Politik | Convenzione

“Una concezione sovietica della società”

Riccardo Dello Sbarba racconta l'ultima seduta del Konvent. Con Durnwalder assoluto protagonista a ruota libera su toponomastica e ‘tv di stato in salsa tirolese'.

Il consigliere provinciale verde Riccardo Dello Sbarba prosegue il suo Bericht dal Konvent. Raccontando gli esiti dell’ultima seduta all’insegna di quello che lui definisce “lo sport preferito della maggioranza dei ‘conventuali’” e cioè l’ulteriore sviluppo degli “elenchi di competenze da strappare allo Stato”. Dello Sbarba per l’ennesima volta punta il dito contro una SVP “che da sessant’anni non concepisce lo sviluppo dell’autonomia se non ‘im Kampf gegen Rom’”. 

La sentenza del consigliere provinciale è durissima. Per lui “il nuovo patto di convivenza tra sudtirolesi di ogni lingua sull’asse orizzontale della società civile che doveva essere il cuore della riforma partecipata dell’autonomia” in sostanza “va a farsi benedire”. 
E nelle parole Dello Sbarba il giudizio in merito al fallimento della Convenzione sembra più che evidente. 

“Che poi la Convenzione sia un semplice organo consultivo del Consiglio provinciale non suggerisce purtroppo alcuna moderazione.”

La Convenzione in sostanza sarebbe ormai un contesto inutile ed addirittura fuori controllo, secondo l’esponente Verde. Dello Sbarba parla di ‘solitudine del Konvent’, amplificata dalla 'assenza di interlocutori di carne ed ossa’. 

“La Giunta se ne sbatte, Roma è il nemico evocato ma assente, l'Europa un muto conglomerato.”

Per cui per Dello Sbarba “è facile far correre la fantasia”. Com’è accaduto nell’ultima seduta quando quello che il consigliere provinciale definisce un ‘eroico minigruppo di lavoro’, è riuscito a presentarsi con un elenco di quasi 120 nuove competenze da strappare a Roma

Dopo di che la parola è passata - riferisce Dello Sbarba - “ai conflitti già vissuti nei gruppi di lavoro”. Tutte croci e delizie tra le quali il consigliere provinciale dei Verdi identifica alcuni temi in merito ai quali riferire perché gli sembrano più importanti. 
Tra questi la toponomastica, per cui Durnwalder difende a spada tratta l’accordo siglato all’epoca del ministro Fitto, salvo poi dimenticarsi di cosa vi era scritto
E quindi i media locali e nello specifico TV e radio. Anche in questo caso Dello Sbarba, furente, si scaglia contro il clima ‘conventuale’, dicendo osservare “gran confusione” unita ad “un’idea molto diciamo così sovietica della società e dell’informazione". 
Nella sua narrazione Dello Sbarba passa quindi dal costernazione al sarcasmo. 

“Durnwalder parla e spiega cosa vuole: in pratica una “Tele-Durnwalder”. Cioè una stazione radio-tv della Provincia, pagata dalla Provincia e al servizio della Provincia.”

In sostanza secondo il consigliere Verde l'ex Landeshauptmann auspicherebbe una "tv di stato in salsa tirolese completamente autonoma" e responsabile anche dei programmi italiani e delle frequenze. 
Ed è qui che Dello Sbarba (che di professione è insegnante ed anche giornalista) che si lancia in una vera e propria invettiva. Chiedendosi se la Provincia abbia intenzione di "comprarsi pagando di tasca propria dalla Rai (che è un’azienda privata) impianti, antenne, ponti radio, satelliti". E domandandosi: “come la mettiamo con l'autonomia delle redazioni giornalistiche, sancita dai codici etici e dalle leggi europee?”. Chiedendosi inioltre se non sarebbe meglio invece stipulare “un contratto di servizio più ampio con la Rai cper regolare e ampliare il servizio pubblico locale”.

L’intero Bericht di Riccardo Dello Sbarba si può leggere qui.