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Nel bosco

Nel bosco è una delicata indagine teatrale ispirata al fatto di cronaca delle Baby Squillo dei Parioli.
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Foto: teatro stabile

Prosegue anche nel 2020 “Wordbox – Parole per il teatro” la rassegna che porta il pubblico a stretto contatto con una fase della messa in scena teatrale solitamente inaccessibile come le prove dello spettacolo, nel momento cruciale in cui si affinano personaggi, movimenti e quadri che andranno a comporre la pièce. Ancora una volta “Wordbox” si caratterizza come una vera e propria fucina teatrale. Ad essere protagonista dal 30 gennaio al 2 febbraio alle 18.30 al settimo piano della Sala Prove del Comunale di Bolzano, sarà il testo “Nel bosco”, una delicata indagine teatrale ispirata al fatto di cronaca delle Baby Squillo dei Parioli. Scritto dalla giovane autrice Carlotta Corradi, “Nel bosco” è stato finalista al 54° Premio Riccione per il Teatro e recentemente presentato in forma di lettura scenica in inglese al Theatre 503 di Londra (nell’ambito della rassegna Italy Uncovered: New Plays from Italy). Questa prima fase di lavoro verso la messa in scena, ha fatto tappa al Teatro India di Roma dal 9 al 21 gennaio per la regia di Andrea Collavino, grazie alla coproduzione tra Teatro Stabile di Bolzano e Riccione Teatro in collaborazione con il Teatro di Roma.

 

L’autrice prende spunto dallo scandalo giornalistico delle Baby Squillo dei Parioli, le due ragazze minorenni di quindici e sedici anni coinvolte da un gruppo di adulti in un giro di prostituzione minorile e finite sulle pagine della cronaca nazionale. La grazia e la profondità dell’universo poetico di Corradi trasformano gli accenti scandalistici della vicenda in un racconto di formazione complesso ed estremamente reale, che ci impone di chiederci senza retorica che cosa significhi crescere nell’Italia di oggi. Il testo che a Bolzano verrà interpretato da Jacopo Bicocchi, Sara Borsarelli, Elsa Bossi, Lia Grieco, Aram Kian e Romana Maggiora Vergano sempre per la regia di Collavino, pur partendo dalla vicenda di cronaca è raccontato dal punto di vista personale e trasognato dei suoi protagonisti. Innanzitutto quello di Manu, quindicenne che segue con ostinazione le orme della sua compagna di classe Chiara, in un giro di amicizie, locali, vecchie canzoni e clienti molto più grandi di lei. A fare da specchio alle due ragazze ci sono le madri, molto diverse tra loro ma accomunate dal difficile compito di affrontare la crescita delle proprie figlie in procinto di diventare donne. Poi ci sono gli uomini, che in fondo non sembrano così adulti neppure agli occhi delle due ragazze. E infine c’è la nonna, come nella fiaba di Cappuccetto Rosso. È proprio seguendo il percorso di questa fiaba che Manu si addentra in un bosco attratta dal lupo. Ma le fronde degli alberi non permettono alla luce di passare, impedendo a qualunque personaggio che lo attraversi di orientarsi. È il mondo in cui viviamo, quello di Manu e Chiara e di tutti i personaggi della storia, in cui per le leggi della sopravvivenza i rapporti umani sono spesso basati sul tornaconto.