Chronik | Giustizia

Al TAR l'urbanistica la fa da padrona

Nel 2025 ricorsi soprattutto contro Comuni e Stato. Tra i dossier più discussi il centro commerciale Twenty, impianti funiviari e Bettenstop.
TAR
Foto: SALTO
  • In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è stato tracciato il bilancio dell’attività 2025 del Tribunale amministrativo di Bolzano. La maggior parte dei ricorsi riguarda le amministrazioni comunali (37%), seguite dallo Stato (32%) e dalla Provincia autonoma di Bolzano (19%). I ricorsi contro altre amministrazioni – come Azienda sanitaria, INPS e altri enti – rappresentano circa il 10% del totale

    La quota più consistente del contenzioso, pari a circa il 31%, riguarda l’assetto del territorio. In questa categoria rientrano i ricorsi relativi a urbanistica (25) ed edilizia (43), alla tutela del paesaggio (5), all’ambiente (4), ai beni culturali (1), ai beni a uso civico (1) e ai provvedimenti ablatori (3). Le controversie in materia urbanistica, edilizia e tutela del paesaggio riguardano ormai quasi interamente l’applicazione della legge provinciale “Territorio e paesaggio”. Come ha spiegato il presidente del tribunale, Stephan Beikircher, “a causa degli interventi legislativi sovrapposti e stratificati, la normativa non si presta a facili letture per gli operatori, per gli amministratori e infine anche per noi”. Da qui deriva il consistente numero di vertenze in questo ambito.

    Tra le pronunce più rilevanti è stata ricordata quella relativa al Museo di Ötzi: la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della legge provinciale “Territorio e paesaggio” nella parte in cui prevede che il termine di efficacia dei vincoli preordinati all’esproprio sia di dieci anni anziché cinque. Nel 2025 è tornata inoltre al centro del dibattito politico e giuridico la vicenda del centro commerciale Twenty di Bolzano. Da un lato, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta “Lex Twenty”, la norma provinciale che avrebbe dovuto facilitare la sanatoria dell’abuso edilizio legato all’ampliamento del centro commerciale, ribadendo che anche le autonomie speciali devono rispettare la normativa nazionale sugli abusi edilizi. Dall’altro lato, in autunno il Consiglio di Stato ha confermato la precedente sentenza del TAR di Bolzano, stabilendo l’illegittimità della variante urbanistica, della concessione edilizia e dei titoli commerciali che avevano consentito l’ampliamento della struttura in via Galilei. La decisione ha riaperto il contenzioso tra Provincia, Comune e gruppi imprenditoriali esclusi dalla gara, aprendo la strada a possibili richieste di risarcimento milionarie, mentre la politica provinciale ha iniziato a discutere modifiche normative per individuare una soluzione extragiudiziale.

    Rilevanti anche i ricorsi legati al Bettenstop, il blocco dei nuovi posti letto turistici deciso dalla giunta provinciale. Sono sette le vertenze che contestano il rigetto delle domande di assegnazione dei posti letto a seguito delle procedure concorrenziali avviate dai Comuni.

  • La funivia di Maso Corto in Val Senales Foto: Alpin Arena Schnals/Harald Wisthaler
  • Numerosi anche i ricorsi in materia di impianti funiviari, in particolare nei casi di Malga Frommer (Tires) e Val Senales. Nel primo caso il TAR ha respinto il ricorso delle associazioni ambientaliste contro l’ampliamento delle stazioni della funivia Tires–Malga Frommer con cabine panoramiche “cabrio”, ritenendo inammissibile l’azione e sostenendo che i volumi realizzati in difformità dal progetto originario non fossero tali da incidere in modo evidente sul paesaggio. Inoltre, secondo il tribunale, le associazioni non avevano un interesse diretto sufficiente a contestare l’abuso paesaggistico.

    Diverso l’esito del contenzioso relativo alla Val Senales: con la sentenza del 17 giugno 2025 il TAR ha accolto il ricorso di diverse organizzazioni ambientaliste contro l’ampliamento del comprensorio sciistico sul ghiacciaio, annullando l’autorizzazione provinciale per carenze procedurali e informative nella Valutazione ambientale strategica (VAS). Il progetto è stato quindi bloccato.

    In materia urbanistica è stato menzionato anche il caso della nuova funivia di San Genesio. Il TAR di Bolzano ha respinto i ricorsi contro il progetto, presentati soprattutto dal condominio Gurhof vicino alla futura stazione a valle, confermando la legittimità dell’iter autorizzativo dell’opera, del valore di circa 40 milioni di euro. L’appalto per la costruzione è stato quindi assegnato al raggruppamento Leitner – Unionbau – ELPO tramite la società provinciale STA. Nel settore degli appalti e delle concessioni nel 2025 sono stati presentati 27 ricorsi, pari a circa il 10% del contenzioso complessivo.

    Sempre nell’ambito dei contratti pubblici è stato citato il caso del maxi-risarcimento da 2,68 milioni di euro che il Comune di Anterselva dovrà pagare al consorzio di imprese altoatesine Gasser Paul GmbH e Roland Ploner GmbH. La vicenda riguarda la gara d’appalto per la ristrutturazione e l’ampliamento dello stadio del biathlon di Anterselva in vista delle Olimpiadi invernali 2026.

  • La sede del TAR a Bolzano. Foto: upi
  • I numeri del TAR

    I dati complessivi evidenziano una diminuzione dei ricorsi depositati: nel 2025 sono stati 264, cioè 55 in meno rispetto all’anno precedente. Nel corso dell’anno sono state pubblicate 280 sentenze (SALTO ha intervistato il Presidente del Tribunale amministrativo, che ci ha spiegato le ragioni della diminuzione). 

    Di queste viene impugnato in media circa il 28,5% delle decisioni, mentre il 19% degli appelli viene accolto. Complessivamente meno del 6% delle sentenze di primo grado viene riformato in appello. Considerando il dato medio del quinquennio 2020-2024, significa che in oltre il 94% dei casi la decisione del giudice di primo grado diventa definitiva. A fronte dei 264 ricorsi depositati nel 2025, il tribunale ne ha definiti 305, con un saldo positivo di 41 procedimenti. Al 31 dicembre 2025 risultavano pendenti davanti al TRGA di Bolzano 158 ricorsi. La durata media dei processi si è confermata inferiore ai sette mesi, un risultato che il presidente del tribunale ha definito positivo.