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“Inutile recriminare”

Christian Tommasini cede il posto a Sandro Repetto in consiglio provinciale e resta fuori dai giochi. “Torno a fare il bibliotecario, la famiglia è contenta”.
Christian Tommasini
Foto: Suedtirolfoto.com/Othmar Seehauser

L’ultimo baluardo del centrosinistra autonomista è crollato. Christian Tommasini subisce la “maledizione del terzo mandato”, resta fuori dal consiglio provinciale, perdendo 4.755 voti rispetto al 2013, e viene clamorosamente sorpassato dal “rivale” interno Sandro Repetto che conquista 2.562 preferenze contro le 2.074 del capolista. Per il Pd la débacle (perde metà dei consensi rispetto all'ultima tornata elettorale provinciale) è annunciata.

 

 

Tommasini prende con filosofia, almeno apparentemente, la sconfitta e in un post su Facebook fa gli auguri, con una sorta di piccola rivalsa, “a chi sarà chiamato a responsabilità di governo, perché spesso non si dorme la notte per le preoccupazioni, ma da questo lavoro dipende molto del nostro futuro!”. 

La campagna elettorale è stata impostata senza un sostegno preciso del partito, inutile recriminare. Peraltro dopo 10 anni ci sta un cambiamento perché governare non è facile

 

 

Oltre la dichiarazione affidata ai social non si riesce ad ottenere molto di più. È tempo di cauterizzare le ferite. “In questi giorni preferisco che siano il segretario provinciale del Pd Alessandro Huber e Sandro Repetto a parlare”, dice laconico a salto.bz Tommasini, che ribadisce la volontà di tornare al suo lavoro di bibliotecario, per cui aveva vinto regolare concorso prima di entrare in consiglio provinciale (come dipendente del Comune di Bolzano era in aspettativa). L’ormai ex vicepresidente della Provincia si lascia tuttavia andare a un placido commento sulla campagna elettorale (sottotono) del Partito democratico - scansando il j’accuse - che di certo non è stata rampa di lancio per il capolista ma ha piuttosto favorito la strategia dell'“ognun per sé”. “La campagna elettorale - spiega - è stata impostata senza un sostegno preciso del partito, inutile recriminare. Peraltro dopo 10 anni ci sta un cambiamento perché governare non è facile. Mia moglie e i bambini sono persino contenti, avrò più tempo per loro e anche per correre, diventerò fortissimo”.