio Rockaforte di Bolzano. Un manifesto tattico, che ha ricevuto l’approvazione social di molti fan dell’estrema destra sudtirolese. Evidentemente, dopo la “grande alleanza” tra le destre di lingua italiana e tedesca in Giunta provinciale, anche le due destre estreme sudtirolesi iniziano a parlare la stessa lingua.
-
Weitere Artikel zum Thema
Politik | Remigration“Galateos Stellungnahme völlig daneben”
Politik | Reaktion„Nein“ zur Remigrations-Demo
Politik | L'analisiRemigrazione autorizzata
certi fascismi celati e non…
certi fascismi celati e non vanno assolutamente contrastati, non devono trovare spazio, anche se sono fenomeni che si manifestano proprio per una gestione corrotta e menefreghista delle elìte (che solitamente stanno peoprio a destra!).
la democrazia è un luogo in cui vige libertà d’espressione e quindi scambio civile di opinioni, non di propaganda retrograda.
questo é il punto che i decerebrati nostalgici non accettano, ma la cosa non è negoziabile.
sei antidemocratico per motivi che vanno dal legame nostalgico per i tempi che furono (italiani brava gente? mussolini ha fatto anche cose buone? ma dove???) fino alla paura della perdita dei tuoi privilegi dati da secoli di sfruttamento?
devi stare al gioco del dialogo e del rispetto dei diritti umani, non quello di chi la spara più grossa.
altrimenti ti stai prestando proprio al gioco di quelli che stanno in alto, ti propinano ideologie monocrome e se la ridono continuando a fare affari mentre tu ti scanni con qualcuno che non c’entra nulla.
la tipica guerra tra poveri.
devi scegliere se ribellarti contro i soprusi dettati dal sistema o farti usare come uno strumento, tesoro.
usa la tua testolina, è difficile all’inizio, ma passo dopo passo vedrai che ci riesci.
mahlzeit
Finora, questa…
Finora, questa manifestazione è stata un grandissimo regalo per l’Alto Adige. Finalmente le persone tornano a vivere la democrazia: si confrontano, si scontrano sulle idee, organizzano proteste e controproteste. È peccato che gran parte del dibattito ruoti attorno all’essere fascista o meno, invece di concentrarsi sul contenuto della proposta di legge e la politica generale, ma almeno è un inizio.
Dall’altra parte, questa manifestazione ha anche mostrato chi, a mio avviso, si pone come avversario della democrazia: persone come la senatrice Unterberger, che avrebbe voluto vietarla.
Antwort auf Finora, questa… von Gabri
tutta retorica banalizzante…
tutta retorica banalizzante.
come sopra: si puó discutere in modo civile e nel rispetto dei diritti umani, non fare marce di propaganda per totalitarismi.
prego attivare i circuiti neurologici e i valori fondamentali della convivenza prima di consumare aria in modo inutile.
mahlzeit