Valentine, McClure e Gazley da 8

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Con la sconfitta alla quinta partita della serie di semifinale contro i Red Bulls alla Eisarena di Salisburgo, venerdì 28 marzo scorso, si è conclusa la corsa dell’Hc Bolzano nella ICE Hockey League stagione 24-25. Dopo una serie piuttosto convincente di quarti di finale con l’VSV di Villach i presupposti delle semifinali erano piuttosto chiari: solo il miglior Bolzano e il suo miglior gioco potevano ambire alla vittoria di una serie in cui i biancorossi avevano contro pronostico e fattore campo. Non abbiamo certamente visto il migliore HCB. Con la vittoria di Klagenfurt alla settima partita della serie di semifinale contro Linz, i Foxes centrano però la qualificazione alla prossima Champions Hockey League. Comunque un rilevante obiettivo stagionale.
Oggi nel piazzale della Sparkasse Arena, dalle ore 15 fino a sera inoltrata, ci sarà la festa di fine stagione. Intorno alle 16:00 è previsto il saluto alla squadra e il rompete le righe.
Anche nelle annate concluse con grandi vittorie, l’ultima partita dell’anno porta agli appassionati una collettiva sensazione di vuoto e un filo di malinconia; quest’anno la sconfitta nella serie con gli "odiati" Red Bull di Salisburgo ha portato a un sentiment collettivo non certo di soddisfazione e questo non aiuta né chi scrive né i tifosi bolzanini nelle disamine tra appassionati. Anche per questo abbiamo fatto passare qualche giorno dalla “serata hockeystica più triste dell’anno” prima di iniziare a mettere in ordine idee, analizzare qualche statistica e riguardare qualche highlight.
Il pagellone di fine anno è una complicata operazione verità ancor prima interiore che semplicemente tecnica o di cronaca. Il metro di giudizio principale è quello delle aspettative di inizio stagione, che erano alte e degne del blasone e della tradizione vincente della società bolzanina. I Foxes sono stabilmente tra il gruppo delle pretendenti alla coppa e quest’anno i presupposti erano buoni davvero. L'esito non è stato quello sperato e ad Hockey Town ci si aspetta sempre, legittimamente, di più: la vittoria.
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Veniamo dunque al pagellone, partendo da una sintetica valutazione dei reparti.
I PORTIERI. Voto 7,5
Certamente tra le migliori goalie unit della lega. Si è visto per tutta la stagione l’unione e l’intesa anche personale che lega i due portieri. Questo è fattore fondamentale per il funzionamento del reparto. Per tutta la regular season Hanlon ha mantenuto una rotazione piuttosto costante di 4 – 1 tra primo e secondo portiere. L’HCB è la squadra che ha subito meno gol in regular season.La DIFESA. Voto: 7,5
Il sistema di gioco di Hanlon si basa sulla difesa, che deve essere organizzata e reattiva. Il rimescolamento delle prime due linee difensive, avvenuto verso metà stagione, ha stabilizzato gioco e sistema. A Hults è stato affiancato da Bourque, creando una linea di maggiore pressione offensiva. Gli altri abbinamenti stabili: Spornberger – Di Perna e Valentine – Seed. Miglioranzi settimo difensore con turn over con Spornberger. Il reparto difensivo è quello che ha funzionato meglio durante la stagione. Miglior reparto difensivo della Lega in regular season con minor gol subiti, 113 in 58 gare.L’ATTACCO. Voto: 5,5
L’attacco aveva i numeri per fare molto di più. Nella serie di semifinale sono mancati troppi gol per pensare di vincerla. I biancorossi in stagione regolare hanno segnato 155 reti, con una media di 1,96 gol a partita. Segnano la bellezza di 28 e 18 gol meno di KAC e RedBull, rispettivamente. Le linee mai assestate del tutto, nemmeno a formare, se non ai playoff, una impalcatura base fatta da centro-ala di riferimento. Il vero problema è stato lo scoring efficency, sotto il 9,5 % in stagione (ottavo posto in lega) e crollato al 7,5 nei playoff. Nella post season ci sono voluti 437 tiri in porta per segnare 11 reti. Mancato il cinismo, spesso assente l’ultimo passaggio a liberare l’uomo, molti 1vs0 sprecati, tiri tendenzialmente prevedibili e addosso al portiere avversario. Troppa fatica a segnare, tutto l’anno e in tutte le situazioni. Il reparto rende meno della teorica somma delle individualità e questo è fattore importante nel giudizio sulla stagione.IL POWER PLAY. Voto: 5
Capitolo dolente è il power play, mai veramente efficace durante la stagione (20% circa), migliora leggermente durante i playoff (23.5) senza mai però convincere del tutto. Per tutta la stagione ci sono state difficoltà nell’entrata in zona, movimenti macchinosi spesso fuori ritmo e imprecisa la costruzione della gabbia, così come i passaggi sul perimetro. Vistosa spesso l’assenza dell’essenziale uomo davanti al portiere avversario. Negli ultimi due anni i Foxes erano stabilmente tra le prime squadre di lega con percentuali ben migliori, schierando allora power play units sulla carta non migliori.Il PENALTY KILLING: Voto: 6,5
Dopo un lungo periodo iniziale di rotazioni e assestamento verso metà stagione la penaty killink unit ha iniziato a funzionare meglio. Organizzato intorno alla presenza fissa di Frigo e Burque il PK si assesta intorno all’83% in stagione, dato che cresce a oltre l’87% nei playoff. Piena sufficienza ma la perfezione è lontana. -
La difesa
Scott Valentine #44. Voto: 8
Statistiche. Stagione (59 presenze): 22 punti, 6 gol, 16 assist, + 18 plus/minus. Playoff (11): 6, 2, 4, +6.
Il miglior difensore della squadra. Preciso e presente fisicamente (ValenTrain) combatte senza cali in fase difensiva e dà buon apporto nell’uscita di zona. Alcuni ottimi gol dal perimetro. Costante e capace di fare la differenza anche ai playoff. Il suo rinnovo di contratto l’anno scorso è stato complicato. Scott vuole il riconoscimento per quello che fa e conta nella quadra. Non ha mai nascosto di stare bene a Bolzano. Trattativa dura. Da confermare.Jason Seed #27. Voto 6
Statistiche. Stagione (59): 21, 4, 17, +18. Playoff (11): 4, 1, 3, +3.
Conclude una stagione da classico soldatino difensivo. Senza grandi prestazioni e con qualche distrazione soprattutto di rientro di posizione davanti alla porta. Qualche sanguinoso errore di passaggio in uscita di zona. Meglio si concentri sempre su posizione e chiusure. Un buono scudiero per il #44, non molto di più. D’altronde è quello che ci aspettava. Ha esperienze in Alps, Francia e Polonia, non in NHL e neppure in DEL, per dire. Ha 33 anni, gioca da domestic (Italia/Canada) e vista la carenza di difensori di livello al giusto ingaggio potrebbe anche restare come quinto o sesto difensore.Cole Hults #98. Voto: 5
Statistiche. Stagione (59): 25, 8, 17, +18. Playoff (11): 6, 2, 4, +2.
Ci si aspettava moltissimo dal suo ritorno a Bolzano e buona parte del progetto difensivo del team era incentrato su di lui. Non ha mantenuto le promesse. Meno veloce, meno brillante, meno grintoso della precedente esperienza biancorossa ha in bacheca qualche buona prestazione in una stagione mediamente grigia, verrebbe da dire svogliata. Parso talvolta fuori forma. Si confidava in un riscatto nei playoff, ma niente. In uscita.Simon Bourque #24. Voto: 6,5
Statistiche. Stagione (59): 32, 8, 24, +24. Playoff (11): 6, 3, 3, 0.
Di fianco al connazionale Hults, Bourque conclude una stagione migliore del suo compagno di linea. Stagione statisticamente simile con le precedenti nella ICE, a Innsbruck due e tre anni fa, ma ben sotto il livello espresso l’anno scorso nella lega Norvegese (Stavanger Oilers). Non sempre preciso per posizione in difesa e marcatura, ha dato il meglio nelle proiezioni offensive. Veloce e buona stecca è il classico difensore d’attacco. Non-domestic, non imprescindibile per la prossima stagione.Peter Spornberger #50. Voto: 6,5
Statistiche. Stagione (50): 16, 1, 15, +7. Playoff (7): 0, 0, 0, -3
L’esperienza maturata in Germania, in DEL e DEL2, si vede bene. Il ventiseienne di Renon è difensore completo. Senza colpi spettacolari ha grinta, posizione, chiusure e peso in balaustra. È giovane, ha margini di miglioramento. Al rientro di Miglioranzi ha fatto qualche partita di turn over, anche nei playoff, dove non ha fatto le sue migliori partite. Vista l’età e l’esperienza in DEL può avere buone offerte dall’estero. Sarebbe un peccato.Dylan Di Perna #90. Voto: 6,5
Statistiche. Stagione (59): 12, 1, 11, -8. Playoff (11): 2, 0, 2, -4.
Parte meglio della passata stagione; inizialmente in linea con Hults finisce la stagione con Spornberger in una linea difensiva potente e di posizione probabilmente più calzante alle sue caratteristiche: peso, occupazione degli spazi e lotta agli angoli. Conclude la sua quinta stagione ai Foxes con prestazioni ai playoff precise ma non memorabili, né per tecnica né per grinta. Rientrato nel giro della nazionale in vista dei Mondiali Div. 1 di fine mese in Romania. A Bolzano fin dal suo arrivo dal Nord America ci si aspetta di rivederlo in biancorosso.Enrico Miglioranzi #15. Voto: 6
Statistiche. Stagione (20): 3, 0, 3, -1. Playoff (4): 0, 0, 0, -1.
Rientrato a metà stagione dal grave infortunio al ginocchio dei playoff 23-24, dopo una lunga riabilitazione domata con costanza, forza di volontà e infinite pattinate solitarie alla fine dell’allenamento della squadra. Difensore che fa della applicazione la sua cifra. Gioca molte partite come settimo difensore o in turn over con il #50. Straordinario a tornare a buon livello dopo un infortunio che ha concluso la carriera di molto giocatori. -
L'attacco
Adam Helewka #13. Voto: 7,5
Statistiche. Stagione (55): 49, 21, 28, -1. Playoff (11): 13, 6, 7, +6.
Arriva a Bolzano con ampia esperienza internazionale di prestigio, tra cui il trofeo di capocannoniere della ICE a Innsbruk nel 22-23. Non ripete la stagione da 10 fatta in Nord Tirolo ma si dimostra attaccante di primo livello: tecnico, potente, prolifico. Costante in stagione e soprattutto capace di portare punti e qualità anche ai playoff. Ha il primato in squadra per punti sia in stagione regolare che ai playoff, dove non fa mancare il suo apporto, tra cui spicca il gol della vittoria in over time a Salisburgo in gara tre. Tra le migliori ala sinistra del campionato ha, nello stretto, la miglior stecca della squadra. Da tenere a Bolzano assieme ai suoi compagni di linea Christoffer e Gazley. È top player e ha richieste da top player. Ci rimettiamo al dottor Knoll.Braden Christoffer #3. Voto: 6,5
Statistiche. Stagione (54): 36, 9, 27, +9. Playoff (11): 12, 2, 10, +7.
Con esperienze al nord (Finlandia e Svezia) e un ottimo precedente a Innsbruck nel 20-21 arriva con fama di bad boy e una carriera passata spesso e a lungo in panca puniti. Conferma tutto. Colleziona in stagione ben 111 minuti di panca puniti (secondo in lega), con anche una brutta penalità partita e due major penalities. Si rivela però anche robustissimo centro, assist man e efficace all’ingaggio. È stabilmente centro della prima linea, cosa che sulla carta a inizio stagione non era affatto scontato. Giocatore falloso ma non cattivo, centro solido e costante, buon passatore con ottima visione di gioco. Un centro così è utile. Pacchetto completo.Dustin Gazley #10. Voto: 8 (nostro MVP)
Statistiche. Stagione (40): 34, 13, 21, +18. Playoff (11): 12, 5, 7, +6.
Veterano della squadra, 36 anni, finisce la sua quinta stagione in biancorosso. Fisicamente il più piccolo della squadra (173 cm, 75 kg) ha però il cuore più grande e l’intelligenza più fine. Veloce e scattante come nessun altro in reparto è funambolo nello stretto e veloce di stecca. Ha perso ben 19 partite di stagione regolare per un serio infortunio alla mano da cui rientra a una decina di incontri dai play off. Smentisce tutte le preoccupazioni e si ripresenta più grintoso e determinato di prima. Tra i migliori in stagione regolare non è tipo da calare nei playoff. A completare il quadro del nostro preferito, il sorriso sempre presente assieme alla grinta. Ormai di casa a Bolzano ha nella stecca ancora qualche buona stagione, come lui stesso afferma. Lo aspettiamo al rientro dalle vacanze.Antony Salinitri #71. Voto 6,5
Statistiche. Stagione (58): 40, 21, 19, +7. Playoff (11): 5, 4, 1, -4.
Il ventisettenne italo canadese ha una stagione in linea con le aspettative e i precedenti in ICE di Graz (23-24) e Asiago (22-23). Ha il tiro dall’angolo migliore della squadra (la sua mattonella) in un quadro comunque da attaccante di qualità. A volte manca dell’intensità per l’intera partita. Macchinoso più che brillante. In calo nei play off ha, anche lui, mancato alcune occasioni importanti nella serie con Salzburg. -
Matt Bradley #67. Voto 5,5
Statistiche. Stagione (59): 46, 18, 28, +9. Playoff (11): 12, 2, 10, +7.
Il voto insufficiente parla in maniera lampante delle aspettative risposte questa estate nel centro ventottenne canadese, già quinta scelta al draft NHL dei Canadiens nel 2015. Aspettative deluse. Sotto il livello delle stagioni precedenti in DEL e ICE (Vienna 21-22 e 22-23) è giocatore di indubbio talento e tecnica cristallina. Non ha però mai dato l’impressione di affiancare grinta e abnegazione alle sue doti tecniche naturali. Porta ai playoff prestazioni dignitose, ma ancora una volta assente il salto di qualità atteso da uno dei giocatori, sulla carta, migliori della lega. Ha ingaggio da top player, si dice il più alto. Può partire verso altri lidi.Cristiano DiGiacinto # 11. Voto 7
Statistiche. Stagione (59): 35, 13, 22, +13. Playoff (11): 4, 0, 4, +1.
Il serbatoio della grinta della squadra lo custodisce Digi. Sul suo apporto di agonismo e fisicità si può sempre contare e se necessario possono anche cadere i guanti. Statistiche ottime in stagione regolare ha mancato il cambio di passo nei playoff. Attaccamento alla maglia da vero bolzanino come piace al pubblico, tende a volte a strafare. Un giorno gli riuscirà il numero da funambolo che spesso cerca e verrà giù il palazzo. Non possiamo immaginarlo con una maglia diversa da quella dei Foxes.Daniel Mantenuto # 9. Voto 6,5
Statistiche. Stagione (59): 18, 5, 13, +6. Playoff (11): 1, 0, 1, -3.
Al terzo anno a Bolzano il ventisettenne centro italo canadese non ripete la stratosferica stagione dell’anno scorso. La terza linea di cui è centro è estremamente variabile in stagione e questo impedisce il consolidarsi di automatismi e chimica con le ali. Va meglio verso fine stagione quando si riforma la linea italiana con Frank e Frigo alle ali. Segna poco (10 gol in meno dell’anno scorso) ma quando è in campo la squadra è stabilmente avanti. Piuttosto male nei playoff.Daniel Frank #94. Voto 6
Statistiche. Stagione (48): 8, 3, 5, -1. Playoff (11): 1, 1, 0, -3.
Capitano e uomo squadra porta calma e ragionevolezza sul ghiaccio, in panchina e in spogliatoio. Tenace a rientrare dopo la commozione cerebrale (non la prima in carriera) subita da un criminale intervento avversario poco dopo la metà della regular season. Eccellente senso della posizione e buona stecca non brilla invece per velocità e guizzo. Al suo rientro dall’assenza si è notata una ritrovata disciplina di gruppo, a volte mancata quest’anno. Chiude in crescita una stagione, comunque, sotto i suoi livelli.Luca Frigo #93. Voto 6,5
Statistiche. Stagione (57): 31, 15, 16, +3. Playoff (11): 1, 0, 1, -3.
Per numeri e tecnica si conferma il miglior attaccante italiano in attività. I 30 punti della stagione regolare sono il miglior dato di carriera, alla nona stagione a Bolzano. Ha nei gol in inferiorità e nei blockshot i suoi talenti più brillanti che ne fanno il piastro del penalty killing. Quest’anno soffre nei playoff e non riesce ad imporre il suo gioco né con Villach né con Salzburg. La miglior squadra dell’hockey italiano confermerà il miglior attaccante dell’hockey italiano, ne siamo sicuri.Mike Halmo #5. Voto 5
Statistiche. Stagione (39): 7, 0, 7, -5. Playoff (10): 3, 0, 3, +3.
Dopo aver accarezzato l’idea del ritiro per problemi fisici ormai cronici riesce a rimettersi in condizione decente durante l’estate scorsa e a strappare un rinnovo. Fatica molto tutta la stagione – fa molta tribuna - trovando una condizione fisica accettabile solo verso fine stagione, senza però riuscire ad imporre mai la fisicità strabordante a cui ci aveva abituato. Salta agli occhi lo 0 nei gol segnati in stagione. Rimane tra i beniamini degli appassionati bolzanini, ma in queste condizioni fisiche e tecniche potrebbe trovare condizioni più adatte altrove, magari in Alps, per rimettere in carreggiata la carriera.Brad McClure #19. Voto 8
Statistiche. Stagione (57): 31, 15, 16, +6. Playoff (11): 6, 4, 2, +2.
Reduce da una stagione complicata, l’estate passata ha vinto il ballottaggio con Christian Thomas ed ha ottenuto il rinnovo, in quanto uomo di squadra e da playoff. Non delude. Conclude la sua terza stagione a Bolzano confermandosi tra i migliori attaccanti del roster. Centro della quarta linea per quasi tutta la stagione vede avvicendarsi diversi giocatori alle sue ali, adattandosi sempre e senza calare di livello e intensità. Si sono rivisti la sua grinta e i suoi sorrisi. La squadra prima di tutto: ci sia da giocare centro o ala, come ad inizio stagione, con i migliori attaccanti del roster o in quarta linea lui c’è. E ci sarà.Michele Marchetti #68. Voto 6
Statistiche. Stagione (47): 8, 7, 1, +1. Playoff (1): 0, 0, 0, 0.
Relegato in un ruolo meno centrale di quello che aveva ad Asiago – nello spogliatoio e in campo – nelle ultime due stagioni svolge una stagione regolare costante e diligente. Ala di potenza e fisico svolge il suo ruolo correttamente ma senza acuti. Segna qualche buon gol. Quasi assente ai playoff, sorge qualche sospetto che ci siano stati problemi e attriti con il coaching team. Classica ala da quarta linea, la sua riconferma è legata ad allenatore e progetto tecnico dell’anno prossimoGiordano Finoro #68. Voto 5,5
Statistiche. Stagione (50): 20, 11, 9, +3. Playoff (4): 0, 0, 0, +1. Il ventiseienne italocanadese, in Italia dal 2021 ha disputato con l’Asiago stagioni ben migliori di questa. Inanella alcune buone partite verso metà calendario ma da lì il calo è evidente. Fisico oltre che tecnico. Lento e impreciso al tiro. Gioca ala con Mantenuto e McClure senza mai crescere nelle gerarchie e convincere. Nei playoff gioca solo 4 partite. Il giocatore visto quest’anno non è certo insostituibile.Pascal Brunner #77. Voto 7
Statistiche. Stagione (42): 3, 2, 1, +3. Playoff (7): 1, 0, 1, -2.
Siamo convinti che il ventiduenne meranese possa essere un tassello importante del Bolzano del futuro prossimo. In alcuni periodi, neppure convocato da coach Hanlon, ha giocato partite ottime in Alps Hockey League con Merano. Con tenacia e intensità al massimo ogni volta che ne ha avuto occasione si è ritagliato spazio e qualche buon minutaggio verso fine stagione. Già pronto fisicamente è cresciuto sia tecnicamente che nella sicurezza in campo. Visto anche il regolamento della lega sugli Under 22 è inspiegabile come il coaching staff non lo abbia convocato e impiegato con costanza. Prospetto.Nick Saracino #18. Voto 5
Statistiche. Playoff (11): 5, 1, 4, -8.
Chiamato per rinforzare l’attacco prima dei playoff, arriva dall’Asiago dove ha disputato una stagione da top player nella forte prima linea con Ierullo e Gennaro. Non trova mai il suo vero ruolo nel roster d’attacco giocando ala con McClure ma anche con Bradley e facendo qualche comparsa anche negli special teams. Tutto questo senza convincere, senza avvicinare le prestazioni fatte sull’altipiano, con piglio al massimo professionale ma non certo grintoso. Certamente una buona stecca. Il -8 nella statistica plus/minus racconta di un giocatore che mette in crisi il sistema complessivo del gioco: era sul ghiaccio in gran parte dei gol presi dal Bolzano nei playoff. Non ha certamente fornito l’apporto sperato. -
Portieri e coaching staff
Samuel Harvey #38. Voto 7,5
Statistiche. Stagione regolare: 37 partite, 2.13 media gol a partita, saves .924, shutout 7. Playoff (11): 2.37, .927
Portiere straordinario finisce la stagione regolare con la miglior percentuale di parate della lega (92.4%). Costante e sempre concentrato sbaglia pochissimo durante l’intera stagione. Da highlights di lega di stagione sono una buona manciata di sue parate. Conferma il livello ai playoff (92.7%). Nella serie di semifinale non ha le sue migliori prestazioni di stagione e di fianco ad alcuni salvataggi incredibili subisce un paio di gol non imparabili, purtroppo in situazione chiave. Perde il confronto diretto con Atte Tolvanen dei RedBull nella serie e nella corsa a miglior portiere della lega.
Il portiere è pedina fondamentale su cui costruire squadra e stagione prossima. Sam ha sempre detto di trovarsi benissimo a Bolzano ma chiede, anche per stabilità famigliare, un contratto più lungo. Si parla di una proposta da Villach per un triennale e qualche contatto in DEL, ma si sa anche della determinazione della società bolzanina a tenerlo e farlo pilastro del futuro progetto. Sarà una trattativa lunga e complicata.Gianluca Vallini #35. Voto 7
Statistiche. Stagione regolare (13): 2.46, .893, 1
Il forte portiere bolzanino potrebbe ambire al ruolo di primo portiere in altre realtà. Invece ricopre il ruolo di secondo portiere e uomo spogliatoio della squadra della città natale. E lo fa al top. E i tifosi e le tifose lo adorano. Statistiche in calo abbastanza sensibile rispetto alla stagione scorsa, ha comunque fatto sempre il suo dovere quando chiamato a scendere tra i pali. La sua riconferma è più legata alle sue volontà che a quelle della società, certamente ben disposta a confermarlo.Il coaching staff
Il capitano della nave è al comando. Sue le responsabilità. Nel bene e nel male.Glen Hanlon. Capo Allenatore. Voto 5
Dopo la sanguinosa sconfitta in gara sette di finale, sul giaccio di casa, contro Salisburgo di due anni fa, il ritorno del tecnico canadese a Bolzano era tutti gli anni un “tornare a finire il lavoro”. Il lavoro rimane incompiuto.
Conosciamo bene la filosofia defense first del gioco di Hanlon e certamente da quel punto di vista questa è stata la migliore stagione dei suoi Foxes. Purtroppo però dopo una buona fase difensiva deve esserci un attacco che fa gol e, francamente, questo non c’è stato al livello atteso, nonostante il roster d’attacco migliore degli ultimi anni.
Il Bolzano di Hanlon è stato capace di essere dominante con tutti, ma solo quando il piano partita è andato alla perfezione e senza intoppi, dall’inizio alla fine: intensità dal primo minuto, concentrazione, sistema di gioco svolto alla perfezione. Hanlon è parso invece spesso lento nei cambi e modifiche in corso, quando le condizioni lo rendevano necessario, per questioni tecniche o anche solo per un avversario diverso da quello atteso per disposizione o schemi.
Incomprensibile lo scarso impiego di Brunner anche nei periodi meno infuocati della stagione regolare, in cui spesso la squadra ha giocato quasi solo a tre linee.
La società ha messo a diposizione del coach al tempo giusto, fin dall’estate, una squadra di ottimo livello, con la giusta programmazione e tutte le condizioni per ambire ad alzare la coppa. L’uscita in semifinale con serie persa nettamente non può lasciare soddisfatti. Glan Hanlon sta già tornando in Canada dalla sua famiglia. C’è aria di “fine ciclo”, difficilmente tornerà.Fabio Armani. Allenatore Associato. Voto 5
La figura di associato gli dava prerogative anche per incidere maggiormente nelle scelte, cosa che non ha dato l’impressione di fare. Nella suddivisione dei compiti di sua competenza gli special teams e in tutta franchezza il Power Play è stato un problema per tutta la stagione, a tratti imbarazzante.
La sua permanenza è legata ad allenatore e progetto per la prossima stagione. Potrebbe ambire al ruolo di Capo Allenatore se non in Alps sicuramente in IHL. -
La società
L’HOCKEY CLUB BOLZANO. Voto 9
Finiamo il pagellone con un enorme plauso alla società e al CEO Dieter Knoll.
Quest’anno il dottore ha messo a disposizione dello staff tecnico il miglior Bolzano da molti anni a questa parte e le premesse per ambire alla coppa erano molto buone. Non è venuta la vittoria e quindi non diamo il 10, ma questa stagione la macchina societaria ha funzionato alla perfezione in ogni ambito e aspetto.
La risposta del pubblico è stata buona, con oltre 104.000 spettatori alla Sparkasse Arena in stagione, a proseguire la grande tradizione dell’Hockey a Bolzano. Non ci stancheremo mai di scrivere che l’HCB è la più alta espressione tecnica dello sport professionistico a Bolzano, con una tradizione vincente che poche squadre in Italia hanno, non solo nell’hockey. L’anno prossimo tornerà in città la Champions Hockey League e questo porta denaro e blasone, anche in funzione della costruzione della squadra dell’anno prossimo. La CHL è vetrina importante per squadre e giocatori.
La città intera deve essere grata all’Hockey Club Bolzano.
Finiamo con una menzione particolare all’area Stampa e comunicazione dell’HCB. Il livello dell’immagine, della presenza su media tradizionali e social che i Foxes hanno, è in continuo miglioramento. Senza dubbio primeggia in ICE e ha un livello generale degno di lege ben più ricche e blasonate. Enormemente migliorato il livello della produzione multimediale, dalla produzione delle dirette alla costruzione di nuovi contenuti multimediali. Belli i video e i reels, le clip dagli allenamenti con i giocatori microfonati, efficace la produzione per ogni canale media. Menzione particolare per “Chasing Glory”, il podcast ufficiale dell'Hockey Club Bolzano condotto da Luca Tommasini, Enrico Miglioranzi e Gianluca Vallini. E poi la ciliegina mediatica della stagione: le partite trasmesse su DAZN. Speriamo che l'esperimento prosegua.